La prima impressione è che 21 anni di carcere per aver ammazzato quasi 80 persone siano poco. E mi viene da gridare che si tratta di un’indecenza.

Poi scopro che i 21 anni sono il massimo della pena che il sistema giudiziario norvegese prevede, anche per delitti efferati e crudeli come questo. E già “ritorna” l’idea di un paese “decente“.
Poi scopro che, volendo, i 21 anni possono essere prolungati a piacimento di un giudice che, autonomamente, stabilisce una “presunta” pericolosità sociale e non ti fa uscire. Punto. E la “decenza” mi pare, di nuovo, molto sbiadita.