Jimmy torna a casa sua.

Questo è quello che devono aver pensato, esaminando le carte che riguardavano Jimmy Aldaud, gli agenti dell’immigrazione USA mentre lo imbarcavano su un aereo di linea diretto a Baghdad.

Jimmy è nato in Iraq e dunque in Iraq deve tornare, perché non è un immigrato regolare. Poco importa che sia entrato negli USA 41 anni fa, quando aveva 15 mesi, per un’iniziativa di accoglienza di rifugiati. Poco importa che sia cresciuto negli USA, senza parlare arabo, in una famiglia di cristiani caldei. È iracheno ed in Iraq deve tornare.

Ed ancor meno importa che, oltre a sintomi di schizofrenia bipolare, sia diabetico e necessiti di cure e di insulina. Buon viaggio.

The Intercept ne fa un resoconto dettagliato ma, dopo incredibili vicissitudini, Jimmy è morto, in solitudine, in un città che non conosceva. circondato da gente di cui non parlava la lingua, molto probabilmente ucciso dal diabete.

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Vergognatevi

Il problema non è Alì Agca che scrive una lettera in cui parla di Emanuela Orlandi… il problema sono i giornali che oggi, ancora, dopo 36 anni, gli danno spazio.

Gli unici che avrebbero diritto di parola, in questa vicenda, sono i parenti di Emanuela, che sembrano avere più dignità.

36 anni.

Ne parlava stamattina Luigi Contu, durante la sua rassegna stampa pro tempore da Radio Radicale, ricordando la sua amicizia con Silvia e Gaia Tortora.

https://pizzeriaitalia.wordpress.com/2018/06/17/35-anni/ (prosegue…)

scusate, come non detto

‘Realiti’, minacce a Borrelli e oltraggio a Falcone e Borsellino. La Rai apre un’inchiesta, Salini: “Chiediamo scusa

Episodio indegno ed inaudito, grave insulto alla memoria democratica del Paese, inaccettabile che questo accada in un programma della RAI, il grvissimo episodio in una puntata di Realiti, il programma di RAI 2 affidato ad Enrico Lucci… a chi? A Enrico Lucci? Ah, scusate, come non detto. (link)

Per (E)lisa

Leggo un pezzo di Antonio Dini su Macitynet e non posso che concordare in pieno…

Appresso la conclusione. Ma tutte le premesse sono altrettanto interessanti:

Insomma, c’è un mondo enorme di utenti che sono parte della comunità Apple, utenti che usano in modo professionale il Mac e che adesso possono a malapena permettersi un iPad Pro 12,9 con penna e tastiera Apple (1600 euro per il modello solo WiFi con 256GB di memoria). Questo è un problema.

Difronte all’orrido Mac Pro, ed ai suoi costi fuori dal mondo mi veniva in mente, quasi a consolare le mie piccole miserie, una canzone di Franco Battiato, cantata da Alice:

Per Elisa paghi sempre tu e non ti lamenti 
per lei ti metti in coda per le spese 
e il guaio è che non te ne accorgi.

Vivere vivere vivere non è più vivere, 
lei ti ha plagiato, ti ha preso anche la dignità. 

e poi, non è nemmeno bella

Curiosa l’assonanza tra “Elisa” e “Lisa” (roba da vecchi…)

Ipocrisie indecenti (Ah, tutti contenti)

Che le donne siano sottoposte a trattamenti discriminatori in ambienti lavorativi (e non solo) è cosa assodata e sgradevole, sia dal punto del trattamento economico sia dalle “pressioni” che spesso sono costrette a subire.

La soluzione che si è trovata, ma che a me non piace affatto, è quella delle cosiddette “quote rosa”, un numero minimo di “posti” da assegnare, per legge, a donne. Mi sembra una soluzione ipocrita, che non riconosce il merito femminile, ma impone una presenza meramente numerica, indipendentemente dall’effetivo merito o capacità.

Non ci credete? Date un’occhiata a quello che sta accadendo al Comune di Firenze: il Sindaco Dario Nardella ha ieri presentato la sua nuova giunta

  1. Federico Gianassi
  2. Cosimo Guccione
  3. Sara Funaro
  4. Tommaso Sacchi
  5. Alessandro Martini
  6. Marco Del Panta Ridolfi
  7. Cristina Giachi
  8. Cecilia Del Re
  9. Stefano Giorgetti
  10. Andrea Vannucci 

Notate niente? Si, ci sono 3 donne. Mentre la legge 56 del 2014 (articolo 1, comma 137) (!!) prevede che siano il 40%. Ne manca una. E come si fa?

Semplice: si sfrutta il il nobile gesto di Marco Del Panta Ridolfi che dopo neanche 24 ore rimette il mandato (e le deleghe a relazioni internazionali, politiche europee, cooperazione allo sviluppo e attrazione agli investimenti) nelle mani del sindaco che nomina al suo posto l’ex assessora all’Ambiente Alessia Bettini, che però avrà altri incarichi, mentre quelli di Del Panta Ridolfi andranno a… Del Panta Ridolfi!! Ha infatti accettato la proposta del sindaco di conferirgli, una volta insediato in Consiglio comunale, un incarico speciale nel settore delle relazioni internazionali, politiche europee, attrazione degli investimenti, alta formazione, cooperazione allo sviluppo. (link)

Ed il problema non è tanto Del Panta Ridolfi, quanto la Bettini che ha acconsentito (obtorto collo?) a questa pagliacciata.

Ah, tutti contenti
saremo così.
Questo giorno di tormenti,
di capricci, e di follia,
in contenti e in allegria
solo amor può terminar.
Sposi, amici, al ballo, al gioco,
alle mine date foco!
Ed al suon di lieta marcia
corriam tutti a festeggiar!

(Lorenzo Da Ponte – Don Giovanni, 1787)

Il porporato

Il Cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, si è calato nel pozzo di un palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme 55, a Roma, al buio e senza acqua calda da lunedì 6 maggio, ha staccato i sigilli e ha riacceso la luce. Il porporato “è stato informato di una grave situazione in uno stabile occupato in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma in cui si trovavano oltre quattrocento persone, tra cui numerosi bambini. Come elemosiniere, ha sentito il dovere di compiere un gesto umanitario, provvedendo personalmente a riattivare la corrente elettrica all’edificio”, che non è di proprietà del Vaticano. Questo gesto, sottolineano ancora le fonti vaticane, “è stato compiuto dal cardinale Krajewski nella piena consapevolezza delle possibili conseguenze d’ordine legale cui ora potrebbe andare incontro, nella convinzione che fosse necessario farlo per il bene di queste famiglie”.

Questa la notizia che si apprende da Repubblica.it, io mi permetto sommessamente di evidenziare che:

  • S.E. R. il Cardinale Konrad Krajewski è un cittadino, se non vaticano, certamente polacco e, prima che per un fatto del genere possa essere portato in giudizio… troppa acqua dovrà passare sotto i ponti;
  • Se davvero l’elemosiniere, ed in senso lato la Santa Sede, ha tanto a cuore le condizioni degli occupanti (non proprietari, non locatari) del fabbricato… poteva provvedere a saldare il debito accumulato, prima di commettere un reato (contando sull’immunità di cui sopra).
  • La vicenda evidenzia, per l’ennesima volta, lo sfascio assoluto in cui agonizza l’edilizia sociale del Comune di Roma, sfascio a cui – va detto – il contributo dell’amministrazione 5 Stelle è minimo, avendo già provveduto le precedenti amministrazioni a compiere sfasci inimmaginabili.