Parlarne senza sosta

Henry Morghenthau Sr. era, nel 1915, ambasciatore Usa in Turchia. Fu il primo al mondo a lanciare l’allarme sul massacro degli armeni. Intervenne più volte presso il governo di Istanbul, indisponendolo. L’allora ministro dell’interno, Talaat Pasha, fuori dai gangheri, gli disse: «Ma perché è così interessato alla sorte degli armeni? Lei è ebreo, gli armeni sono cattolici. Perché non ci lascia fare, a questi cristiani, ciò che vogliamo?». Morghenthau replicò: «Io non sono qui come ebreo ma come ambasciatore Usa. Il mio paese contiene 97 milioni di cristiani e 3 milioni di ebrei. Quindi, nella mia funzione ambasciatoriale, sono, al 97%, cristiano. Ma non è questo il punto. La mia richiesta non è in nome di una religione ma in nome dell’umanità». Non fu ascoltato. Nel 1939, Hitler invadendo la Polonia, ai suoi ufficiali che erano renitenti ad arrestare gli ebrei, disse loro: «Non fate storie, chi, oggi, parla ancora dell’annientamento degli armeni?». Ecco perché bisogna parlarne. Parlarne senza sosta.

da ItaliaOggi, via Toscano Irriverente

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