Cose che non si capiscono

La cronaca minore riporta alla mia memoria la storia di Alex. Ve la racconto.

Ero a Torino con un’amica che mi porta in un bar dove mi presenta ai suoi amici, riuniti per l’aperitivo. “Ah, tu devi assolutamente conoscere Alex!” – mi dice – “E poi lui dovrebbe trasferirsi a Roma dopo l’estate!”. Conosco Alex, un simpatico giovane avvocato in un importante studio torinese, chiacchieriamo di tante cose, mi parla del suo prossimo venire a Roma per studiare e fare il corso da Notaio…. di musica…È un tipo talmente coinvolgente e piacevole che ci metto un po’ a realizzare una cosa: non ha un braccio. Ne ha un abbozzo, una sorta di moncherino. È un figlio del Talidomide.

Viene a Roma e continuiamo a frequentarci, è brillante e piace alle donne, ci sa fare. Me lo ricordo in particolare una sera, felice e divertito dopo un concerto di Elio e le Storie Tese a cui l’avevo trascinato. Un amico.

Si stava avvicinando il momento del concorso ed una sera, a cena, mi presentò una ragazza con cui si era “seriamente” legato. Una bella ragazza, anche lei preparava il concorso, che – come tutti noi – non notava la menomazione di Alex. Sembravano stare bene insieme, ed ero davvero felice per lui, per come la vita, che qualcosa gli aveva tolto, lo stava compensando in altro modo.

A fine giugno vado per lavoro per un mese in un’altra città, gli faccio un in bocca all lupo per il concorso, con l’intesa di risentirci dopo metà luglio al mio ritorno. La mattina del primo luglio mi chiama la mia amica di Torino e mi dice che Alex si è buttato dal quinto piano del palazzo in cui abitava a Roma.

Mi racconta dell’ansia della sua fidanzata che non lo vede arrivare alla prima prova del concorso, mi racconta dello strazio di chi scopre il suicidio, e mi racconta quello che questo gesto ha permesso di scoprire: Alex non si è mai laureato, è riuscito a farsi assumere nello studio torinese con uno stratagemma e con una solida preparazione… ma senza laurea, ed è riuscito per un paio di anni ad inventarsi scuse abbastanza plausibili da consentirgli di “sfanfgarla”. Decide dunque di “cambiare aria” e viene a Roma con la “scusa” del notariato. Prosegue per due anni nel suo mondo di finzione sino alla mattina del concorso, alla mattina in cui sa che, senza quei documenti che non ha mai avuto, non riuscirà neanche ad entrare nell’aula. E la fa finita.

Il giorno del funerale arrivarono tantissimi suoi amici da tutta Italia, sconvolti ed increduli, con l’intenzione di provare alla sua famiglia che, nonostante tutto, Alex era stato un amico per tutti noi, tutti gli avevamo voluto bene e che per noi Alex era… “Alex”. Durante il funerale una rondine entrò nella chiesa, percorse tutta la navata e si posò sulla somma del Fonte Battesimale. Rimase lì sino alla fine, per poi volar via mentre noi uscivamo. Coincidenze.

Sono passati 25 anni. Come se fosse stato ieri.

roma.repubblica.it

Annunci

2 thoughts on “Cose che non si capiscono

  1. Pingback: Fingere | Pizzeriaitalia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...