La Giustizia (altro versante)

Il quadro che esce dal processo alle «nuove Brigate rosse», che si è concluso ieri con la seconda sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano, è inquietante. Al GR di ieri hanno trasmesso le urla degli imputati che, dopo la lettura della sentenza, hanno proclamato che

L’unica giustizia è quella proletaria!

Altrettanto, se non più, inquietante è il quadro che esce dall’intervento sul Corriere con cui Pietro Ichino   prova – per l’ennesima volta – come non ci sia più sordo di chi non vuol sentire e che ci sono persone che hanno un’idea assai “personale” di cosa sia la democrazia.

E ci sono Tribunali che hanno anch’essi idee assai personali di cosa sia “terrorismo” e cosa “lotta politica”, tanto da far sospettare Ichino che la preoccupazione terroristica (nonostante il ferimento di Roberto Adinolfi a Genova, quello di Musy a Torino) non esiste più, almeno per scelta della magistratura.

(sorpende) che il processo si sia poi concluso con una sentenza che riconosce gli imputati colpevoli, sì, di associazione sovversiva (articolo 270 del codice penale), ma non di terrorismo (articolo 270-bis). (….) Dunque, progettare un attentato alla sede di un grande quotidiano nazionale e un agguato mirato a ferire o uccidere una persona qualsiasi, assunta quale «rappresentante del capitalismo», secondo questa nuova giurisprudenza, non è «terrorismo».

Qui lo scritto completo.

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