Se lo dice AGCOM…

Nella sua indagine sui “Servizi di comunicazione elettronica” l’AgCom scrive che le applicazioni (Telegram, Messenger, Viber, Whatsapp) dovrebbero pagare un pedaggio per l’uso dei beni altrui. Per il passaggio sulle reti, ad esempio, il Garante vorrebbe imporre agli sviluppatori delle app un “obbligo a negoziare” con le società di tlc. (link)

Ovvero le App dovebbero riconoscere a Telecom (e a Fastweb?) una sorta di pedaggio sulle loro infrastrutture. Dunque…

  • uso una App e lo faccio tramite computer, ed il mio computer è collegato ad una linea ADSL (che pago);
  • uso una App anche sullo smartphone (da casa) mentre è collegato alla mia rete wifi, che è collegatoa alla ADSL di cui sopra (che pago);
  • uso una App anche in mobilità, fuori casa, ed uso un collegamento 3/4G di un gestore (che pago).

Adesso AGCOM dice che deve pagare anche l’App. Ed io? Nulla, come non detto… io pago come prima. Anzi, più di prima… perché non è che le App facciano beneficienza, no? Pago sempre io.

Come se la Società Autostrade, oltre ad addebitare i pedaggi sul mio Telepass, pretendesse una somma anche da Mercedes, o Fiat, o Peugeot…

 

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