Oggi, in Italia

Uno è tutto impegnato (si fa per dire) a cercare di capire se è più fascista l’editore che si proclama fascista, o è più fascista chi, in nome dell’antifascismo, vuole vietare, con modi che assomigliano al fascismo, al fascista di prendere parte al Salone del Libro di Torino… che passano quasi sotto silenzio tre notiziole minime (anche qui si fa per dire) che la stampa riporta:

  • Salerno, poliziotti le fanno rimuovere striscione contro Salvini: ”Dicevano che rischio guai legali”
  • Salerno, finge di fare foto con Salvini: “Non siamo più terroni di merda?”. E le sequestrano il telefono.
  •  Un fan di Salvini ha tentato di aggredire con pugni e poi minacce una ragazza che stava contestando il ministro dell’Interno.

Mala tempora currunt, sed peiora parantur. (link)

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Umiliati

Il decreto, come è noto, intende il lavoro del dirigente scolastico al pari di qualunque altro impiego statale, vincolato ad un orario da certificare con le impronte digitali. Due possibilità si aprono, per i ds, davanti a questa ennesima umiliazione: attenersi ai desiderata del Governo e fare orario di ufficio (vale a dire lavorare meno di quanto si faccia oggi e lasciare che tutto vada allo sbando) o continuare a lavorare come sempre, con coscienza, indipendentemente da orari, cartellini e impronte digitali, nonostante il Governo. (link)

Capisco che un simile provvedimento possa non piacere, ma da qui a lanciare peana contro l’umiliazione… non sono convinto. Ne dovrò parlare con quel dirigente scolastico che alla scuola dei miei figli presenziava un paio di giorni alla settimana, per un paio d’ore. Ma non vorrei umiliarlo.

Virginia Raggi, e la recherche…

Giovanni Floris intervista la sindaca Virginia Raggi e prova a metterla un po’ alle strette. La sindaca elenca un rosario di accidenti, incidenti e simili che a leggerli uno appresso all’altro tremano i polsi:

” “…a Roma, nell’ultimo periodo siamo stati messi sotto attacco da una serie di episodi:

L’incendio del TMB di Rocca Cencia (25.3.2019),

l’incendio del TMB Salario, che è completamente distrutto (11.12.2018),

600 incendi di cassonetti, che ci costano 500.000 euro,

l’incendio di un’isola ecologica ad Acilia (settembre 2017),

l’incendio di un deposito di cassonetti (giugno 2017),

l’incendio ed i furti ripetuti dei nostri mezzi del servizio giardini,

la rottura improvvisa delle scale mobili di tre stazioni centrali

tutto questo fa capire che forse siamo un po’ sotto attacco, no? Infatti, se vogliamo parlare di ATAC…”

“No, io non voglio parlare di ATAC – dice Floris – ne vuole parlare lei”.

Ed allora la sindaca attacca un’intemerata su ATAC ed il trasporto pubblico:

“… stanno finalmente arrivando gli autobus…che a Roma non arrivavano da tanto tempo (io lo sapevo, ma non credo che la Raggi intendesse alle fermate…) e, all’improvviso, si rompono tre scale mobili di tre stazioni centrali, una vicina all’altra.”

Floris, non chiede spiegazioni alla sindaca di due cose:

  • non sono “rotte” od inagibili le scale mobili, sono chiuse le stazioni, non sono proprio accessibili.
  • quello che la sindaca definisce come “all’improvviso” comincia il 23 ottobre del 2018 con la stazione Repubblica che è chiusa da 6 mesi e lo resterà per altri due.

E che è sindaca da quasi tre anni.

Poi uno si domanda perché se ne vanno…

Stangata dell’Agenzia delle Entrate ai “cervelli di ritorno”. Tredici scienziati italiani, rientrati dall’estero, ricevono cartelle esattoriali da migliaia di euro.

da Repubblica

Il nuovo Mistero degli Interni

No, non è un errore, volevo proprio scrivere Mistero, non Ministero. Cominciano ad essere molte le cose “misteriose”, incomprensibili, connesse al ministro Salvini ed al suo dicastero.

Esempio uno: il ministro irride il tentativo di metterlo sotto accusa per la vicenda del supposto sequestro di persona nella vicenda relativa alla nave Diciotti. Egli sostiene, tra l’altro…

“Non può infine sottacersi che l’azione attuativa dell’indirizzo governativo (risultante nel caso di specie dal punto 13 del Programma di Governo) già di per sé stessa costituisce perseguimento di un preminente interesse pubblico, peraltro rappresentato anche dalla salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica che sarebbero messe a repentaglio da un indiscriminato accesso nel territorio dello Stato”

Dunque, se le parole hanno un senso, il divieto dell’attracco della nave Diciotti avrebbe costituito “salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica“. E va bene, se lo dice il ministro… ma allora, quand’è che mettiamo sotto processo tutte (ma dico proprio tutte) le persone che erano imbarcate, comandante ed equipaggio compresi? Perché erano ancora loro al comando della nave, non c’era stato alcun ammutinamento…

Esempio due: lei vive in Italia da 14 anni, a Trieste, ha preso la maturità classica in un liceo italiano, ancorché della città in cui viveva: Fiume. Che noi italiani la chiamiamo così, perché era italiana… adesso è in Croazia e si chiama Rijeka. Fatto sta che oramai in Italia ci sta, ci sta e ci lavora bene, e ci vuole rimanere (potendo) da cittadina italiana. Presenta la domanda perché, tra paesi appartenenti all’Unione Europea basta aver vissuto 4 anni in un altro paese per chiederne la cittadinanza. In tutta Europa. Tranne che in Italia. Da noi, dallo scorso anno, grazie al “Decreto Sicurezza”, c’è un ulteriore requisito: bisogna conoscere l’italiano.

Ed è proprio grazie a questo “cavillo” che la sua domanda viene respinta dal Ministero a Roma. Nonostante lei abbia prodotto la documentazione ella sua attività lavorativa: interprete e traduttore per il Ministero dell’Interno e per quello di Grazie e Giustizia. Da “Gli Stati Generali“.

Il tempo è una variabile…

Carte d’dentità elettronica, siglata intesa tra Campidoglio e Poligrafico per ridurre i tempi d’attesa

leggo questo articolo di Repubblica e tra me e me penso sia una buona cosa… un tempo di attesa di un’oretta è seccante, 2/3 ore sono preoccupanti… se parliamo di giorni, c’è qualcosa che non va…

Vado sul nuovo sito “beta” del Comune di Roma (che è ancora “beta” dopo oltre un anno che è online) e scopro una tabella dei tempi di attesa che, oggi, spaziano dal minimo di 6 giorni al Municipio 2 al massimo di 153 giorni al Municipio 7. Con una media di 82,6 giorni. La media. 82,6.

Ma, d’altronde, cosa attendersi da un Comune che ha una delle principali stazioni della metropolitana chiusa per un incidente ad una scala mobile accaduto oltre 4 mesi fa?

Possibile? Si.

Stavo leggendo “Come si diventa nazisti” e mi continuavo a chiedere come fosse stato possibile che tutto sia potuto accadere così, davanti a tutti, con così poche persone capaci di accorgersi di quello che stava accadendo.

Di tutti questi “segnali” oggi ne è apparso uno che non ha la forza eclatante della violenza, della sopraffazione, del razzismo etnico o religioso… ma che, anzi, si presenta sotto le grigie spoglie di un comunicato prefettizio: il comunicato con cui il prefetto di Roma dice che il palazzo di via Napoleone III a Roma, occupato da Casa Pound Italia (associazione nata proprio per “tutelare” questa occupazione) non rappresenta una priorità e che, quindi, non deve essere sgombrato. La legge è uguale per tutti. per qualcuno solo un po’ più uguale. Il Messaggero ricostruisce le vicende di questa occupazione.

Inutile sottolineare che Casa Pound ha aiutato la Lega di Matteo Salvini e che la parola del Ministro dell’Interno qualche peso nella vicenda “potrebbe” averne avuto… ma la “gestione” degli occupanti a fini politici non è roba di oggi, come dice un bell’articolo de Linkiesta.