43%

Il Comune di Roma – momentaneamente a gestione commissariale – dice di avere un debito di circa 11 miliardi e 992 milioni di euro. La metto in cifre? € 11.992.000.000,00 – meglio, no?

No. È una voragine disgustosamente “enorme”, soprattutto in relazione alla tassazione che i romani sopportano da anni ed alla qualità dei servizi che ricevono, tanto scadenti da considerare la TASI  non una tassa sui servizi indivisibili, ma su quelli “invisibili”.

Ma, toccato il fondo, non è detto che si possa solo risalire. Si può scavare…

Come ha spiegato il commissario straordinario per il piano di rientro del debito pregresso di Roma Capitale, Silvia Scozzese, durante un’audizione in commissione Bilancio della Camera…: “Né i piani di rientro del debito di Roma Capitale finora redatti, né il documento di accertamento definitivo del debito sembrano contenere una ricognizione analitica e una rappresentazione esaustiva della situazione finanziaria da risanare antecedente al 2008. D’altrondeper il 43% delle posizioni presenti nel sistema informatico del Comune di Roma, non è stato individuato direttamente il soggetto creditore“.

l’articolo di Repubblica non è di immediata percezione… ma molto interessante: una bella rassegna di insulti alla buona amministrazione, tipo i “derivati” con Banca OPI (stipulati nel 2007)  che nel 2011 erano in negativo per 19 milioni di euro. Questo passivo, al 30 settembre 2015 – dopo 4 anni, era diventato di oltre 32 milioni di euro.

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