le tubature del sistema Italia

Se in Italia vuoi cambiare le cose è meglio che non lo fai sapere troppo in giro.

Su Linkiesta il racconto di come vanno le cose nel team che progetta la trasformazione digitale del nostro paese. Per la serie “meglio tardi che mai”.

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Chi cazzo vuoi che se ne accorga? Io. (41) No, tutti.

Questo è il contenuto della pagina dei “Tributi” di un comune italiano (neanche troppo piccolo), ieri 3 dicembre 2017. Azzardo una stima che qualcosa del genere accada in almeno il 50% dei comuni…

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Davvero intollerabile che si costringa il cittadino a dover calcolare da solo le tasse dovute attraverso documenti astrusi, basandosi su dati comunicati dalla Pubblica Amministrazione.

Guarda la coincidenza

Ieri sera eravamo a cena con degli amici e si parlava di come il nostro Paese sia destinato ad un ruolo sempre più marginale in un contesto internazionale, di come la maggioranza di quelli che finiscono il liceo (ma molti anche nelle università) siano in realtà delle capre con lacune gigantesche per conoscenze, competenze e capacità logiche.

C’era chi sosteneva che basterebbe investire una frazione di PIL in più nella formazione per ottenere dei miglioramenti e c’era chi (io) ritiene che sia oramai troppo tardi: la scuola sforna capre da troppo tempo, e queste cominciano già ad assumere ruoli di insegnanti e docenti. Esagerato, mi hanno detto…

Ma avevano fatto il conto senza l’oste…
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tuttavia…

Roma prevede 4 cosiddette “domeniche ecologiche” in cui i mezzi privati non possono circolare in dati orari (unici a poterlo fare sono i motori benzina euro 6). Io non sono molto convinto dell’efficacia di queste iniziative che, oltretutto, prevedono la libera circolazione tra le 12:30 e le 15:00 … però mi sono detto che alla fine uno si può arrangiare, una volta ogni tanto. Devo dire che mi è dispiaciuto non poter accompagnare mia madre a fare un pranzetto per il suo compleanno…

Però c’è qualcuno a cui la domenica “a piedi” ‘ha causato non pochi problemi:

Atac, l’odissea di 25 bambini residenti sulla Cassia

il pomeriggio di una domenica di festa all’insegna dell’ecologia si è tramutato in un’odissea difficile da dimenticare (link)

Il risvolto ridicolo è che in una domenica in cui si obbliga il cittadino ad usare i mezzi pubblici questi non circolano. O perché non effettuano servizio domenicale (linea 223) o perché il potenziamento delle altre linee non è stato attuato, come da lettera dell’ATAC:

Gentile Signora, con riferimento alla Sua segnalazione, desideriamo innanzitutto scusarci per i disagi riscontrati nella giornata del 19/11/2017.

Originariamente, durante le giornate ecologiche, era previsto il potenziamento del TPL a supporto degli spostamenti degli utenti capitolini.

Tuttavia non è stato possibile mantenere tale potenziamento e, anche nelle giornate ecologiche, l’esercizio delle linee del trasporto pubblico segue la programmazione festiva. (link)

Come le figurine di quando eravamo bambini e cercavamo il premio: “Ritenta, sarai più fortunato!” Sempre più indispensabili le dimissioni di Ignazio Marino!

La sorte, invece della sciatteria

A sentire Riccardo Puglisi (RicPuglisi) non è tanto incredibile che Amsterdam abbia prevalso su Milano (sia pure al sorteggio) quanto piuttosto che Milano sia riuscita a raccogliere 13 voti, quanto la capitale olandese, con un documento di presentazione così brutto e male impaginato (qui) rispetto a quello olandese.

Questo e quello

Ad Ostia una persona si “stanca” di ascoltare le domande di un giornalista e decide di risolvere la faccenda a modo suo, aggredendo violentemente il malcapitato. (link)

A Napoli un “gruppo di circa 100 giovani tra collettivi universitari e centri sociali” entra all’Universtità Federico II, ha una colluttazione (?) con la polizia ed occupa i localil impedendo lo svolgimento del convegno

«L’Europa e la crisi della socialdemocrazia», a cui dovevano partecipare Massimo d’Alema e Susanna Camusso, urlando «D’Alema non può venire a parlare all’università». (link)

Rilevate altre similarità tra le vicende, oltre al fatto di avvenire in località di mare?

Oh, oh cavallino oh oh…

Io non amo molto le Ferrari, non tanto per quello che sono, più per quello che rappresentano: una costosa ostentazione di ricchezza e tecnologie e prestazioni non sfruttabili in condizioni normali. Ma potrebbe essere un mio problema di invidia, di “rosicata”… non escludo. Ma difronte a certe notizie non ho parole, mi arrendo:

Vincenzo Borgomeo su Repubblica riassume come meglio non saprei fare:

Funziona così: tu gli dai 4 milioni di euro, tasse incluse, e loro si tengono la macchina. Che fra l’altro non può circolare nemmeno su strada. La vettura infatti rimane a Maranello e viene spedita su circuiti di mezzo mondo per test privati o eventi particolari. Non solo: non è previsto alcun impiego nelle competizioni al di fuori del programma a loro dedicato, così chi la compra si deve impegnare anche a rispettare questa clausola.

Hanno vinto loro.