Una storia di merda (letteralmente)

Ezio Capri, l’autista-cantante: “Non ero moribondo, la sera stavo meglio e sono salito sul palco” – Il dipendente dell’Atac ribatte alle accuse, dopo essere stato sorpreso dalla guardia di finanza durante un’esibizione canora in un ristorante mentre era in malattia…

Appresso come ha fatto a finire in malattia:

Come mai era in malattia?
“Giovedì della scorsa settimana ho avuto un diverbio con un capo. Un collega e io ci eravamo accordati per un cambio turno per sabato ma me l’hanno negato senza giustificazioni. Allora mi sono alterato e ho chiamato i carabinieri, che vedendomi così agitato mi hanno consigliato di andare in ospedale. E al pronto soccorso di Palestrina mi hanno dato 10 giorni per rilassarmi perché avevo la pressione alta”.

Roba che ad inventarsela non ci si riuscirebbe…

Ma, evidentemente, la salute è sempre più cagionevole… ma per Califano, questo ed altro:

Non c’è stata solo la sera di Capodanno tra le esibizioni canore affrontate dall’autista dell’Atac in condizioni precarie. Per esempio il giorno di san Valentino del 2014 Capri ebbe una «colica addominale» che gli impedì di afferrare il volante di mattina ma la sera andò ad allietare gli innamorati con la sua voce al locale «Nuovo Gusto». La cagionevolezza dell’autista si manifestò di nuovo il giorno della festa delle donne, sempre del 2014, colpito ancora una volta da dissenteria.La passione per il canto però ebbe la meglio sui suoi acciacchi e la sera andò al Cecco di Lebico. Ancora problemi si presentarono ad aprile del 2014 e a causarli, come raccontò Carpi, fu il suo capo con il quale ebbe un diverbio. Gli fuconsigliato allora di andare in ospedale dove gli registrarono la pressione alta e gli diedero dieci giorni di riposo assoluto tra il 10 e il 19 aprile. La sera del 12 andò a suonare al locale Dante a Zagarolo dove ancora ricordano quando intonò «Amore Amore Amore» del Califfo.

Morale?

 Il riscontro della compatibilità della salute malandata con il canto, ma non con illavoro, è uno dei presupposti che ha convinto il giudice dell’udienza preliminare a prosciogliere Ezio Capri, autista dell’Atac e amante del Califfo, accusato dalla procura di truffa aggravata per essersi dato malato negli stessi giorni in cui la notte andava a esibirsi nei locali pubblici come cantante. «Il fatto non sussiste» come reato perché, come scrive il gup Stefano Aprile nelle motivazioni della sentenza di proscioglimento, «la partecipazione all’evento canoro è perfettamente compatibile con la malattia».

roma.corriere.it

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