Cose dell’altro mondo

Il Corriere segnala una consuetudine di sfruttamento ed abusi che i farmer australiani impongono ai giovani stranieri che –  per ottenere il visto – hanno bisogno di provare tre mesi di lavoro in quel paese.

Un ragazzo, invece, era stato mandato sul tetto a pulire una grondaia piena di foglie. «È scivolato ed è caduto giù, ferendosi gravemente. L’ospedale mi ha chiamata perché il datore di lavoro sosteneva che aveva fatto tutto di sua iniziativa».

Ma la cosa, per gli italiani, non pare così tremenda, a sentire Mariangela Stagnitti, presidente del Comitato italiani all’estero di Brisbane:

«Quando mi chiedono cosa fare, io consiglio loro di non accettare quelle condizioni e di chiamare subito il dipartimento per l’Immigrazione, ma i ragazzi non lo fanno perché hanno paura di rimetterci. Tanti mi dicono che ormai sono abituati: anche in Italia, quando riuscivano a lavorare, lo facevano spesso in nero e sottopagati».

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