Vade retro

Aldo Cazzullo pubblica sul Corriere messaggi dei suoi lettori contrari all’apertura di Starbucks a Milano.

Che vergogna Starbucks, il mondo ride dell’Italia.
Giulio Di Giacomo

Il discorso è semplice: Starbucks con l’Italia non c’entra nulla.
Carlo Amiconi

Come se c’entrassero qualcosa il sushi od il kebab. Ah, sarà il caso di ricordare, se la questione è “territoriale”, che dovremo rinunciare alla caprese ed alle patate al forno con l’abbacchio. I pomodori e le patate sono state portate in Europa dall’America nel XVI secolo.

Strapparsi i capelli

alberto_asor_rosaIl Prof. Asor Rosa, che qui accanto dimostra di averne ancora…, sarà diventato un novello Yul Brinner durante la sua battaglia (persa) contro l’apertura di un McDonald vicino al Vaticano.

Franco bechis (visto su Dago) nel breve video appresso ripoprta la questione alle dimensioni più consone: il nulla, la fuffa.

Non che io sia un fan di Mc Donald, anzi, lo considero tra i meno appetibili tra i fast food (che tendo a frequentare comunque assai poco), ma lo strapparsi le vesti da parte di chi invocava il “vade retro polpetta” mi era parso decisamente fuori luogo ed eccessivo, considerato il mare di paccottiglia e schifezze che fioriscono intorno alle attrazioni turistiche di Roma.

Basta! Spazio all’italico lampredotto!!

Magari non sapete neanche cosa sia il lampredotto… ma a Firenze mica scherzano con questa invasione di kebab. E di tortellini, pesto, matriciana… basta! L’Arno verrà trasformato in un “mormorante” Adige…

il Piave comandò:
“Indietro, va’, straniero!”

L’ordinanza del comune toscano prevede che…

Chi aprirà un ristorante, una paninoteca o un negozio di alimentari nel centro storico di Firenze dovrà vendere al 70% prodotti toscani. A marchio Dop, Igp o nell’elenco delle tipicità agroalimentari della Regione.

Questo per il lato “offerta”… bisognerà poi convincere (o costringere?) le persone a mangiare “toscano”! (link)