Pollo al vino (pollo chi legge)

La ricetta del Pollo al vino, il celeberrimo Coq Au Vin francese…, viene presentata da Corriere.it con una premessa:

Difficile non è difficile (promesso!), ma la pazienza ci vorrà tutta. Come spesso succede i grandi piatti della tradizione (francese ma mica soltanto) devono la loro fama di rognosi irripetibili grattacapi non tanto a spericolate acrobazie tecniche quanto invece al numero dei passaggi e alla quantità di pentole sporche accumulate nel secchiaio. Nel caso di questo grande piatto classico la misura della difficoltà si misura proprio lungo il filo della pazienza passando dal fornello al forno, separando e assemblando le cotture, setacciando e riducendo.

Poi si arriva al passaggio veramente difficile:

Tagliate a listarelle la pancetta e fatela sobbollire per qualche minuto in un pentolino con mezzo litro circa di acqua fredda, quindi scolate e asciugate per bene.

Ecco, sobbollire in acqua fredda… più facile la fusione nucleare.

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4 thoughts on “Pollo al vino (pollo chi legge)

  1. Ma come sei pignolo! Mi pare chiaro che voglia dire di mettere in acqua fredda e portare ad ebollizione, e non gettare nell’acqua calda o già in ebollizione come la pasta! 😛

    • Io leggo: “fatela sobbollire per qualche minuto in un pentolino con mezzo litro circa di acqua fredda“. Punto. Poi, in molti casi, c’è differenza tra quel che si vorrebbe dire e quel che effettivamente si dice… e questa si chiama ignoranza.

      • Ma dai, è un semplice scrivere di fretta: dì la verità, avevi capito benissimo cosa volesse dire? Credo proprio di sì. Poi, se vogliamo ridere di quella che presa alla lettera ha – o può avere – un significato diverso, come “Macelleria aperta anche la domenica solo per i polli”, oppure “Bambini, svendita 5 euro al pezzo”, possiamo pure ridere per carità, sono la prima!

      • Ad essere proprio sincero, mi è subito “suonata” strana… poi ho immaginato che ci fosse di mezzo della sciatteria di scrittura e non dei misteri orfici della cucina… ma – rimanendo in tema – se metti della pancetta in acqua calda e non fredda…, cosa cambia? Ah, in “siamo Tutti Umoristi” (Domina – 1972) c’era la foto del cartello “Si fanno borse con la pelle delle clienti”.

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