Stato di calamità (‘na cippa)

Si chiede al Governo di riconoscere lo stato di calamità naturale per la siccità che colpisce le fonti idriche che alimentano Roma.

La vera calamità (innaturale) sono quelle persone che non hanno ritenuto scandalosa un prcentuale di dispersione idrica vicina al 42% (di ogni 100 litri immessi nella rete, ne escono dai rubinetti solo 58), senza intervenire in alcun modo.

Non è solo oggi, non è solo Roma. L’Acquedotto Pugliese è al 42%, e l’ISTAT (2008) rileva un tasso di dispersione del 47%.

Aveva già capito tutto Massimo Troisi, nel 1977

Ha una sua logica (poro Carlo)

Turchia, via Darwin dai testi dei licei: per il Ministero la teoria dell’evoluzione è “controversa”

Ma “controversa” come minimo…

Indignazione nel mondo accademico turco: “Solo l’Arabia Saudita lo ha cancellato dai libri. Nei testi di storia verrà ridimensionata la figura di Ataturk (link)

E poi, sistemata la questione Ataturk, io darei un’occhiata a sta’ storia delle scie chimiche… come si dice “gomblotto” in turco? Ah, notato? Niente Darwin in Arabia Saudita… si, quelli moderati.

…e l’uomo creò Satana

Dalli all’untore!

Il (triste) livello della nostra società è ben rappresentato nell’apertura di Corriere.it:

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La pretesa di sospendere una trasmissione TV che solleva (secondo me giustamente) il problema delle “reazioni avverse” ai vaccini (e non dice di non vaccinarsi), che va a braccetto con l’infermiera che, di sua sponte, decide di fingere di effettuare le vaccinazioni su soggetti convinti di essere “coperti”. Exeunt.

puntano ai medesimi scopi

La storia degli abbonamenti gratuiti sui mezzi ATAC riservati ai sopravvissuti della Shoah fornisce occasione a Massimo Mantellini per un interessante commento, che si condivide.

Eppure, pensandoci, l’annuncio del Comune di Roma sugli abbonamenti ATAC gratuiti per i sopravvissuti della Shoah, ha una sua perfezione…. (segue su manteblog)

Modera, frena…

Flavia Perina, su Linkiesta, si trova costretta a dar ragione a Beppe Grillo contro le pretese dell’Antitrust di porre freni e regole alla rete.

La pietra dello scandalo è l’intervista del capo dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella al Financial Times, in cui si dicono quattro cose quantomeno opinabili:

1) internet è un Far West;
2) si devono «imporre regole»;
3) queste regole deve fissarle il “Pubblico”;
4) serve un’entità «terza, indipendente dal governo, pronta a intervenire rapidamente (sul web) se l’interesse pubblico viene minacciato».

Ovvio che Grillo gridi alla censura, anzi alla santa inquisizione. Ovvio che si sia costretti a dire: ha ragione lui. (link)