Perdere l’occasione (istigare all’odio)

Capita… avrei potuto fare, avrei potuto andare… avrei potuto dire, ed invece niente.

Avrebbero potuto tacere quelli del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), lo dice anche l’adagio: “un bel tacer mai scritto fu”. Invece no. Hanno ritenuto di segnalarsi alla pubblica opinione con delle dichiarazioni su Ilaria Cucchi, e sulla vicenda della morte del fratello Stefano, che danno la misura della loro statura etica e morale:

IL SAPPE DENUNCIA ILARIA CUCCHI: “CALUNNIA E DIFFAMA LA POLIZIA PENITENZIARIA”

“Dopo essersi improvvisata aspirante deputato, aspirazione che tale è rimasta grazie al voto degli italiani, prendiamo atto che Ilaria Cucchi vorrebbe ora vestire i panni di Pubblico Ministero, magari consegnando quelli da giudice al suo difensore Fabio Anselmo, per confezionare una sentenza sulla morte del fratello Stefano che più la soddisfi ma che non è la risultanza delle sentenze di primo grado e di appello. Bisogna finirla con essere garantisti a intermittenza, rispettando le sentenze solo quando queste fanno comodo. Bisognerebbe mostrare pubblicamente anche le 250 fotografie fatte prima dell’esame autoptico (che dimostrano che sul corpo di Stefano Cucchi non c’era nulla) e non sempre e solo quella, terribile, scattata dopo l’autopsia e che presenta i classici segni del livor mortis. E quali sono le presunte nuove prove sulla morte del giovane che non sono state portate in dibattimento? ”.

Lo dichiara Donato Capece, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
Capece, nel sottolineare che il SAPPE per scelta ha avuto fino ad oggi un “profilo basso”sulla vicenda, non accetta “giudizi e illazioni contro la Polizia Penitenziaria, i cui appartenenti sono stati assolti due volte dalle gravi accuse formulate nei loro confronti”, trova pretestuosa anche la proposta di intitolare una strada di Roma a Stefano Cucchi: “E’ una proposta demagogica e strumentale. A parte che non possono intitolarsi strade o vie a chi è morto da non meno di dieci anni, lo dice la legge, mi chiedo quali siano le benemerenze verso la Nazione di Stefano Cucchi idonee a legittimare tale singolare richiesta. Ma quante sono, a Roma, le strade dedicate alla memoria degli appartenenti alle Forze di Polizia e di Soccorso Pubblico morti per mano della criminalità o, appunto, nel corso di interventi di soccorso pubblico?”.

Nei giorni scorsi, il SAPPE ha depositato a Roma una querela nei confronti di Ilaria Cucchi: “L’insieme delle dichiarazioni diffuse da Ilaria Cucchi pare, con ogni evidenza, voler istigare all’odio e al sospetto nei confronti dell’intera categoria di soggetti operanti nell’ambito del comparto sicurezza, con particolare riferimento a chi, per espressa attribuzione di legge, si occupa della custodia di soggetti in stato di arresto o detenzione, Questo non lo possiamo accettare. Proprio per questo abbiamo deciso di adire le vie legali nei confronti della signora Cucchi: a difesa dell’onore e del decoro della Polizia Penitenziaria”. (link)

Ma non tutti i mali vengono per nuocere (la festa delle frasi fate, oggi…), sappiamo così in quali mani è il Corpo della Polizia Penitenziaria, ed abbiamo conferma del detto “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”.(Basta con questi proverbi!)

Segnalo, per i cultori della materia, le delicate dichiarazioni del presidente del COISP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia):

“Basta con questa non più sopportabile cantilena dell’inspiegabilità di un evento sia pur triste e luttuoso. Se si vogliono sondare le ragioni di certe sciagure si guardi prima di tutto altrove. Magari in famiglia”. (link)

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3 thoughts on “Perdere l’occasione (istigare all’odio)

  1. Mi dispiace, non sono d’accordo con te. Io, com’è andata con Stefano Cucchi, non lo so. Mi sono pronunciata a suo favore, sulla base di ciò che ho letto, entrato sano e uscito morto, ma gli eventi pare non si riescano a chiarire. Potrebbe esserci un’altra verità. Le affermazioni qui riportate potrebbero non essere peregrine.

    Certo, il dito medio di fronte alla sentenza di assoluzione è stato un gesto volgare e fuori luogo, ma stiamo parlando di guardie carcerarie e non di regnanti… forse parliamo anche di medici? Non so, ripeto, non sono informata sulla vicenda quanto dovrei per poter esprimere davvero un’opinione ponderata.

  2. Sono lusingato che “ti dispiaccia” non essere d’accordo con me… 😉
    Non so neanche io come siano effettivamente andate le cose… ma è evidente che in un caso del genere quasi mi dispiace che la responsabilità penale non possa che essere personale. La famiglia Cucchi, salvo mie distrazioni, ha sempre mantenuto un atteggiamento fermo e battagliero, ma senza sconfinare in sguaiatezze od insulti che in altre vicende la cronaca non ci ha risparmiato. Mi pare difficile riconoscere in Ilaria Cucchi una “istigatrice all’odio”.
    Le guardie carcerarie non saranno “regnanti”, ma qui parlava il presidente di un sindacato… non l’appuntato Caio, abbrutito da 30 anni di servizio a Badu E Carros.

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