Raccontagli di suo padre

il sito “Letters Of Note” raccoglie lettere. Lettere, quelle che si scrivono (o si scrivevano) le persone che volevano dirsi qualcosa. Loro raccolgono lettere riguardanti persone note, od accadimenti storici. Ho letto questa lettera, che traduco come posso, scritta dal saltatore in lungo tedesco Luz Long che, alle olimpiadi di Berlino del 1936 incontrò e gareggiò contro Jesse Owens, aiutandolo a vincere la gara e diventandone amico.

La lettera fu scritta da Long durante la seconda guerra mondiale dal Nord Africa, dove era comandato e dove fu poi ucciso in combattimento. Owens ricevette la lettera dopo più di un anno:

Sono qui, Jesse, dove sembra esserci solo sabbia secca e l’unica cosa umida è il sangue. Non ho tanto paura per me, mio amico Jesse, ho paura per la mia donna a casa, ed il mio giovane figlio Karl, che non ha mai davvero conosciuto suo padre.
Il mio cuore mi dice, se devo essere sincero con te, che questa è l’ultima lettera che scriverò. Se sarà così ti ti chiedo qualcosa. Una cosa davvero molto importante per me. Che un giorno, quando questa guerra sarà finita, vai in Germania, trovi il mio Karl, e gli racconti di suo padre. Digli, Jesse, che tempi erano quelli in cui non eravamo divisi dalla guerra. Dico – digli di come le cose su questa terra possono essere tra gli uomini.
Se fai questa cosa per me, questa cosa che ho bisogno di sapere che sarà fatta, io faccio una cosa per te, adesso. Ti dico qualcosa che so tu vuoi sentire. La verità.
Quella volta a Berlino, la prima volta che ti ho parlato, quando avevi il ginocchio appoggiato in terra, sapevo che stavi pregando.
Non so come lo sapessi, allora. Adesso lo so. So che non è mai stato per caso che ci siamo incontrati. Sono venuto da te, in quel momento del 1936, per ragioni più grandi dell’Olimpiade di Berlino.
E tu, credo, leggerai questa lettera, anche se potrebbe non raggiungerti mai, per ragioni più grandi della nostra stessa amicizia.
Credo che succederà perché  adesso credo che Dio lo farà succedere. Questo è quanto ti devo dire, Jesse.
Penso che potrei credere in DIo.
E lo prego che, anche se questa lettera potrebbe non arrivarti mai, tu possa comunque leggere queste parole.
Tuo fratello,
Luz

Jesse Owens, anni dopo, andò in Germania e trovò il figlio del suo amico. Divennero amici a loro volta e fu il testimone alle sue nozze.

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