Supper’s Ready illustrata

Un ottimo modo di passare una ventina di minuti.

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Caro amore, io sto con Maddalena

Mi schiero. E lo faccio in una posizione scomoda, contro il politically correct. Mi schiero, per quel che vale, con Maddalena Crippa nella vicenda che la vede crocifissa da tutti per una sua reazione sul palcoscenico…

Gruppo di non udenti in platea, Crippa allontana i traduttori e al Teatro di Roma è polemica

e giù addosso a Maddalena…

“comportamento irriguardoso” – “non ci saremmo mai aspettata una tale mancanza di sensibilità e di intelligenza civica”

Poi uno legge la replica:

quello che è successo ieri dipende come purtroppo sempre più spesso accade per una mancanza di organizzazione e di comunicazione. Il Teatro Argentina non può prendere iniziative di questo genere senza preventivamente avere il consenso degli spettacoli ospiti e dei suoi artisti. Io sono stata informata solo questa mattina della presenza dei traduttori simultanei e ho subito chiamato la direzione del teatro, mi è’ stato garantito che tale iniziativa non avrebbe arrecato disturbo allo spettacolo perché sarebbero stati posizionati di lato al palcoscenico. Invece una volta cominciato lo spettacolo i traduttori non solo erano sul nostro stesso palco ma molto più avanti di noi totalmente illuminati nel loro gesticolare così da rientrare completamente nel nostro campo visivo. Il mio lavoro richiede una concentrazione micidiale e per il rispetto di tutto il pubblico non accetto che questa venga in qualche modo compromessa.Io non ho strattonato le traduttrici le ho solo spostate più indietro. Se si fosse organizzata la cosa con la dovuta cura forse avremmo potuto fare una prova e trovato la giusta collocazione. Io avevo dopo il mio intervento in diretta comunque predisposto con i tecnici la possibilità nell’intervallo di riposizionare le luci sulla posizione più indietro delle traduttrici, per rendere possibile la continuazione del loro lavoro ma non è’ stato possibile per la vostra decisione di lasciare il teatro.

da Repubblica

Industria musicale, prendere nota please

Oggi ho comprato un CD. Anzi un cofanetto con 5 CD. Vado a memoria… ma credo che l’ultimo CD lo avessi acquistato almeno un anno e mezzo fa… segnalo la cosa perché il Ministro Franceschini, la SIAE e tutta l’industria musicale italiana che piange miseria sappiano che, pur senza mai scaricare musica illegalmente, vivo immerso in tanta musica che migliora la mia qualità di vita. Ragion per cui non capisco perché SIAE e industriali debbano beneficiare dal fatto che io acquisti supporti digitali per il computer o per la macchina fotografica.

Punk.

1508952336_never-mind-the-bollocks-here-s-the-sex-pistols-sex-pistols-cover-ts1501092532.jpegWired ricorda che il 28 ottobre doi 40 anni fa usciva il primo, ed ultimo, album dei Sex Pistols: “Never Mind the Bollocks”.

Anticipato da 4 singoli, Anarchy In The Uk, God Save The Queen, Pretty Vacant e Holidays In The Sun, e da altri brani usciti in varie compilation, Never Mind The Bollocks è il disco che dà ufficialmente inizio al punk. E cambia il mondo del rock.

Non ho mai amato particolarmente i Sex pistols, ma furono – non soli – il simbolo di un cambiamento, nella musica e nella società, che ha segnato i decenni passsati.

L’unico contatto “avuto” con i Sex Pistols è stato con John Tiberi, il loro road manager degli esordi. Tranquillissima persona, figlio di un italiano, conosciuto per caso quando si dovette occupare di una casa di famiglia, a Roma – accanto via Piave, ereditata dal padre morto da poco. Un gentleman, in jeans, ma gentleman.