la parola impossibile non esiste

Oggi sono 4 anni dal terremoto che ha distrutto L’Aquila, la situazione in città e nel resto dell’Abruzzo danneggiato non è cambiata di molto in questo tempo. Qui una cosa scritta l’anno scorso.

Ne danno un triste quadro Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere.

È ancora tutto lì, fermo. Le gonne appese alle grucce degli armadi spalancati nelle case sventrate, i libri caduti da scaffali in bilico sul vuoto, le canottiere che, stese ad asciugare su fili rimasti miracolosamente tesi, sventolano su montagne di detriti e incartamenti burocratici. Decine e decine di ordinanze, delibere, disposizioni, puntualizzazioni, rettifiche e precisazioni che ammucchiate l’una sull’altra hanno fatto un groviglio più insensato e abnorme di certe spropositate impalcature di tubi innocenti e snodi e raccordi che a volte, più che un’opera di messa in sicurezza, sembrano l’opera cervellotica di un artista d’avanguardia.

In questa gallery da The Big Picture immagini giustapposte (cliccate sulle foto) sullo tsunami dello scorso anno, nell’immediatezza del disastro ed un anno dopo… vedete voi se certe cose sono davvero “impossibili” da intraprendere…

About these ads

Un pensiero su “la parola impossibile non esiste

  1. Altrove avevo fatto notare la stessa cosa. Mi hanno detto che sono un esterofilo di M e che ricostruire in Giappone, un paese “senza storia” (mi si e’ detto) e’ molto piu’ facile che in Italia.

    Non ho risposto e me ne sono andato.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...