No, non è che non è preparato…

Riporto da Repubblica una notiziola, apparentemente minima, che riunisce tanti aspetti della nostra vita quotidiana:

“Ieri sera sono rimasto chiuso dentro, ma non volevo creare allarme. Così ho passato la notte qui”. Così ha detto un turista statunitense ai primi operai incontrati al mattino, e alla polizia cui ha raccontato dell’avventura vissuta nella notte tra il 25 e il 26 luglio. Secondo la sua versione il turistaera in bagno quando gli addetti del servizio privato di vigilanza hanno controllato tutti gli ambienti prima di sbarrare le porte del Duomo.

Evidentemente  erano stati controllati “quasi”tutti gli ambienti.

Ora l’istituzione responsabile del Duomo ha chiesto alla questura di avere un aiuto definitito “indispensabile” non solo sulle persone che entrano nella cattedrale come avviene ora, ma anche in uscita e soprattutto nelle operazioni di bonifica e di chiusura. Il personale del Duomo – spiegano dagli uffici – non ha “le competenze professionali necessarie”.

Con un certo buon senso la Questura risponde:

“Noi siamo presenti all’esterno assieme ai militari e nessuno può entrare con oggetti pericolosi perché i controlli sono serrati. Ma verificare le presenze di turisti è compito della vigilanza interna”

Al solito, se non sai fare qualcosa la colpa non è tua, è sempre delle “Istituzioni”, dello Stato che non ti aiuta…

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