Poi c’è la città.

Nel valutare le vicende di Roma e della sua amministrazione sarebbe opportuno, in attesa di conoscere le effettive responsabilità del sindaco uscente (“armi di distrazione di massa“?), non dimenticare cosa era (ed in buona parte è ancora) Roma. Parte del pietoso ufficio lo pubblicò Sergio Rizzo sul Corriere.it il 2 febbraio 2015:

La situazione è al collasso, prova tangibile del degrado in cui la città è piombata, e non certo da ora. Fino a livelli dai quali risollevarla rischia di essere un’impresa quasi disperata. Lo squilibrio strutturale del Campidoglio, valutato in 550 milioni l’anno, è frutto anche di questo. Non c’è forse città nella quale sprechi e inefficienze delle società comunali siano così storicamente radicati, fra clientele e ombre di corruzione.

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