La madre di tutti gli errori

il CIO assegna le Olimpiadi 2024 a Parigi e quelle del 2028 a Los Angeles, ed il presidente del CONI ci va in puzza

Olimpiadi, Malagò: “No di Roma una decisione suicida e autolesionista”

E magari sarà anche vero, non si sa mai… è che, con i precedenti che i cittadini romani hanno visto (o non visto), e considerando che le Olimpiadi romane erano presentate da Giovanni Malagò, Presidente del CONI, e da Luca Cordero DI Montezemolo, Presidente del Comitato Organizzatore… la sfiducia nelle loro promesse era, quantomeno, giustificata dai loro precedenti:

  • Malagò era il presidente del comitato orghanizzatore dei mondiali di nuoto del 2009, finito con otto milioni di conti in rosso in 14 giorni di gare link1  Link2
  • Montezemolo, oltre ad essere oggi uno dei protagonisti del fallimento di Alitalia (link) è l’indimenticabile presidente del comitato dei mondiali di calcio Italia ’90, quelli finiti con un buco enorme ed una serie di sprechi incredibili. Link1 – link2

De minimis…

De minimis non curat praetor

In senso figurato, indica il fatto che colui che ricopre alte cariche non si occupa delle inezie. Il detto può essere usato anche per evidenziare sarcasticamente la negligenza di qualche superiore che, oltre le cose piccole, non cura nemmeno le grandi.

Roma, due ore di attesa per un bus: passeggeri esasperati bloccano un’altra vettura (link)

Ma non mi dire…

Nemmeno 24 ore e la nuova versione di Rousseau, la piattaforma del Movimento 5 Stelle, è già stata hackerata

La Repubblica

“C’è un programma  che permette di effettuare questo attacco con un semplice computer in un tempo relativamente breve. Sono bastate 21 ore per craccare 136 password su un campione casuale di 2517, un esito positivo pari al 5,40%. Una percentuale non irrisoria che potrebbe pesare nelle votazioni online”. Che spesso vengono decise sulla base di poche decine di voti.

 

Spudorati

“Spudorate le Ong che non accettano di firmare le regole del gioco, il codice di condotta. Anche perche’ non si tratta di un codice italiano, ma di un codice che l’Italia ha fatto su richiesta dell’Europa. Parliamo dunque di una regola europea. Chi non vuole i nostri militari a bordo vuol dire che ha qualcosa da nascondere

Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. Evvabbè…

Perchè MSF non ha firmato il Codice di Condotta ONG per le operazioni di ricerca e soccorso?

Già, perché?

Prima di entrare nel merito delle motivazioni che sono alla base di questa decisione è importante sottolineare che le operazioni di ricerca e soccorso di MSF sono sempre state condotte nel rispetto delle leggi nazionali e internazionali e sotto il coordinamento della guardia costiera italiana (MRCC di Roma) (link)

… la richiesta che la polizia non sia armata non è stata adottata. La presenza di funzionari di polizia armati a bordo e l’impegno che gli operatori umanitari raccolgano prove utili alle attività di investigazione sarebbero una violazione dei principi umanitari fondamentali di indipendenza, neutralità e imparzialità. Questo sottometterebbe le organizzazioni umanitarie agli interessi politici e militari di uno Stato membro dell’Unione Europea…

ONG sta per Obbedienti Necessariamente Governativi oppure Organizzazioni Non Governative?

La responsabilità di condurre operazioni di ricerca e soccorso in mare risiede sugli Stati. Le attività di soccorso da parte di attori non governativi come MSF sono solo una misura temporanea finalizzata a riempire il “vuoto di responsabilità” lasciato dagli Stati. Gli Stati membri dell’UE devono avviare un meccanismo di ricerca e soccorso dedicato e proattivo per supportare l’Italia e riconoscere i suoi lodevoli sforzi nel salvare vite in mare, a dispetto di una risposta insufficiente da parte degli altri Stati Membri europei. (link)

Stato di calamità (‘na cippa)

Si chiede al Governo di riconoscere lo stato di calamità naturale per la siccità che colpisce le fonti idriche che alimentano Roma.

La vera calamità (innaturale) sono quelle persone che non hanno ritenuto scandalosa un prcentuale di dispersione idrica vicina al 42% (di ogni 100 litri immessi nella rete, ne escono dai rubinetti solo 58), senza intervenire in alcun modo.

Non è solo oggi, non è solo Roma. L’Acquedotto Pugliese è al 42%, e l’ISTAT (2008) rileva un tasso di dispersione del 47%.

Aveva già capito tutto Massimo Troisi, nel 1977

Su le mani!

Qualche giorno fa ho partecipato ad un evento promozionale di una casa automobilistica tedesca. Ho guidato una belva che altrimenti non avrei mai potuto guidare, e sono stato accompagnato con un altro mezzo, più “normale”.

Seduto sul sedile del passeggero del secondo veicolo ho potuto apprezzare la gran quantità di tasti, pulsanti e controlli vari che affollano il cruscotto. Questa appresso è solo la consolle centrale…

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Tra me e me riflettevo che uno deve passarci del tempo a provare questo pulsante, o quest’altro… o quello… prima di imparare il loro corretto funzionamento. Ma se tieni un cellulare in mano… sono cazzi! Pare li vogliano far diventare “molto” amari… Non che io sia favorevole alle “distrazioni”, intendiamoci, solo che se ci fosse (molta) maggior severità nella concessione della patente, e nel suo ritiro in conseguenza di incidenti, forse sarebbe meglio, in molti sensi.

…. e ne deriva che…

La vicenda dei derivati rimarrà a lungo lo specchio di una inadeguatezza dei tecnici dei ministeri (questo sostiene la Corte dei Conti, che parla di deferenza verso le banche e di negligenza) di fronte a strumenti molto complessi. Ma anche come l’emblema di quanto si sottovalutino i rischi futuri.

Un pezzo de Limkiesta racconta che, oltre che preoccuparsi dei costi “della politica”, bisognerebbe anche preoccuparsi dei costi generati dall’impreparazione, incapacità o  cattiva fede di chi amministra la cosa pubblica.