Non c’ho spicci, peccato

Ancora più assurda dei 60 centesimi all’anno: «Sì, è vero, il canone è quello. O meglio: lo era». Gliel’hanno aumentato? «No, no, anzi. Sono alcuni anni ormai che il Comune ha rinunciato a riscuotere anche quei soldi. A un certo punto non ci ha più inviato i bollettini per il pagamento».

Le storie delle case del Comune di Roma e dei canoni irrisori (od inesistenti) sono sempre affascinanti. Videoinchiesta del Corriere.it

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