Investite nel nostro belpaese (‘na cippa)

Una società americana – una di quelle “nuove”, una startup – decide di investire in Italia (e non solo). Si tratta di una società “grossa”, molto, ma proprio molto molto. Diciamo che capitalizza circa 50 miliardi di dollari. Si, miliardi. E noi che facciamo? Ci freghiamo le mani tutti contenti? No. Protestiamo.

Si tratta di Uber, che in questi giorni ha silurato il GM italiano per il mancato raggiungimento degli obiettivi (si tratta della donna che fu indicata come prostituta – con tanto di indirizzo di casa – dalle civili proteste dei taxi milanesi).

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