Faccio altro, sento musica

Non ho più molto da scrivere, mi accorgo che gli spunti si cominciano a ripetere con frequenza elevata, mi passa la voglia… mi “consolo” con la musica.

30 anni (Come passa il tempo, signora mia)

Era inizio estate del 1990, non mi ricordo esattamente… e per radio andava un singolo orecchiabile, ma di chiara impronta rock. Mi piaceva molto e, per essere un esodiente, prometteva sfracelli…

Quando venni a sapere che si sarebbe esibito dal vivo andai sentirlo, nonostante la location fosse alquanto bizzarra.. adesso è la sede della LUMSA, m in passato è stato cinema, sala congressi…

Vado con un’amica, mi avvicino a quello che sembrava un botteghino e chiedo due biglietti. Mi guardano strano. Ripeto che volevo due biglietti. Mi guardano più strano e mi dicono che non è un evento aperto al pubblico, è solo per la stampa. “Ah, capisco” faccio io, ed intanto ci intrufoliamo.

Il rocker sale sul palco e si scusa per non avere voce. Poi attacca quelli che sarebbero stati, ancora oggi, tra i 40 minuti di musica migliori in tanti anni di concerti.

Era Ligabue, all’epoca pure Luciano.

Chi cazzo vuoi che se ne accorga? Io. (57)

Tra i morti per coronavirus c’è Luis Sepulveda, R.I.P.

Al TG de La7 la notizia è nei titoli:

“… amato dal grande pubblico soprattutto per il racconto “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare“, da cui fu poi tratto un film d’azione.”

D’animazione, non azione…

Non tutto ha un senso

Simon Stålenhag è un illustratore svedese con un gusto molto particolare per i toni cupi, le luci artificiali e per un ambiente “normalmente” anormale…

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Roadwork
Ash 02
Wipers

Dal 3 aprile Amazon prime video trasmetterà la serie “Tales From The Loop“, ambientata in un mondo immaginato da Stålenhag, in cui si seguono le vite degli abitanti di Loop, una macchina costruita per svelare i misteri dell’universo. Qui si vedrà che… non tutto ha un senso.

Monarchie 2.0

Dopo l’autosospensione dalla famiglia reale di Harry e Megan (come un deputato qualsiasi sorpreso in qualche impiccio), sentivamo la necessità di questo nuovo colpo di scena:

I Senatori del Regno contrari all’apertura di Emanuele Filiberto di Savoia che ha annunciato di abbandonare la legge salica scritta mille e cinquecento anni fa.

torino.repubblica.it

L’ultima volta che ho sentito qualcuno discutere di legge salica era l’arcivescovo di Canterbury dell’Enrico V di Shakespeare…

“In terram Salicam mulieres ne succedant” (No woman shall succeed in Salic land), Which Salic land the French unjustly gloze To be the realm of France, and Pharamond The founder of this law and female bar.

a 2′ 03″

…e tre!

Il pomeriggio del 28 dicembre ero a Londra, con mio fratello, nel sottopassaggio della stazione metro di Hammersmith, impegnato in una feroce trattativa con dei bagarini locali, alla disperata ricerca di due biglietti per entrare all’Hammersmith Odeon per la terza serata di “Rock for Kampuchea”. Già ci eravamo persi le prime due serate (Queen e Clash, per dire)… l’ipotesi di non riuscire ad entrare per vedere The Who non veniva minimamente presa in considerazione.

Riusciamo ad accaparrarci due ingressi, ad un prezzo esorbitante (ma meno della metà della richiesta iniziale – vedi che parlare bene inglese serve…) ed entriamo. Stiamo in fondo… ma ci siamo!

SI spengono le luci e la prima band sale sul palco. Non ho la minima idea di chi si tratti. Suonano un paio di brani che non riconosco e durante il terzo il pubblico comincia a rumoreggiare. Tanto che dopo il quinto la band viene sostanzialmente cacciata via a forza di urla ed apprezzamenti di dubbio gusto verso la cantante. Lei, ho scoperto dopo, era Chrissie Hynde e loro erano i Pretenders. Li avrei visti osannati dal pubblico per molto anni a seguire…

Sale sul palco il secono gruppo, anch’esso a me sconosciuto… una decina di ragazzi , bianchi e neri, che attaccano una musica divertente, ballabile, e molto ritmata. Il pubblico è scatenato, tutti ballano e saltano ed i ragazzi sul palco si agitano (e si divertono) come raramente mi è capitato di vedere. La band si chiama The Specials e suonano Ska, una sorta di rivisitazione rockeggiante del reggae, delle musiche caraibiche.

Lo spettacolo è talmente travolgente che, al termine del concerto, il pubblico li richiama sul palco molte volte, nonostante la fremente attesa della successiva esibizione degli Who, e loro, impreparati a tanto successo, sono costretti a suonare nuovamente i brani già eseguiti in precedenza.

Alla fine, siamo già a notte fonda, salgono sul palco gli Who… un set travolgente… qui sotto c’è tutto il concerto…

Usciamo a notte fonda, entusiasti e “stravolti”, cerchiamo un mezzo per tornare in albergo, pronti a tornare la sera successiva per l’ultima serata, il gran finale!

Boxing Day 1979 (Santo Stefano)

Alla Acklam Hall di Londra va in scena la seconda serata “a sorpresa” in cui i Clash rodano la loro nuova scaletta dal vivo, in preparazione ad un evento importante del giorno seguente… Qui la supposta scaletta della serata.

Ma non è il solo concerto di quella sera a Londra… più a sud, a quello che allora si chiamava Hammersmith Odeon, va in scena la prima di 4 sere organizzare da Sir Paul McCartney per raccogliere fondi per i rifugiati in fuga dalla Cambogia.

Questa prima serata è interamente dedicata ad una band con un notevole seguito, di un certo successo e che, in breve tempo, sarebbe diventato una marchio di importanza mondiale: Queen.

Qui la scaletta della serata.

Buon Natale

Passata la festa… che noia! Che si fa il giorno di natale, dopo il pranzo? Joe, Mick, Paul e Nick decisero che era una buona occasione per suonare e prepararsi per la loro grande occasione che sarebbe stata il 27, due giorni dopo.

Così organizzarono alla Acklam Hall di Londra una due giorni dal vivo per il 25 ed il 26 dicembre 1979. Esattamente 40 anni fa.

I 4 ragazzi si erano fatti una discreta fama ed avevano appena pubblicato un doppi album che avrebbe cambiato la loro vita. E la storia del rock. Loro erano “The Clash” ed il disco era “London Calling“.

Tanto per farsi un’idea di cosa fosse Acklam Hall in questo video dei Madness c’è una battuta: “Ho una notizia buona ed una cattiva: la buona è che ci fanno fare un concerto, quella cattiva è che è alla Acklam Hall!

Era qui, sotto la strada…