…e tre!

Il pomeriggio del 28 dicembre ero a Londra, con mio fratello, nel sottopassaggio della stazione metro di Hammersmith, impegnato in una feroce trattativa con dei bagarini locali, alla disperata ricerca di due biglietti per entrare all’Hammersmith Odeon per la terza serata di “Rock for Kampuchea”. Già ci eravamo persi le prime due serate (Queen e Clash, per dire)… l’ipotesi di non riuscire ad entrare per vedere The Who non veniva minimamente presa in considerazione.

Riusciamo ad accaparrarci due ingressi, ad un prezzo esorbitante (ma meno della metà della richiesta iniziale – vedi che parlare bene inglese serve…) ed entriamo. Stiamo in fondo… ma ci siamo!

SI spengono le luci e la prima band sale sul palco. Non ho la minima idea di chi si tratti. Suonano un paio di brani che non riconosco e durante il terzo il pubblico comincia a rumoreggiare. Tanto che dopo il quinto la band viene sostanzialmente cacciata via a forza di urla ed apprezzamenti di dubbio gusto verso la cantante. Lei, ho scoperto dopo, era Chrissie Hynde e loro erano i Pretenders. Li avrei visti osannati dal pubblico per molto anni a seguire…

Sale sul palco il secono gruppo, anch’esso a me sconosciuto… una decina di ragazzi , bianchi e neri, che attaccano una musica divertente, ballabile, e molto ritmata. Il pubblico è scatenato, tutti ballano e saltano ed i ragazzi sul palco si agitano (e si divertono) come raramente mi è capitato di vedere. La band si chiama The Specials e suonano Ska, una sorta di rivisitazione rockeggiante del reggae, delle musiche caraibiche.

Lo spettacolo è talmente travolgente che, al termine del concerto, il pubblico li richiama sul palco molte volte, nonostante la fremente attesa della successiva esibizione degli Who, e loro, impreparati a tanto successo, sono costretti a suonare nuovamente i brani già eseguiti in precedenza.

Alla fine, siamo già a notte fonda, salgono sul palco gli Who… un set travolgente… qui sotto c’è tutto il concerto…

Usciamo a notte fonda, entusiasti e “stravolti”, cerchiamo un mezzo per tornare in albergo, pronti a tornare la sera successiva per l’ultima serata, il gran finale!