non c’è più niente da distribuire

Salvatore Merlo inquadra lucidamente le cose romane in una prospettiva che non saprei se definire consolante o devastante: non c’è più una lira. E dunque, finiti i soldi con cui gestire potentati e corruttele, favori e clientele… ci si appresta ad un periodo in cui bisognerà provare una cosa nuova e sconosciuta: la politica. La politica “pura”, non inquinata da tutti quei “sottoprodottti” che ci siamo assuefatti a considerare “normali”, c’è rischio che ci si ritrovi quanto prima ad avere a che fare con la buona amministrazione. Inaudito!

A Roma è tutto saltato per aria: un po’ per consunzione, per esaurimento naturale di un modello economico sballato, e un po’ per intervento della magistratura, per quel che si può definire eccesso di scandali. “Non c’è più il sistema trentennale di controllo politico-economico. (Il Foglio)

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