Uno splendido quarantenne

Nel 1975, quarant’anni fa appunto, usciva nelle sale cinematografiche “Barry Lyndon”, capolavoro di Stanley Kubrik. Lo ricorda da Dagospia Alfonso Belardinelli:

Benché avessi parecchie altre cose da fare, non ho esitato a spendere un intero pomeriggio, ben tre ore di visione, pur di godermi per l’ennesima volta (la quinta o la sesta) il “Barry Lyndon” di Kubrick, ora nell’edizione restaurata.

Il film mi è sembrato ancora più lungo, lento, accurato, immancabilmente perfetto anche in ogni minimo e secondario dettaglio: ambienti, arredi, gestualità, eloquio, scelta degli attori, costumi e soprattutto fotografia e colonna sonora commoventi e trascinanti per nitore, incisività, tempestività.

Io sono di parte e le mie visoni sono un paio. All’anno. Da quando ne ho una versione sul computer. La scena seguente, l’incontro tra Redmond Barry ed il Chevalier de Balibari, rappresenta le doti segnalate da Belardinelli. I 25 passi con cui Barry raggiunge il tavolo dello Chevalier… segnano come un pendolo il tempo scenico. Tutto sublime nella sua opulenza minimalista.

Oltre al lato artistico esiste un aspetto tecnico, di vera cinematografia che rende il film una pietra miliare: l’uso delle cineprese Mitchell adattate all’uso di una lente Zeiss, realizzata per la NASA che aveva una caratteristica unica e straordinaria: un’apertura di f/0,7… una cosa pazzesca, due stop più luminosa della massima ottenibile oggi, a 40 anni di distanza. Appresso ne parlano artisti e tecnici cinema.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...