allora non eravamo tutti francesi

Era il 2003 e gli USA erano così “distanti” dalla Francia da cambiare il nome alle patate fritte: da “French Fries” a “Freedom Fries”:

La febbre patriottica ha spinto al delirio alcuni leader politici, che hanno assunto iniziative puerili. L’animosità contro la Francia, ad esempio, ha indotto alcuni parlamentari a mettere al bando le French fries (patate fritte) dai menu serviti in Campidoglio, sostituendole con le Freedom fries [le patate della libertà (NdT)]. Il fatto è stato oggetto di molte barzellette, ma ha anche indotto numerose persone a imitare i propri rappresentanti politici e a boicottare qualsiasi cosa ricordasse la Francia: vini, formaggi, ristoranti. (link)

Ma le divergenze derivanti dalla Guerra in Iraq erano tali da ingenerare una vera e propria campagna di boicottaggio della Francia e di tutto quello che era francese.

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6 thoughts on “allora non eravamo tutti francesi

  1. L’opinione pubblica USA era diversa. Mica ora hai visto nessuno parlare dei francesi dicendo “Non volevamo dirvi te l’avevo detto, ma te l’avevo detto”. In 12 anni il paesaggio o una skyline non cambiano, ma le opinioni sarebbe da stupidi se non cambiassero in tutto ‘sto tempo.
    (Il discorso sarebbe più ampio, ad esempio che il redneck-sedicente-neocon fuori dall’Alaska viene zittito violentemente da pasdaran di varia natura oggi, al contrario di quanto avveniva ai tempi, ma non lo faccio sto discorso, io non sono affidabile)

  2. Abbiamo imparato che lo skyline può cambiare in un giorno solo, il 12 settembre 2001 lo skyline del mondo era diverso da come era il giorno prima. Diciamo che Sarah Palin oggi è – fortunatamente – un personaggio TV (Veep) e non un’autorevole rappresentante della politica USA.

    • Eppure la Palin è espressione dell’opinione degli americani dell’Alaska.
      E mi terrei pure le macchiette del Tea Party, fossi americano, pur di non avere insistenti cretini di orientamento anarco-individualisto-marxisti espressione del solito trucchetto del pirla radical che si attacca alle minchiatine e usa metodi da fascista, il quale da settant’anni fa le veci del progressismo in USA.
      Vivono bene gli statunitensi con due partiti indistinguibili fra loro, ma i nuovi berciatori del politically correct (espressione uccisa dai comici del carrozzone di W. Bush, tornata in auge dopo qualche anno di mandato Obama) sono talmente fastidiosi ed inutili che io europeo mi sento più infastidito degli statunitensi stessi.
      Perché non ottengono nulla (e quando ottengono non è merito loro) a lungo termine, ma che sfrangiamento di palle i loro doxaggi, i loro boicottaggi con conseguenti licenziamenti, le loro campagne di stampa, il loro spam. Obama doveva essere l’uomo della provvidenza, però qualcosa di buono durante i suoi mandati è stato fatto, e mi urta vedere i democrats apparati agli scemi da twitter/reddit/tumblr.

  3. La democrazia ed il rispetto dei diritti umani vuole che la Francia sia libera di nominare quale ambasciatore chiunque venga ritenuto il miglior candidato, senza considerare religione, razza od orientamento sessuale. Ma nominare un omosessuale ad ambasciatore presso la Santa Sede è una provocazione. Ed allora tanto vale rimanere senza ambasciatore.

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