La prima a destra, poi…

manhattan-nyc-street-network-bearings-osmnx La cosa è relativamente semplice: una media dell’orientamento delle strade di una città. Più facile da capire che da spiegare. Ecco, qui accanto Manhattan. Nord/NordEst – Sud/SudOvest, a 90 gradi. Chiaro?

Le cose si complicano un po’ se passiamo, per dire, a Detroit… Un asse Nord/Sud a 90 gradi, ma con una incrocio secondario spostato di circa 30 gradi.

le città nordamericane sono, più o meno tutte costruite su uno schema a croce di 90 gradi, con qualche variante.

Ci sono poi le città più “antiche”, considerate molto “europee” come città, che sfuggono decisamente a questa classificazione. Ad esempio Boston.

Qui trovate un gruppo di varie altre città degli Stati Uniti.

Roma è, in buona compagnia, in questa schermata.

Da Geoff Boeing Urban planning professor at Northeastern University. (via Kottke)

D’altronde… dove altro poteva funzionare questo?

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Immondizia

Il terremoto è una brutta bestia, le scosse che fanno tremare le case e le cose, non smettono mai di far tremare i cuori delle persone e lasciano uno strascico di terrore, di distruzione e di desolazione.

castelluccio-di-norcia-1Rosalba è una donna sulla sessantina, vive a Spoleto – città dove il terremoto del 2016 non è stato molto distruttivo), ma è nata a Castelluccio di Norcia, dove c’è la sua “casa” di famiglia, i suoi ricordi, le sue radici..

Pochi giorni dopo la scossa che ha semidistrutto il suo paese ha provato ad andare a vedere in che condizioni fosse la casa: i notiziari parlavano di una paese completamente distrutto. Non è riuscita ad avvicinarsi al paese per molte settimane, le strade erano ancora chiuse al traffico privato e, comunque, l’accesso al centro di Castelluccio era interdetto a tutti…. troppo pericoloso.

Lei ha atteso, pazientemente, per settimane, per mesi, fino a quando la strada è stata finalmente riaperta. Ed ha finalmente raggiunto Castelluccio, ha visto la sua casa ancora in piedi, sia pure circondata da cumuli di macerie. Ma la protezione civile non l’ha fatta passare, lei come altri abitanti, sempre troppo pericoloso. E così non le è rimasto altro che prendere ogni tanto la macchina da Spoleto, risalire la Valnerina e fermarsi al limite delle transenne per controllare che la casa stesse ancora in piedi. E poi, mestamente, rifare la stessa strada in senso inverso.

terremoto-castelluccio-norciaAll’inizio dell’estate 2018 (quasi 2 anni dopo le scosse) tra gli abitanti si è sparsa la voce che la situazione statica delle case era troppo fragile e rischiosa, e che probabilmente sarebbe tutto stato abbattuto. E lei ancora non era riuscita ad avvicinarsi a casa sua, non sapeva neanche se riusciva a vederla ancora in piedi per la resistenza della casa stessa o perché era tenuta in piedi dalle maceria che la circondavano.

Finalmente, arrivati a settembre 2018, la avvisano che potrà arrivare sino a casa, ma in realtà non è una buona notizia, perché dovrà raccogliere tutto quello che c’è.. la casa, confermano, sarà abbattuta assieme a tutte le altre. Si organizza dunque, per fare questo mesto trasloco delle poche cose che c’erano in casa: i letti, qualche mobilio e soprattutto tanti ricordi: fotografie, i vestiti dei genitori, piccoli soprammobili, le fedi nuziali dei genitori.

E quando finalmente , dopo aver atteso tante volte, per tanti mesi, è riuscita ad entrare si è accorta che quell’apparato burocratico che l’aveva tenuta lontana, non aveva fermato delle bestie immonde che nel frattempo le avevano svuotato la casa.

Ah, per quel che vale, nella sua casa non ha visto neanche una crepa.

Da mo’…

L’espressione romanesca sta indicare “da un bel po’ di tempo”, e si riferisce alle parole di Giovanni Nistri, comandante generale dei Carabinieri, riferite alla triste vicenda di Stefano Cucchi:

è ora che siano accertate tutte le cause e le dinamiche di quanto successe quella sera

Da mo’ (appunto), da 9 anni. E, comunque, meglio tardi che mai.

Pronto ONU? Casa Bianca?

The line is busy at the moment, please hold.

Evvabbè, aspetto. Ma il sospetto che voi abbiate una qualche mania di grandezza mi viene. Siete un centro autorizzato per la riparazione di elettrodomestici, zona Talenti/Montesacro a Roma. Mi domando quanti siano quelli che non capiscono il messaggio in italiano ed hanno bisogno della traduzione inglese.

Ah, poi il messaggio successivo…

Vi preghiamo di aspettare cortesemente

lascia adito a dubbi interpretativi: sono normalmente scortese, visto che mi chiedete di essere cortese?

Verba volant. Scripta pure.

00aQuesto ritaglio prefigura la “maturità” che verrà, non sto qui a disquisire di cosa sia meglio fare.. sono contento che finalmente qualcuno segnali il vero problema dei nostri giorni: molte persone sanno “leggere” ma non capiscono quello che leggono. Carenze culturali che spalancano la porta alle “fake news” (chiamarle italianamente “balle” non funzionerebbe?), ma anche a tutta una serie di equivoci o problemi che si riflettono sulla vita di tutti noi.

Esempio classico è l’analfabetismo funzionale applicato alla politica, quando schiere di peones dell’aula si attengono alle indicazioni dei capogruppo per esprimere un voto che altrimenti non saprebbero come interpretare. O come noi cittadini che siamo vittime di un burocratese a volte intollerabile.

Poi ci sono altri aspetti, minimi a prima vista, che indicano come l’alfabetizzazione, la grammatica, la consecutio temporum, hanno un’influenza diretta sulla nostra vita quotidiana… come si evince dal ritaglio appresso…

Schermata.png

Le regole, per esserci, devono essere in vigore. Altrimenti non ci sono. Ci saranno, forse.

Impara l’arte e non metterla da parte

Qualche settimana fa ho scattato a Milano la foto che vedete qui sotto.

Ero un po’ seccato perché metà della Galleria d’Arte Moderna era chiusa per “lavori”… oggi ho scoperto di cosa si trattava: stavano “girando” per mettere il percorso su GoogleMaps… questa è la sala in questione. Questa la homepage di Google Arts & Culture.

Ho visto già tutto quanto

Essendo cresciuto a forza di Clash, Genesis, Specials, Springsteen ed altre amenità del genere non avrei mai pensato un giorno di scrivere queste righe. Ma Charles Aznavour c’era prima di loro e resterà probabilmente più a lungo. Soprattutto nel cuore di chi conosce la tragedia del popolo armeno… Chahnourh Varinag Aznavourian oltre che cantante ed attore era un armeno dedito alla causa del suo popolo, nonché ambasciatore Armeno in Svizzera.