Prepararsi per le elezioni.

Forse siete come me, uno di quelli che non sopportano i rappresentanti politici che, in campagna elettorale, usano i verbi al futuro… faremo, approveremo, modificheremo, aboliremo. Forse –  ma forse – per i neofiti… ma sentire i vecchi marpioni tentare di sedurre con sudenti promesse… mi irrita. Allora vi propongo un giochino… esaminiamo i programmi. Eh, che ne dite? No, non quelli per le elezioni 2018… troppo facile… vediamo i programmi per le elezioni del 2001… vediamo, di tuttte quelle promesse, cosa è stato fatto. Li ho conservati per 17 anni… fatene buon uso.

 

Polo delle Libertà

Ulivo

strade_autostrade Ulivo_01
risorse_idriche Ulivo_02
riassetto_idrogeologico Ulivo_03
porti_aereoporti Ulivo_04
metropolitane
ferrovie
missioni-strategie-agenda
indice-lettera-pilastri

per la cronaca (o la storia?) le elezioni del 2001 furono vinte dal centrodestra di Berluconi con il 49,56% alla Camera ed il 42, 53% al Senato. Affluenza a 81,35%

Ah, per rimsnere in tema… e se avete accesso ad Amazon Prime video, non perdetevi “Il Candidato

Annunci

Semplificazione amministrativa

È quella a cui avrebbero fatto ricorso i titolari della “N.C.A. cooperativa sociale onlus”, che aveva in concessione del “Nuovo Cinema Aquila” a Roma. Il Comune di Roma revoca il bando…

…per via di una gestione «inadeguata e irregolare»

e faticosamente procede ad un nuovo bando che viene aggiudicato alla “Cinema Mundi onlus”. Bene. Quasi. Perché il consigliere comunale Orlando Corsetti rileva che…

…la società che ora può prendere in mano la gestione della sala del Pigneto, «risulta avere la stessa Partita Iva, lo stesso amministratore unico, lo stesso codice fiscale, la stessa data di costituzione, la stessa data di iscrizione al registro delle imprese, della vecchia società che l’ex sindaco Ignazio Marino aveva rimosso dall’Aquila».

Genio puro. (link)

lavori usuranti

Sono un cliente Fastweb che da molte settimane ha dei problemi con il WiFi che nessuno sembra essere in grado di risolvere: il segnale, a suo piacimento, salta per un numero “n” di ore. Poi torna. Mentre la linea diretta, via ethernet, non manifesta problemi.

Segnalo la cosa al servizio clienti che ha aperto, e poi richiuso a suo piacimento, più di una segnalazione di “navigazione lenta”. Ogni volta mi chiedono di staccare l’alimentazione del modem, ricollegarlo e poi… “vediamo…”. Tuttapposto. Poi, dopo un po’, risalta la rete wireless. Secondo me è un problema con il modem. Secondo Fastweb no. Solitamente dopo un giorno dalla segnalazione a Fastweb mi chiama TIM che mi dice di vedere che mi lamento del servizio Fastweb, e mi suggerisce di rientrare in TIM.

A metà gennaio, finalmente, qualcuno conviene che potrebbe valer la pena almeno provare a sostituire il modem… mi contatterà un tecnico per il sopralluogo. Come “il sopralluogo”? Eh, si, mica ci possiamo fidare di quello che dice…

Un sabato mattina mi chiama uno che si qualifica come “tennico” e si fa descrivere la sintomatologia… “ma è un problema di modem, è inutile che io venga, no?” Io, quasi commosso, concordo… le apro una segnalazione per il cambio modem. Ottimo.

Il modem nuovo non arriva. Mi chiama Fastweb per sapere se adesso la navigazione è più veloce. Piango, dignitosamente. Non hanno alcuna segnalazione di necessità di provvedere al cambio modem. Quindi continuo con il mio nuovo modem WiFi alimentato via cavo dall’uscita del modem/router Fastweb.

Ieri sera chiama TIM: in effetti sulla mia linea c’è un problema tecnico. Il cavo è usurato. C’è deperimento del segnale. Dovrebbero cambiare il cavo usurato. Ma non lo faranno. Anzi è proprio l’armadio/centralina su strada che ha dei malfunzionamenti. Ma non cambieranno nulla: non cavo, e neanche la centralina. A meno che io non intendo tornare in TIM. Sono usurato. Peggio del cavo.

Nessuno offre di più?

Capire chi abbia cominciato è impossibile, probabilmente inutile… chi vuole abolire la legge Fornero, chi vuole abolire il canone RAI, chi vuole abolire le tasse universitarie, chi vuole introdurre il reddito di maternità… per un voto si promette di tutto. Io lo dico qui, oggi, in tempi non sospetti: io, se non entra in gioco lo “Ius Primae Noctis”, non vado neanche al seggio.

Diritti dei consumatori (dura lex, eh…)

Sono appena tornato dal supermercato. La bustina dei pomodori, quella leggerissima, che per l’Europa non dovrebbe essere soggetta al pagamento “esplicito” (link, punto 13), ma che in Italia invece lo è perché ce lo avrebbe chiesto l’Europa… quella bustina si è rotta.

Come ogni prodotto sul mercato italiano dovrebbe essere protetta da una garanzia biennale. Non vedo l’ora di vedere la faccia del responsabile del supermercato quando andrò a far rispettare i miei diritti di consumatore.

mala tempora

Aldo Grasso scriveva l’altro giorno:

Che un giornalista avveduto come Emilio Carelli parli di trasparenza, merito e competenza a proposito di un movimento gestito da un’azienda privata (la Casaleggio Ass. attraverso l’Associazione Rousseau) che impone ai soci multe anticostituzionali in caso di dissenso e bavaglio alle interviste, lascia perplessi.

Anch’io sono perplesso. Molto. E più mi pongo dubbi e domande, e più trovo inquietanti risposte. Come la vicendda che vedrebbe il M5S impegnato a cambiare lo Statuto del Comune di Roma (Roma Capitale… o comecazzosichiama) per annullare gli effetti dei referendum popolari, consentendo all’amministrazione di proporre un “contro-referendum”, che però avrebbe delle particolarità di non poco conto…

“Questa nodifica introduce di fatto un contro-refendum, con il consiglio comunale e la giunta che si mettono in competizione con i cittadini che chiedono di cambiare: nel nostro caso più di 30mila romani. Oltretutto, mentre il quesito proposto dai cittadini deve passare un vaglio di ammissibilità, per quello di giunta e di consiglio nulla si dice. Per cui se dovesse risultare ingannevole, non verrebbe rilevato”.
Esempio. Il referendum radicale chiede se si vuole affidare tramite gara il servizio del trasporto pubblico locale. La giunta Raggi potrebbe domandare: ” Volete che il servizio resti pubblico?”, senza che nessuno possa obiettare. Un trucco per vincere facile. (link)

Ed a proposito del trasporto pubblico e del referendum che chiede di affidare a gara il servizio pubblico (non di privatizzarlo, di farlo eseguire ai privati, secondo quanto deciso dalla P.A.), appare quantomeno discutibile la decisione del Comune di prorogare l’affidamento del servizio alla barcollante ATAC, proprio nei giorni in cui il Comune avrebbe dovuto stabilire la data in cui tenere il referendum, che da tempo ha passato ogni vaglio o controllo. (link)

serio e concreto, certo…

“Useremo ogni minuto per parlare ai cittadini delle nostre proposte. Lo faremo per ridare speranza al Paese con proposte serie e concrete a differenza delle irrealizzabili favole degli altri partiti. Siamo l’unica alternativa credibile”. Lo dice il leader di Liberi e uguali Pietro Grasso.

Fin qui il discorso non fa una grinza; si può concordare o meno… si può considerare credibile… oppure no. Però – si, c’è un però – Grasso si fa prendere la mano e pensa non sia carino lasciare la platea nell’incertezza… almeno una delle cose che vogliono fare la vuole dire. Una sola, dai…

“Aboliamo le tasse universitarie” link

Cosa? Serio e concreto? Bene , bravo, bis!