scellerata trasformazione urbanistica

con queste garbate parole il nuovo assessore all’urbanistica di Roma, l’Arch. Paolo Berdini,  inquadra quello che è stato fatto nel quartiere Porta Nuova, vicino la stazione di Porta Garibaldi a Milano.

Provo ad inquadrare di cosa si tratti con il Corriere del maggio 2009, di cui riporto un estratto:

Alla fine, nella Milano del 2013, si potrà passeggiare da corso Como all’Isola e da qui a piazza della Repubblica senza passare un incrocio o aspettare un semaforo. La rivoluzione ur­banistica di Porta Nuova parto­rirà 160mila metri quadri di iso­la pedonale collinare tra le co­struzioni di 20 archistar, da Ce­sar Pelli a Stefano Boeri: 70 mi­la metri quadri di parco, la me­tà dei giardini di via Palestro, e altri 90 mila senz’auto. (….) Nel 2011 saranno completate le tor­ri sulla piazza circolare pedona­le di Garibaldi e consegnati i primi edifici alle Varesine e al­l’Isola. Per il 2012 saranno pron­ti i grattacieli verdi e il giardino dei ciliegi disegnati da Boeri, il Bosco verticale. Nel 2013, con le passerelle pedonali e i nuovi sottopassi per le linee 4 e 5 del metrò («inscatolate» con tecni­che di alta ingegneria), l’opera­zione potrà dirsi finita.

nel 2009 si parlava di un progetto enporme che avrebbe dovuto vedere la sua conclusione dopo 4 anni, nel 2013…

A Roma nel 2005 è stato avviato il progetto “Città dello Sport“, che avrebbe dovuto essere chiuso nel 2009 in occasione dei Mondiali di Nuoto. Dopo 12 anni dall’inizio dei lavori il cantiere è fermo, con meno di metà dei lavori fatti ed un costo finale previsto lievitato di oltre 800% rispetto al preventivo.

A Roma negli anni ’90 del XX secolo si è progettato un nuovo tratto di metropolitana, chiamato “Linea C“. I cantieri furono avviati nel 2006 ed oggi, dopo 26anni dal progetto iniziale, e 10 anni dopo l’avvio dei cantieri, solo alcuni tratti sono in uso.

… mentre a Milano hanno rispettato i tempi. E la gente sembra essere contenta di quello che è stato fatto, e di come si sia riqualificata un’are abbandonata e degradata. E non piace solo ai milanesi, anche al Museo di Architettura di Francoforte che ha premiato il cosiddetto “Bosco verticale” dello Studio  Boeri come miglior grattacelo del 2014.

Ma all’Assessore di Roma non piace il verde “verticale”, lo vuole orizzontale… e non importa se la sua idea riscia di rallentare ulteriormente il cantiere degli ex Mercati Generali, fermo da 10 anni.

Il video dell’intervento di Paolo Berdini è sulle pagine di RomaFaSchifo, pagine  in cui all’assessore viene fatto pelo, e contropelo.

Dal Corriere:

Gentilissima Isabella Bossi Fedrigotti,
Nel 1959 la mia famiglia si trasferì da Roma a Milano. Per me, poco più che quindicenne, rappresentò una vera tragedia. La mia famiglia non era di origine italiana, e pur non lasciando, parenti nella capitale, mi sembrò che il mondo mi crollasse addosso. Lasciavo Trinità dei Monti, i Fori Imperiali, il Colosseo, Trastevere…Un mattino mi svegliai dicendomi che se a Milano dovevo vivere era il caso che la piantassi di piangere e mi abituassi a questa nebbiosa e triste città. Niente sedie fuori dai bar per un cappuccino al sole, niente fiori ai balconi, inverni rigidi, lunghi tragitti con i mezzi di superficie. Da quel mattino, come se fossi stata toccata dalla bacchetta magica di una fata, cominciai ad amare questa città dai palazzi sontuosi e spesso superbamente decorati (si dice che a Milano siano presenti settecentocinquanta edifici in stile liberty!). Ed è stato un vero crescendo. Dehors, si forse un po’ tanti, ma se può permetterselo un bar o una pizzeria si può vietarlo ad altri? Lo spazio delle Varesine tramutato in un sito a livello mondiale (la bellezza del giardino verticale!). I grattacieli. Il quadrilatero Brera, Scala, Poldi Pezzoli, Gallerie d’Italia, Museo del Novecento. I due ultimi non c’erano quando arrivai. La metropolitana che mi permette di spostarmi con grande facilità. E poi le rotonde fiorite, non poche zone a verde. Certo non abbiamo Villa Borghese, ma il Parco Sempione non è da meno con il Castello Sforzesco in continua vitalità. Potrei andare avanti, ma credo basti. Possiamo comunque accontentarci. Personalmente ora dico: guai a chi mi tocca Milano, indipendentemente dalla situazione che sta vivendo la capitale.

 Sed hic manebimus optime.
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3 thoughts on “scellerata trasformazione urbanistica

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