Giochi di ruolo

Il meritorio Romafaschifo (che, a dispetto del nome, auspica una Roma migliore, tanto quanto “La Grande Bellezza” non celebrava ma strigliava difetti e miserie della capitale) propone un nuovo – eufemismo -gioco: il Camaleonte.

Si fa così: ci si fa eleggere dall’opposizione con un programma alternativo , e spesso contrario allo “Status Quo”. Poi, una volta eletti, si pratica l’esatto contrario di quanto sostenuto sino al giorno prima.

Coia era stato un fiero oppositore del commercio ambulante “alla romana”, aveva esattamente centrato il problema enorme del decoro, dell’illegalità, della concorrenza sleale delle bancarelle ai negozi, della impraticabilità delle strade.

Da questo, una volta al governo della città, si è passati a “le bancarelle danno lavoro alle famiglie”.

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E invece…

La notizia è minima…: Kobe Bryant a canestro nella finanza: lancia un fondo da 100 milioni di dollari.

Mi ha incuriosito il contributo di Bryant:

Bryant contribuisce con la creatività in tema di marketing. A lui si deve ad esempio il logo del fondo.

Ecco, mi sono detto, chissà che avrà partorito la mente…. Invece, devo ammettere, sobrio ed efficace. Sempre che sia davvero suo. (link)

Raccontagli di suo padre

il sito “Letters Of Note” raccoglie lettere. Lettere, quelle che si scrivono (o si scrivevano) le persone che volevano dirsi qualcosa. Loro raccolgono lettere riguardanti persone note, od accadimenti storici. Ho letto questa lettera, che traduco come posso, scritta dal saltatore in lungo tedesco Luz Long che, alle olimpiadi di Berlino del 1936 incontrò e gareggiò contro Jesse Owens, aiutandolo a vincere la gara e diventandone amico.

La lettera fu scritta da Long durante la seconda guerra mondiale dal Nord Africa, dove era comandato e dove fu poi ucciso in combattimento. Owens ricevette la lettera dopo più di un anno:

Sono qui, Jesse, dove sembra esserci solo sabbia secca e l’unica cosa umida è il sangue. Non ho tanto paura per me, mio amico Jesse, ho paura per la mia donna a casa, ed il mio giovane figlio Karl, che non ha mai davvero conosciuto suo padre.
Il mio cuore mi dice, se devo essere sincero con te, che questa è l’ultima lettera che scriverò. Se sarà così ti ti chiedo qualcosa. Una cosa davvero molto importante per me. Che un giorno, quando questa guerra sarà finita, vai in Germania, trovi il mio Karl, e gli racconti di suo padre. Digli, Jesse, che tempi erano quelli in cui non eravamo divisi dalla guerra. Dico – digli di come le cose su questa terra possono essere tra gli uomini.
Se fai questa cosa per me, questa cosa che ho bisogno di sapere che sarà fatta, io faccio una cosa per te, adesso. Ti dico qualcosa che so tu vuoi sentire. La verità.
Quella volta a Berlino, la prima volta che ti ho parlato, quando avevi il ginocchio appoggiato in terra, sapevo che stavi pregando.
Non so come lo sapessi, allora. Adesso lo so. So che non è mai stato per caso che ci siamo incontrati. Sono venuto da te, in quel momento del 1936, per ragioni più grandi dell’Olimpiade di Berlino.
E tu, credo, leggerai questa lettera, anche se potrebbe non raggiungerti mai, per ragioni più grandi della nostra stessa amicizia.
Credo che succederà perché  adesso credo che Dio lo farà succedere. Questo è quanto ti devo dire, Jesse.
Penso che potrei credere in DIo.
E lo prego che, anche se questa lettera potrebbe non arrivarti mai, tu possa comunque leggere queste parole.
Tuo fratello,
Luz

Jesse Owens, anni dopo, andò in Germania e trovò il figlio del suo amico. Divennero amici a loro volta e fu il testimone alle sue nozze.

Chi cazzo vuoi che se ne accorga? Io. (34)

Repubblica presenta un interessante progetto per la riduzuine degli inquinanti derivanti dal trasporto su gomma: un’autostrada per T.I.R. “filobus”, mezzi equipaggiati con un pantografo che si collega ad una linea aerea per alimentare un motore elettrico.

Per un periodo di due anni, i tir viaggeranno grazie al collegamento con il classico “pantografo”: è programmato per collegarsi al cavo sopra la carreggiata quando il mezzo supera i 90 km all’ora. Fuori dall’autostrada, il mezzo può muoversi con il motore diesel o meglio ancora con un motore elettrico che si ricarica mentre il messo si nuove. Lo hanno predisposto gli ingegneri tedeschi del gruppo Siemens, i quali hanno previsto la possibilità che i tir possano alimentarsi anche con batterie elettriche o gas naturale.

Tralasciandoo ogni valutazione se sia meglio usare un messo od un servizio recapiti, segnalo che il…

“pantografo”: è programmato per collegarsi al cavo sopra la carreggiata quando il mezzo supera i 90 km all’ora.

Cioè mai, visto che il limite è di 9o Km/h.