Questo e quello (pari non sono)

Se capisco bene, ma ho dubbi in proposito, a Roma si trova ogni possibile cavillo per impedire l’apertura di un McDonald’s al Pantheon (non ho particolari simpatie per l’azienda USA), ed al tempo stesso si rinvia “sine die” lo sgombero dai fabbricati occupati abusivamente.

Voglio vedere cosa avanzerà!

la storia del ricevimento a base di junk food offerto da Trump, in tempi di shutdown del governo federale, la potete leggere – anche su Il Post.

Tra le tante (serie) accuse alla sua presidenza questa è forse la meno grave… ma, diciamolo, anche pr un americano medio, un redneck, un elettore trumpiano, esiste cosa peggiore del junk food freddo, non mangiato appena pronto?

Donald, cominciare qui?

The Mississippi Delta was shining
Like a National guitar,
I am following the river
Down the highway
Through the cradle of the civil war

La prima volta che ho sentito parlare di “Missisipi Delta” era in “Graceland“, una canzone di Paul Simon. Mi è tornata in mente sentendo Alan Friedman intervistare per il Corriere una ricercatrice del Harvard Mississippi Delta Project, un progetto dedicato allo sviluppo economico e della “salute pubblica” nella zona del Delta del Missisipi.

in alcune zone del Delta – la zona più povera dello stato più povero degli USA – sia impossibile trovare frutta e verdure fresche. L’obesità è diffusa e va a braccetto con la malnutrizione. Molti bambini hanno un solo pasto al giorno: cibo lavorato, molto calorico ma privo di vitamine e altri elementi nutritivi.

Non credo che negli 8 anni di Obama le cose andassero molto meglio, eh….

Strapparsi i capelli

alberto_asor_rosaIl Prof. Asor Rosa, che qui accanto dimostra di averne ancora…, sarà diventato un novello Yul Brinner durante la sua battaglia (persa) contro l’apertura di un McDonald vicino al Vaticano.

Franco bechis (visto su Dago) nel breve video appresso ripoprta la questione alle dimensioni più consone: il nulla, la fuffa.

Non che io sia un fan di Mc Donald, anzi, lo considero tra i meno appetibili tra i fast food (che tendo a frequentare comunque assai poco), ma lo strapparsi le vesti da parte di chi invocava il “vade retro polpetta” mi era parso decisamente fuori luogo ed eccessivo, considerato il mare di paccottiglia e schifezze che fioriscono intorno alle attrazioni turistiche di Roma.

Un paese impazzito

Roma, va a messa con il cane, il sacerdote la allontana perché allergico

A quel punto, cane al guinzaglio, la fedele si è alzata ed è uscita dalla chiesa. “Nessuno la voleva cacciare, il prete che stava celebrando la funzione è allergico al pelo di animale e le ha solo chiesto di allontanarsi di qualche posto dall’altare per evitare di stare male. La signora il giorno dopo è tornata qui e ha parlato anche con me. Ho tentato di spiegarle che deve aver frainteso”.

La padrona infatti per tutta risposta si è rivolta all’associazione che ha pubblicato un durissimo attacco sul sito degli Animalisti: “Il gesto di questo sacerdote va contro il messaggio non solo di Papa Francescoche parla di rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo ma anche di molti altri pontefici. Paolo VI, ad esempio, si esprimeva così sugli animali e il creato: ‘Gli animali sono la parte più piccola della Creazione, ma noi un giorno li rivedremo nel mistero di Cristo’. Parole su cui tanti esponenti del mondo cattolico dovrebbero riflettere profondamente”. Nei prossimi giorni verranno organizzate anche manifestazioni di protesta. (link)

Non credo ci sia più speranza. Forse per il cane, forse.

Update del 12.12.2016: È certo, non c’è speranza. Bestie, bipedi.

No pasaran!

Fuori mercanti (‘mericani?) dal tempio. Anzi, dalla strada che porta al tempio.

La notizia che il fastfood con la M gialla vuole aprire un locale a Borgo Pio ha suscitato polemiche e proteste. Legittimo non essere favorevoli, per carità, mi aspetterei però qualcosa di meglio che un…

«Il colpo decisivo a un animale ferito in un contesto già saturo di esercizi commerciali e negozi di souvenir»

con cui Alberto Asor Rosa “pontifica“. Eh, certo, come sarà venuto in mente a quegli stolti commercianti di sceglier la zona che i turisti affollano di più in tutta Roma, per aprire negozi di souvenir. Niente passamanerie, nessun maniscalco… souvenir per turisti, ai turisti… che povertà d’animo. Mi domando cosa sia passato per la testa ai manager della catena americana.. – dico – ma che vi viene in testa? È una zona satura, non lo sapevate? Ma chi ve lo fa fare, solo per fare un dispetto ad Asor Rosa?

A indignarsi, adesso, anche i cardinali residenti nel palazzo: per l’ impatto del fast food a pochi metri da Porta Sant’ Anna e dal Passetto

Eh, come il pessimo impatto che ebbe all’epoca della sua apertura a piazza di Spagna, guardate l’immagine qui sotto e ditemi se non è uno schifo:

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Basta! Spazio all’italico lampredotto!!

Magari non sapete neanche cosa sia il lampredotto… ma a Firenze mica scherzano con questa invasione di kebab. E di tortellini, pesto, matriciana… basta! L’Arno verrà trasformato in un “mormorante” Adige…

il Piave comandò:
“Indietro, va’, straniero!”

L’ordinanza del comune toscano prevede che…

Chi aprirà un ristorante, una paninoteca o un negozio di alimentari nel centro storico di Firenze dovrà vendere al 70% prodotti toscani. A marchio Dop, Igp o nell’elenco delle tipicità agroalimentari della Regione.

Questo per il lato “offerta”… bisognerà poi convincere (o costringere?) le persone a mangiare “toscano”! (link)

perenzione

La “perenzione” dei procedimenti di revoca delle 16 postazioni di vendita di caldarroste (e poi molto altro) a suo tempo autorizzate per 90 giorni, dal 16 ottobre 1993… ha fatto si che le postazioni, quelle originariamente autorizzate per 3 mesi e tutte le altre abusivamente apparse in strada, operino ancora oggi in regime di sospensiva con decisione del TAR 2660/96, perché…

…dopo la sospensiva non si è più discusso il merito del ricorso: il Comune non si è mai costituito nel procedimento che oggi risulta «perento», prescritto. (link)

Le grandi domande del Corriere

Perché i newyorkesi vanno matti per Chipotle? (link)

E chi lo sa? Io da Chipotle sono andato due volte, e la seconda mi hanno “costretto”. Ma il menù si riduce ad un paio di cose: Tacos o Burrito. Poi puoi spaziare su una discreta varietà di ingredienti e condimenti, ma nulla di più. Sapori omologati e presentazioni scoraggianti.

Piuttosto segnalerei, purtroppo scoperto in aeroporto in attesa di partire, la catena Panda Express: fast food cinese (non la cucina cantonese che si trova in Italia): buono, economico e praticamente cucinato al momento.

Visto che ci siamo vi butto lì anche P.F. Chang’s, catena di ristoranti (non self o fast) di ottima cucina cinese (ed orientale in genere) ottima qualità, piatti curati e ricercati e costi abbordabili.