Buffoni.

Non trovo altro modo per esprimere compiutamente la mia reazione all’ultima (spero sia l’ultima, ma temo sia solo la più recente) trovata dell’assessorato di Pinuccia Montanari:

A ridosso dell’area archeologica di largo Argentina, in largo dei Calcari, sono infatti comparsi da alcuni giorni quattro vasi in resina in cui sono stati piantati reticolati di rose e viti che formano quattro archi. “L’idea è di far rivivere il culto del vino, la tradizione enologica che caratterizzava la vita degli antichi romani. Una delibera di due anni fa stabiliva che a largo Argentina fossero piantati cinque alberi, noi abbiamo optato per i vasi con le viti e le rose, così se la sovrintendenza dovesse bocciare il progetto li toglieremo facilmente. Quelle piante possono piacere o no. Ma c’è un motivo storico e poi il pergolato fa ombra”. (link)

Non aggiungo altro.

Annunci

Incompiuto

Incompiuto, la nascita di uno Stile.

Per oltre dieci anni il collettivo artistico Alterazioni Video ha raccontato il fenomeno delle opere pubbliche incompiute in Italia con fotografia, scultura e video. La loro ricerca mappa questi edifici e ha portato alla definizione di un nuovo stile architettonico: l’Incompiuto, documentando oltre oltre 750 costruzioni incomplete in tutta Italia. Il progetto ha vinto il bando Italian Council 2017, si compone di una pubblicazione, curata insieme a Fosbury Architecture, e di una mostra a cura di Davide Giannella.

A Palermo, sino al 20 settembre. (da Il Post)

Vive Ecosse!

Nel giro di 7 giorni sul palco dell’Auditorium di Roma somo passate le (probabilmente) migliori rock band di Glasgow: Simple Minds, Mogwai e Franz Ferdinand. Delle glorie locali mancava solo Rennie.

dalla gallery di Repubblica (che non pubblica il nome del bravo fotografo)

Dimmi quando

Se non fosse una cosa tragica ci sarebbe da sorridere. Non si potrebbe che sorridere, con un missto tra tenerezza ed irritazione, degli “incidenti” che (ancora) escono dalle aule di giustizia italiane.

Mered Medhanie Yedhego, sotto processo a Palermo per traffico di esseri umani, ha sempre sostenuto non solo di essere innocente, ma proprio di non essere la persona che il tribunale era convinto lui fosse. La vicenda ebbe un certo rilievo su Il Post che a novembre 2016 dedicò un lungo articolo alla vicenda. Se siete interessati qui c’è la prima puntata deicata alla vicenda de Il Poscast, un tentativo sfortunato de Il Post di aprire spazio ai podcast.

Da Repubblica di stamattina apprendo che (oltre 2 anni dopo l’arresto), e dopo che in molti  –  da subito –  avevano sostenuto la tesi dell’errore di persona – il tribunale di Palermo dice che, si, forse, può essere… ci sia stato un errore di traduzione e che, effettivamente, il detenuto potrebbe essere davvero quello che dice di essere. Oltre 2 anni.

Stamattina in aula, il perito della Corte ha affermato che c’è stato un errore nelle traduzioni. La parola “mesi” in tigrino ha due significati: in alcuni casi è l’avverbio “quando”, in altri è la preposizione “con”.

A luglio 2017 la cosa uscì, con un certo rilievo, su The New Yorker.

Sotto la superficie

Il sito Kottke.org, molto interessante, segnala un sito olandese che raccoglie gli oggetti ritrovati durante gli scavi per la linea Nord/Sud di Amsterdam. Sono stati catalogati circa 700.000 oggetti che sono riportati, in ordine di “anzianità”, in un sito con una utilità pratica pari a zero, e dunque bellissimo!

Qui il sito in inglese: belowthesurface.amsterdam/en

 

Minuzie

La protesta degli aspiranti presidi: “Spostate il concorso, stiamo facendo la Maturità”

La prova pre-selettiva per diventare dirigente scolastico è fissata al 23 luglio. Quindicimila candidati sono impegnati nell’Esame di Stato: “Così non possiamo prepararci”. Il Miur: la macchina non si può fermare (link)

E dunque non è neanche questione di inettitudine del M5S, è che proprio siamo governati, gestiti, da persone che non sono neanche in grado di programmare un concorso pubblico.

Le Relazioni Pericolose

No, non si tratta del racconto di de Laclos, ma di quanto si apprende in un breve, ma densissimo, pezzo di Maria Elena Vincenzi su Repubblica sulla vicenda Comune/Stadio/arresti

Per il magistrato sussiste il “pericolo di inquinamento probatorio e recidiva elevato dovuto alle relazioni con organi di vertice della politica e dell’amministrazione” e “il quadro indiziario non appare in nulla ridimesionato, ma semmai aggravato”. E le giustificazioni fornite dall’indagato nel corso del suo interrogatorio fiume “appaiono in taluni casi inverosimili e sempre contraddette dai dati probatori esistenti”.