La chiamata viene dall’Italia…

Squilla il cellulare.

“Pronto?”

Silenzio.

“Pronto?”

Si sentono rumori di fondo. Sto per attaccare quando, finalmente, si sente una voce…

“La chiamo da Servizio Elettrico nazionale, le volevamo sottoporre una nuova offerta vantaggio…”

“Grazie, ma non abbiamo un’utenza elettrica.”

“Come?”

“Non abbiamo un’utenza elettrica e, purtroppo, non potremo beneficiare dell’offerta.”

Silenzio.

“Ma come lo carica il cellulare?”

“Abbiamo una dinamo a pedali, ci aiuta a stare in forma.”

“Sa dove la manderei a pedalare…”

“No, ma posso immaginare. Mi avvio. Sono certo di incontrarla presto. Buonasera.”

72 ore

Le ore, che sono tre giorni pieni, sono quelle dei corsi che quest’anno la titolare di una microimpresa ricettiva dovrà seguire per poter assumere (contratto di 3 mesi e 15 giorni, 20 ore settimanali) una donna per fare le pulizie durante la stagione estiva. L’anno scorso l’ha pagata con i voucher. (Corriere.it)

Fate entrare i pagliacci

La frase è generalmente attribuita al direttore di circo che si trovi a dover distrarre il pibblico da un incidente durante lo spettacolo, un animale azzoppato, un trapezista caduto (con qualche eccezione). A Napoli sarebbe… facite ammuina.

Aspetto l’ingresso dei pagliacci mentre leggo le vicende di Luca Montuori, neo assessore all’urbanistica del comune di Roma, la cui vicenda viene accostata a quella che, nel municipio XIV, vede l’assessore ai lavori pubblici ed il presidente della commissione lavori pubblici entrambi soci di uno studio di architettura. Ci sarebbe, dicono, un conflitto di interessi. Eh, potrebbe essere. Potrebbero “smettere” di lavorare, di esercitare l’attività professionale, no? Certo, non è una bella prospettiva, ma insomma…

Interviene l’ANAC  che conclude che…

non è sufficiente che l’assessore si astenga dal lavorare le pratiche che finiscono in Municipio per escludere l’incompatibilità: “… la mancata sottoscrizione o partecipazione diretta dell’assessore alla pratica edilizia presentata presso l’ufficio tecnico, poiché curata dagli altri associati allo studio, non solleva il medesimo da quella personale responsabilità politica e deontologica cui deve essere sempre improntato il proprio comportamento“. (link)

Chi si occupa di urbanistica non deve dunque essere un architetto che faccia l’architetto.

Allora, ‘sti pagliacci arrivano o no?