il ricorso degli orfani

Per chi ricorda la storia… c’è una conclusione ragionevole.

Caso Manduca, la Cassazione accoglie il ricorso degli orfani. Non dovranno restituire il risarcimento

Bocciata la sentenza della corte d’appello di Messina che parlava di “delitto inevitabile”. La donna fu uccisa dall’ex marito dopo dodici denunce rimaste inascoltate. Ordinato un nuovo processo

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Il reato che non c’era

Filippo Facci su Libero, via Dagospia:

La vera notizia è che Contrada è ancora vivo, ossia che ha resistito sino alle sue attuali 88 primavere (e mezzo) dopo tutto quello che gli è successo. La notizia ufficiale invece è che l’ex poliziotto Bruno Contrada, anche ex numero due del Sisde, sarà liquidato con 670mila euro come risarcimento per ingiusta detenzione dopo sette anni di carcere complessivi: questo ha deciso la Corte d’ Appello di Palermo.

«Ci sono danni che non si possono ripagare con i soldi – ha commentato lo stesso Contrada -, danni irreparabili. Ed è quello che ho subito non solo io, ma anche la Polizia, i Servizi di sicurezza. Poi, a 88 anni e mezzo cosa me ne faccio dei soldi?». Per capire il suo caso, che è particolare, val la pena di riesumare due significati del termine «garantismo» secondo la Treccani: 1) «Richiamo a una maggiore osservanza delle garanzie giuridiche nello svolgimento delle indagini e dei processi penali, al fine di tutelare adeguatamente il diritto di difesa e di libertà dell’ imputato»; 2) Connotazione negativa per denunciare pretese esagerazioni che certe leggi o interpretazioni giuridiche determinerebbero».

Ecco: se siete avidi lettori di giornali, preparatevi a veder sposare una o l’altra definizione, secondo fazione. Qui siamo per la prima, anche in omaggio a un altro precetto fondamentale: verità storica a verità giudiziaria sono due cose diverse. Ci interessa la seconda. Altri, forse la maggioranza, oggi tenderanno a trattare Contrada come uno che l’ha fatta franca grazie a questo e quel cavillo: anche se nel sistema accusatorio anglosassone, per capirci, i cavilli e la giurisprudenza sono tutto. Ma c’è anche un’altra grande differenza tra il nostro sistema bastardo (nel senso di misto) e quello anglosassone: da noi nessuno, tantomeno lo Stato, ti chiede mai scusa.

Dopodiché possiamo raccontare la vicenda partendo quasi dalla fine. Contrada era stato condannato in via definitiva a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa ma poi era stato protagonista di una sentenza storica, almeno per l’ Italia: nel 2017 la Cassazione revocò la sua condanna, pur passata in giudicato, privando la sentenza dei suoi effetti pratici e penali.

Questo dopo che la Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo, due anni prima, aveva condannato l’Italia a risarcire Contrada (a cui avevano anche sospeso la pensione) perché a suo dire l’ imputato non doveva neppure essere processato: all’ epoca dei fatti, infatti, il cosiddetto reato di «concorso esterno in associazione mafiosa» non era chiaro né in sé concepibile.

Non che oggi lo sia molto di più, nonostante le tonnellate di sentenze sul tema: il cosiddetto 416 bis infatti è un’invenzione giurisprudenziale che nel Nuovo Codice del 1989 non compariva e non compare: infatti è la libera somma di due ipotesi di reato (il «concorso» previsto dall’ art.110 e la «associazione mafiosa» prevista dall’ art. 416 bis) ) a mezzo del quale una magistratura forse un pizzico onnipotente ha ritenuto di colmare una lacuna legislativa: col risultato, noto, di aver creato una configurazione molto generica le cui applicazioni sono continuamente reinventate e stilizzate ben fregandosene dei supposti «principi molto rigorosi» con cui le Sezioni unite della stessa Suprema Corte hanno cercato più volte di disciplinarlo.

Niente di strano, dunque, che ogni tanto spunti un giudice assolutamente normale e ricordi che il reato, in teoria, non esiste. Questo mostriciattolo giuridico, in sostanza, dovrebbe realizzarsi quando una persona pur non inserita in una struttura mafiosa svolga un’ attività anche di semplice intermediazione che sia utile a questa struttura. Hanno tentato di disciplinare il «reato» nel 1994, poi nel 2005, è una revisione senza fine.

Ogni volta che hanno proposto di abolire il mostriciattolo, il leitmotive che risuonava era sempre questo: cancellarlo avrebbe significato fare il gioco della mafia. Spesso si cita Giovanni Falcone perché fu lui, il 17 luglio 1987, a firmare una delle prime sentenze che prefiguravano il 416 bis: ma, nei fatti, il giudice non si sognò mai di contestare questo reato da solo, senza un corollario di altre e individuate ipotesi di reato.

Ecco perché, in un suo libro scritto con Marcelle Padovani, Falcone vide lungo: «Il 416 bis non sembra abbia apportato contributi decisivi nella lotta alla mafia. Anzi, vi è il pericolo che si privilegino discutibili strategie intese a valorizzare, ai fini di una condanna, elementi sufficienti solo per aprire un’ inchiesta».

Tornando al Contrada risarcito, va ricordato che alcuni dei fatti contestati dalla procura sono da ritenersi formalmente provati: ma è verità storica, non giuridica. Non puoi condannare una persona per un reato che lui non sapeva neppure che esistesse, perché in effetti all’epoca (anni Ottanta) non esisteva.

Resta che fu arrestato nel Natale 1992, rimase per 31 mesi e sette giorni in carcerazione preventiva (accusato da vari pentiti di aver passato informazioni a Cosa nostra) ma dopo un tira-molla infinito, e assoluzione e condanne, furono ancora i giudici europei (2008) a stabilire che Contrada avrebbe dovuto beneficiare degli arresti domiciliari che tuttavia gli furono negati per nove mesi e sette domande: «Non c’é alcun dubbio», si lesse, «che Contrada fosse affetto da numerose patologie gravi… il suo stato di salute era incompatibile con il regime carcerario cui era sottoposto».

In Italia non se n’erano accorti. In Europa invece si sono accorti, pure, che il «non-reato» 416bis non esisteva in nessun altro codice del mondo, e che Bruno Contrada, quando fu arrestato, non poteva certo conoscere i «principi molto rigorosi» con cui le Sezioni unite della Cassazione avrebbero cercato più volte di disciplinarlo. Contrada fu arrestato a 51 anni. Lo Stato gli ha rubato i successivi 28.

Estote parati

Manca poco, 18 mesi (più o meno), e poi si andrà a votare per scegliere il prossimo Sindaco di Roma. Di questi tempi il solo pensare di poter essere un buon Sindaco di Roma potrebbe essere scambiato per delirio di onnipotenza o, più semplicemente, demenza.

Eppure, delirante o demente che sia, un Sindaco lo avremo. Forse la lettura di questo lungo pezzo di Davide Maria De Luca su Il Post potrà aiutare ad inquadrare alcune delle questioni che compongono la “questione romana” contemporanea…

foto di  Paolo Costanzi

Comma 484 (22 al quadrato)

Della triste vicenda dei figli di Marianna Manduca, uccisa da Saverio Nolfo, padre dei ragazzi, non si sa se sia più tragica la morte della donna, il fatto che lei avesse denunciato per 12 volte le minacce e le violenze che subiva o la gorttesca motivazione con cui la Corte d’Appello di Messina ribalta la sentenza di primo grado e la Presidenza del Consiglio richiede ai ragazzi la restituzione di 259mila euro ottenuti in primo grado.

Il ragionamento non fa una piega…: “…la volontà omicida di quell’uomo era talmente forte che anche se avessero protetto Marianna, lui l’avrebbe uccisa lo stesso.”

Volere è potere.

(non) Volare, oh oh…

Un esempio di come la tutela ambientale ed il progresso non sempre sono compatibili, se non attraverso una pianificazione attenta ed a lungo termine.

Fiumicino, salta il raddoppio dello scalo perché incompatibile con la riserva naturale

L’aeroporto di Fiumicino sconta oggi scelte miopi del passato, a cominciare dal luogo in cui fu costruito. E così oggi il suo ampliamento, necessario per consentire quel “salto di qualità” che solo certi numeri di voli e transiti consentono, viene impedito dalla tutela della riserva naturale statale del litorale romano. Non che io sia contro la tutela ambientale, mi domando solo se tanta attenzione è stata posta quando si edificavano interi quartieri privi di autorizzazioni e titoli, quando si compiva lo scempio del “Porto turistico di Fiumicino”, o di quello di Ostia.

L’articolo di Repubblica si chiude con una dichiarazione del “comitato Fuoripista” che dice…

“Quanto prima ci organizzeremo per festeggiare tutti insieme e ringraziare tutti coloro che hanno percorso insieme a noi un pezzo di strada, rendendo possibile il successo di oggi”

Festeggeranno, ma si muoveranno in macchina.

Questo e quello (pari non sono)

Se capisco bene, ma ho dubbi in proposito, a Roma si trova ogni possibile cavillo per impedire l’apertura di un McDonald’s al Pantheon (non ho particolari simpatie per l’azienda USA), ed al tempo stesso si rinvia “sine die” lo sgombero dai fabbricati occupati abusivamente.

Jimmy torna a casa sua.

Questo è quello che devono aver pensato, esaminando le carte che riguardavano Jimmy Aldaud, gli agenti dell’immigrazione USA mentre lo imbarcavano su un aereo di linea diretto a Baghdad.

Jimmy è nato in Iraq e dunque in Iraq deve tornare, perché non è un immigrato regolare. Poco importa che sia entrato negli USA 41 anni fa, quando aveva 15 mesi, per un’iniziativa di accoglienza di rifugiati. Poco importa che sia cresciuto negli USA, senza parlare arabo, in una famiglia di cristiani caldei. È iracheno ed in Iraq deve tornare.

Ed ancor meno importa che, oltre a sintomi di schizofrenia bipolare, sia diabetico e necessiti di cure e di insulina. Buon viaggio.

The Intercept ne fa un resoconto dettagliato ma, dopo incredibili vicissitudini, Jimmy è morto, in solitudine, in un città che non conosceva. circondato da gente di cui non parlava la lingua, molto probabilmente ucciso dal diabete.

Più di un anno

Di Medhanie Tesfamariam Berhe scrivevo giusto un anno fa, il 3 luglio 2018, riassumendo la sua storia allucinante.

Oggi leggo da Il Post che, finalmente, anche il Tribunale di Palermo si sarebbe convinto della necessità di liberare questo poveretto, dopo oltre tre anni di carcere.