Colpa mia, al solito

non avrei dovuto… ma sono stato attratto dal titoletto del Corriere.it, da quel “rifiuta il libro”:

Amal Clooney rifiuta il libro di uno chef: «Non cucino e non voglio imparare»

È che mi sfuggiva il nesso… come se, a chi mi volesse regalare “Se questo è un uomo” (il primo libro che mi è venuto in mente) io rispondessi: “No, grazie. Non ho alcuna intenzione di sterminare 6 milioni di ebrei“.

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2 thoughts on “Colpa mia, al solito

  1. Scusa, ma stavolta non posso darti ragione. Il libro non era un romanzo scritto dal cuoco, era un libro di ricette: potrà essere stata poco diplomatica, ma era sicuramente un libro che non avrebbe mai letto, si è limitata ad ammetterlo risparmiando al cuoco lo spreco di una copia. “Se questo è un uomo” è una testimonianza storica di quanto accadeva nei lager, di come alcune persone siano riuscite a non impazzire, a sopravvivere in qualche modo, a darsi una speranza che il mondo, il loro mondo, non sarebbe finito lì. Forse per l’esempio avresti potuto citare più appropriatamente Mein Kampf, che io infatti non ho alcuna voglia di leggere.

    • Come esempio avrei potuto scegliere “meglio”, vero. Non cucina? Pazienza, povero George – al massimo. Non vuoi neanche imparare? Vuol dire che non cucini perché non lo sai fare, non perché non hai tempo. Vuol dire che non l’hai mai fatto, neanche da giovane studentessa… e rifiutare un regalo è quanto di più sgarbato io possa immaginare. Comunque… povero George che, quando sarà “preso per la gola”, avrà i lividi sul collo!

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