Calvino, Gengis Khan, a casa mia

Il Bieco illuminista pubblica il filmato che vedete qui sotto. Si tratta della (meravigliosa) presentazione di alcune architetture romane che straordinariamente simboleggiano la meraviglia e, allo stesso tempo, l’orrore di questa città. Si tratta, per una persona come me, che ha l’età per aver visto alcuni di questi luoghi nel fulgore delle loro “esistenze” od addirittura, averne seguito la “gestazione” e la costruzione… di una coltellata in petto che riporta alla mente lo spreco di denaro e di “spazio” che questa città ritiene di poter impunemente affrontare. Vedo la Città dello Sport di Calatrava, capitolo mancante alle Città Invisibili di Calvino, vedo lo Stadio Flaminio che sembra più un pascolo per pecore che un’arena di sport, un pascolo buono per rifocillare i cavalli dei Mongoli del Gran Khan, e penso a quei bellimbusti che ci vogliono convincere che… no, questa volta, davvero, per le Olimpiadi di Roma 2024 non ci saranno sprechi. Giuro.

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