Tema:
Non posso uccidere. Però posso augurarmi che soffriate. Molto.
Svolgimento:
Il telefono squilla nel primo pomeriggio.
“Pronto, buongiorno, chiamo dalla sede di via XX della ASL Roma X.. senta, qui ho una domanda per la presa in carico da parte nostra di un servizio di assistenza domicilaire per XXX YYY”
“Cosa?”
“Non è la signora YYY? A noi risulta che lei ha fatto richiesta di assistenza domiciliare per suo padre XXX YYY, malato di Parkinson, dichiarato invalido al 100%. Non è così?”
“Ma lui ha già un’assitenza domiciliare. È stata attivata 4 mesi fa a seguito di una infezione polmonare che lo tiene bloccato a letto…, non capisco…”
“Ma non l’abbiamo attivata noi, io la sto chiamando per una sua richiesta che non era stata ancora lavorata. Allora, l’assistenza vi serve o no?”
Spiegazione:
La signora YYY, dovendo andare per 3 mesi al Polo Sud, si era preoccupata di alleviare ai propri parenti il carico di assistenza a suo padre XXX. Per questo aveva avviato (eufemismo: era stata almeno 4 volte negli uffici della ASL X di Roma a portare documetazione che veniva richiesta a singhiozzo..) la richiesta al CAD (Centro Assistenza Domiciliare).
Questo accadeva nell’ottobre 2010.
La prima risposta dal CAD è arrivata con la telefonata riportata sopra il 19 febbraio 2013.