Uno professionista serio

Diciamolo, uno bravo. La vicenda di Franco Panzironi, ex AD di AMA, dimostra che non si tratta del primo che passa (“ddue de passaggio“, direbbe Mario Brega), ma che ci troviamo difronte ad un serio professionista attento e scrupoloso. Tanto attento da aver stipulato con AdiR (Società assicuratrice di proprietà del Comune di Roma – che Ignazio Marino voleva liquidare) una polizza a copertura di

“responsabilità amministrative e contabili “, adesso secondo Franco Panzironi dovrebbe sollevarlo “da qualsiasi onere e danno di cui dovesse essere eventualmente chiamato a rispondere a titolo personale”. Spese legali comprese.

Fortunatamente…

I legali di AdiR nella loro replica hanno spiegato che, in caso di reato, gli effetti della polizza devono essere considerati nulli.

Vedremo…

ascoltavo radio rock

…in machina, e mi ricordo la notizia di quell’episodio alla Sapienza, dai contorni ancora molto confusi, che avremmo imparato a conoscere come “Il Caso Marta Russo”.

Il Post lo ricorda e lo tratta con toni assai duri nei confronti della magistratura e degli inquirenti, ricordando le tante incongruenze e le forzature che segnarono il percorso delle indagini e del processo. Non ho certo io risposte da dare, e 20 anni dopo riesco solo ad avere una impressione meno “vaga” della devastazione che la morte di Marta Russo deve aver avuto sulla sua famiglia e su chi la conosceva.

…nel paese del melodramma, dove la giustizia si amministra in nome non già del popolo italiano ma delle vittime… (Guido Vitiello – Il Foglio)

Eppure, dopo 20 anni, ancora ricordo l’impressione di sdegno che mi suscitò il video dell’interrogatorio della Signora Alletto, lasciata dal magistrato da sola, con il cognato (ispettore), affinchè la convincesse ad avvalorare la tesi dell’accusa:

Mesi dopo sui giornali finirono alcune registrazioni degli interrogatori ad Alletto, dove si intuì che la procura aveva usato metodi intimidatori e sostanzialmente costretto Alletto a fornire loro qualche informazione per non essere accusata lei stessa dell’omicidio.

Posso solo ricordare: ricordare Marta Russo che è stata uccisa, ricordare un processo che sarebbe più comodo dimenticare.

Donald, cominciare qui?

The Mississippi Delta was shining
Like a National guitar,
I am following the river
Down the highway
Through the cradle of the civil war

La prima volta che ho sentito parlare di “Missisipi Delta” era in “Graceland“, una canzone di Paul Simon. Mi è tornata in mente sentendo Alan Friedman intervistare per il Corriere una ricercatrice del Harvard Mississippi Delta Project, un progetto dedicato allo sviluppo economico e della “salute pubblica” nella zona del Delta del Missisipi.

in alcune zone del Delta – la zona più povera dello stato più povero degli USA – sia impossibile trovare frutta e verdure fresche. L’obesità è diffusa e va a braccetto con la malnutrizione. Molti bambini hanno un solo pasto al giorno: cibo lavorato, molto calorico ma privo di vitamine e altri elementi nutritivi.

Non credo che negli 8 anni di Obama le cose andassero molto meglio, eh….

Lo dice la scienza. Dai retta a me.

Interessante notizia da Luigi Ferrarella sul Corriere:

l’aumento dell’esposizione (all’amianto) e quindi della dose cancerogena, che per l’unanimità degli scienziati aumenta l’incidenza del mesotelioma pleurico, accelera o no anche la latenza e quindi accorcia la vita dei lavoratori? Nel Quaderno della Salute n.15 il ministero dal 2013 risponde sì: «L’aumento dell’incidenza e l’accelerazione del tempo dell’evento sono fenomeni inestricabilmente connessi. In ambito strettamente scientifico, dopo il contributo metodologico di Berry nel 2007 la discussione in merito appare definita».

E qual’è la “genesi” di questo “Quaderno della Salute”?

due verbali del 2013 del Consiglio Superiore di Sanità mostrano che quella formulazione fu adottata su richiesta del pm (Guariniello, che ha guidato la Pubblca Accusa nel processo sull’amianto) all’allora ministro Renato Balduzzi; in vista di processi nei quali era funzionale all’accusa; senza cambiare data (2012) al Quaderno; e all’insaputa di alcuni dei 38 autori che, pur dopo lo studio del 2007 dell’americano Berry, nel Quaderno avevano invece definito la questione ancora «oggetto di dibattito».

L’articolo sembra ricostruire più una questione posta dal Procuratore (cheè “parte”, e non “terzo”), e di una certa “ansia”, da parte del Ministero, di compiacere la propsettiva da lui posta.

Dalli all’untore!

Il (triste) livello della nostra società è ben rappresentato nell’apertura di Corriere.it:

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La pretesa di sospendere una trasmissione TV che solleva (secondo me giustamente) il problema delle “reazioni avverse” ai vaccini (e non dice di non vaccinarsi), che va a braccetto con l’infermiera che, di sua sponte, decide di fingere di effettuare le vaccinazioni su soggetti convinti di essere “coperti”. Exeunt.