(non) Volare, oh oh…

Un esempio di come la tutela ambientale ed il progresso non sempre sono compatibili, se non attraverso una pianificazione attenta ed a lungo termine.

Fiumicino, salta il raddoppio dello scalo perché incompatibile con la riserva naturale

L’aeroporto di Fiumicino sconta oggi scelte miopi del passato, a cominciare dal luogo in cui fu costruito. E così oggi il suo ampliamento, necessario per consentire quel “salto di qualità” che solo certi numeri di voli e transiti consentono, viene impedito dalla tutela della riserva naturale statale del litorale romano. Non che io sia contro la tutela ambientale, mi domando solo se tanta attenzione è stata posta quando si edificavano interi quartieri privi di autorizzazioni e titoli, quando si compiva lo scempio del “Porto turistico di Fiumicino”, o di quello di Ostia.

L’articolo di Repubblica si chiude con una dichiarazione del “comitato Fuoripista” che dice…

“Quanto prima ci organizzeremo per festeggiare tutti insieme e ringraziare tutti coloro che hanno percorso insieme a noi un pezzo di strada, rendendo possibile il successo di oggi”

Festeggeranno, ma si muoveranno in macchina.

Questo e quello (pari non sono)

Se capisco bene, ma ho dubbi in proposito, a Roma si trova ogni possibile cavillo per impedire l’apertura di un McDonald’s al Pantheon (non ho particolari simpatie per l’azienda USA), ed al tempo stesso si rinvia “sine die” lo sgombero dai fabbricati occupati abusivamente.

Jimmy torna a casa sua.

Questo è quello che devono aver pensato, esaminando le carte che riguardavano Jimmy Aldaud, gli agenti dell’immigrazione USA mentre lo imbarcavano su un aereo di linea diretto a Baghdad.

Jimmy è nato in Iraq e dunque in Iraq deve tornare, perché non è un immigrato regolare. Poco importa che sia entrato negli USA 41 anni fa, quando aveva 15 mesi, per un’iniziativa di accoglienza di rifugiati. Poco importa che sia cresciuto negli USA, senza parlare arabo, in una famiglia di cristiani caldei. È iracheno ed in Iraq deve tornare.

Ed ancor meno importa che, oltre a sintomi di schizofrenia bipolare, sia diabetico e necessiti di cure e di insulina. Buon viaggio.

The Intercept ne fa un resoconto dettagliato ma, dopo incredibili vicissitudini, Jimmy è morto, in solitudine, in un città che non conosceva. circondato da gente di cui non parlava la lingua, molto probabilmente ucciso dal diabete.

Vergognatevi

Il problema non è Alì Agca che scrive una lettera in cui parla di Emanuela Orlandi… il problema sono i giornali che oggi, ancora, dopo 36 anni, gli danno spazio.

Gli unici che avrebbero diritto di parola, in questa vicenda, sono i parenti di Emanuela, che sembrano avere più dignità.

36 anni.

Ne parlava stamattina Luigi Contu, durante la sua rassegna stampa pro tempore da Radio Radicale, ricordando la sua amicizia con Silvia e Gaia Tortora.

https://pizzeriaitalia.wordpress.com/2018/06/17/35-anni/ (prosegue…)

scusate, come non detto

‘Realiti’, minacce a Borrelli e oltraggio a Falcone e Borsellino. La Rai apre un’inchiesta, Salini: “Chiediamo scusa

Episodio indegno ed inaudito, grave insulto alla memoria democratica del Paese, inaccettabile che questo accada in un programma della RAI, il grvissimo episodio in una puntata di Realiti, il programma di RAI 2 affidato ad Enrico Lucci… a chi? A Enrico Lucci? Ah, scusate, come non detto. (link)

Per (E)lisa

Leggo un pezzo di Antonio Dini su Macitynet e non posso che concordare in pieno…

Appresso la conclusione. Ma tutte le premesse sono altrettanto interessanti:

Insomma, c’è un mondo enorme di utenti che sono parte della comunità Apple, utenti che usano in modo professionale il Mac e che adesso possono a malapena permettersi un iPad Pro 12,9 con penna e tastiera Apple (1600 euro per il modello solo WiFi con 256GB di memoria). Questo è un problema.

Difronte all’orrido Mac Pro, ed ai suoi costi fuori dal mondo mi veniva in mente, quasi a consolare le mie piccole miserie, una canzone di Franco Battiato, cantata da Alice:

Per Elisa paghi sempre tu e non ti lamenti 
per lei ti metti in coda per le spese 
e il guaio è che non te ne accorgi.

Vivere vivere vivere non è più vivere, 
lei ti ha plagiato, ti ha preso anche la dignità. 

e poi, non è nemmeno bella

Curiosa l’assonanza tra “Elisa” e “Lisa” (roba da vecchi…)