So’ ragazzi

Calcio: «giallorosso ebreo». Prosciolti due ultrà biancocelesti che avevano intonato il coro durante Lazio-Catania del 30 marzo 2013.

prosciolti non perchè non è stato commesso il fatto;

prosciolti non perché loro non hanno commesso il fattto;

prosciolti perché

espressioni incriminate «rimangono confinabili nell’ambito di una rivalità di tipo sportivo»: il coro, si legge nella sentenza, «si compone di un’espressione che aldilà della scurrilità esprime mera derisione sportiva». E poi secondo il giudice occorre tenere conto di una differenza: «Sebbene l’accostamento giallorosso con ebreo possa aver assunto nelle intenzioni del pronunciante valenza denigratoria, ricollegabile latamente a concetti di razza, etnia o di religione, le modalità di esternazione non costituiscono alcun concreto pericolo di diffusione di un’idea di odio razziale e di superiorità tecnica». Anche perché quel giorno non c’erano romanisti sugli spalti da provocare.

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