Il diritto d’autore. Poco diritto, però

Il caso nasce “accidentalmente” con la pubblicazione online del “Diario di Anna Frank” – solo il titolo mette soggezione. I diritti d’autore scadevano nel 2015, a 70 anni dalla morte di Anna, avvenuta nel 1945.

Fin qui tutto nella norma, solo che i diritti e le somme coinvolte sono importanti, e fanno gola. Anche se destinati alla Fondazione Anna Frank, creata nel 1963 da Otto, il padre di Anna.

la Fondazione nei mesi scorsi aveva annunciato che proprio a partire dal 1 gennaio 2016 il libro avrebbe avuto come coautore il padre (fino ad oggi solo curatore del diario). E qui sta la differenza, perché Otto Frank è morto nel 1980. Quindi, i 70 anni dalla sua morte cadranno solo nel 1950. Secondo quanto si legge sul sito della fondazione, inoltre, la legislazione europea prevede per i volumi pubblicati postumi che i diritti d’autore scadano 50 anni dopo la prima pubblicazione. E se è vero che il «Diario» venne stampato già nel 1947, la prima versione integrale degli scritti di Anna è degli anni ‘80. Quindi, il copyright scadrà dopo il 2030.

Ma può una persona diventare “autore” di un libro, non curatore o simili…, 35 anni dopo la sua morte? Per decisione di un organismo che sarebbe il solo beneficiario dei proventi di questa mossa?

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2 thoughts on “Il diritto d’autore. Poco diritto, però

  1. http://www.ilpost.it/2016/01/01/qualcuno-oggi-pubblichera-online-il-diario-di-anna-frank/

    La decisione della Anne Frank Fonds è tra l’altro l’ennesimo capitolo dei contrasti con la Casa Anna Frank, fondazione olandese nata nel 1957 che gestisce invece il museo dedicato ad Anna Frank ad Amsterdam. Le due associazioni hanno lavorato insieme per molti anni, soprattutto per impedire qualsiasi speculazione commerciale sul nome di Anna Frank, ma dagli anni Novanta hanno iniziato una serie di battaglie legali su diritti d’immagine e merchandising.

    Ahr, ahr…

    • Non avevo letto e non sapevo della diatriba tra le Fondazioni (sembra un titolo di Asimov), mi interessa relativamente. È lo stiracchiare dei fatti che mi interessa di più:

      «se accettiamo le argomentazioni della fondazione, significa che ha mentito per anni dicendo che Anna Frank era l’unica autrice del diario»

      E da qui in poi tutto il libro diventa “opinabile”, quanta Anna c’è? il 10%? Il 30%? Chi offre di più?

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