Ciak! Se ne vada!

A Cannes è scoppiata la grana Netflix: la rete televisiva a pagamento ha sottoposto i suoi titoli alla selezione ufficiale e due sono stati accolti

Allora, vediamo di capire… Netflix, che trasmette online film, serie TV e stand up comedy, ha capito che è più conveniente, in termini di costi e di appeal per il suo pubblico, produrre in proprio. Quelli di Netflix si sono detti che almeno un paio di questi film da loro prodotti non eano male… anzi. perché non li proponiamo alla selezione del Festival di Cannes? Pare che siano piaciuti e sono entrati a far parte della selezione ufficiale: “Okja” e “The Meyerowitz Stories”. Solo che la decisione ha suscitato…

le rimostranze della stampa transalpina, preoccupata che Netflix non volesse distribuire i suoi prodotti nei cinema ma offrirli solo agli abbonati televisivi. (link)

A parte il fatto che non sono “televisivi” ma “online”… mi sorprende questa distinzione sul “mezzo” con cui il prodotto film (che è quello che partecipa al concorso) deve essere “fruito”. Quando esportano un Brie non mi pare si preoccupino molto se viene mangiato con una baguette o con una ciriola.

venghino siori, vadino…

Ancora una volta a Roma si dimostra che il confine tra dramma e farsa è sottilissimo:

Roma, Raggi: “Ipotesi per Fontana di Trevi, turisti passino senza fermarsi”

Dopo le polemiche per la folla che assiepa il gioiello barocco, la sindaca lancia l’idea del passaggio no-stop (link)

E se le cose non miglioreranno si pensa ad una benda su un occhio.

ascoltavo radio rock

…in machina, e mi ricordo la notizia di quell’episodio alla Sapienza, dai contorni ancora molto confusi, che avremmo imparato a conoscere come “Il Caso Marta Russo”.

Il Post lo ricorda e lo tratta con toni assai duri nei confronti della magistratura e degli inquirenti, ricordando le tante incongruenze e le forzature che segnarono il percorso delle indagini e del processo. Non ho certo io risposte da dare, e 20 anni dopo riesco solo ad avere una impressione meno “vaga” della devastazione che la morte di Marta Russo deve aver avuto sulla sua famiglia e su chi la conosceva.

…nel paese del melodramma, dove la giustizia si amministra in nome non già del popolo italiano ma delle vittime… (Guido Vitiello – Il Foglio)

Eppure, dopo 20 anni, ancora ricordo l’impressione di sdegno che mi suscitò il video dell’interrogatorio della Signora Alletto, lasciata dal magistrato da sola, con il cognato (ispettore), affinchè la convincesse ad avvalorare la tesi dell’accusa:

Mesi dopo sui giornali finirono alcune registrazioni degli interrogatori ad Alletto, dove si intuì che la procura aveva usato metodi intimidatori e sostanzialmente costretto Alletto a fornire loro qualche informazione per non essere accusata lei stessa dell’omicidio.

Posso solo ricordare: ricordare Marta Russo che è stata uccisa, ricordare un processo che sarebbe più comodo dimenticare.

La chiamata viene dall’Italia…

Squilla il cellulare.

“Pronto?”

Silenzio.

“Pronto?”

Si sentono rumori di fondo. Sto per attaccare quando, finalmente, si sente una voce…

“La chiamo da Servizio Elettrico nazionale, le volevamo sottoporre una nuova offerta vantaggio…”

“Grazie, ma non abbiamo un’utenza elettrica.”

“Come?”

“Non abbiamo un’utenza elettrica e, purtroppo, non potremo beneficiare dell’offerta.”

Silenzio.

“Ma come lo carica il cellulare?”

“Abbiamo una dinamo a pedali, ci aiuta a stare in forma.”

“Sa dove la manderei a pedalare…”

“No, ma posso immaginare. Mi avvio. Sono certo di incontrarla presto. Buonasera.”