Che fai sabato?

Elio avrebbe detto: “C’avevo judo…”

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Chi cazzo vuoi che se ne accorga? Io. (53)

La città di Bologna dedica le luminarie natalizie a Lucio Dalla ed alla sua canzone “L’anno che verrà”.

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Non resta che augurarsi che il nuovo anno, oltre che…

Porterà una trasformazione 
E tutti quanti stiamo già aspettando

 porti anche un po’ di rispetto per la lingua italiana. Po’ con l’apostrofo e non con la “o” accentata.

Ah, c’è stato qualcuno che se ne è accorto prima di me!!

Ho visto già tutto quanto

Essendo cresciuto a forza di Clash, Genesis, Specials, Springsteen ed altre amenità del genere non avrei mai pensato un giorno di scrivere queste righe. Ma Charles Aznavour c’era prima di loro e resterà probabilmente più a lungo. Soprattutto nel cuore di chi conosce la tragedia del popolo armeno… Chahnourh Varinag Aznavourian oltre che cantante ed attore era un armeno dedito alla causa del suo popolo, nonché ambasciatore Armeno in Svizzera.

Compiti della vacanze. Fatti.

Riposo, mare, libri e musica. Tra l’altro… Sir András Schiff ed il primo volume del “Clavicembalo Ben Temperato” nella meraviglia del Mozarteum di Salisburgo…

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Ma anche i Madness…

Ed ancora…

Certo che tra ponti crollati, respingimenti in mare, fucilate ai migranti, annunci nei treni ed inviti all’igiene… di occasioni per scrivere ce ne sono state tante, ma comincia a scarseggiare la lucidità di scrivere cose “pubblicabili”.

Vive Ecosse!

Nel giro di 7 giorni sul palco dell’Auditorium di Roma somo passate le (probabilmente) migliori rock band di Glasgow: Simple Minds, Mogwai e Franz Ferdinand. Delle glorie locali mancava solo Rennie.

dalla gallery di Repubblica (che non pubblica il nome del bravo fotografo)

Grazie.

– Leave me alone.
– I cannot leave alone a soul in pain.
– Do you know who I am?
– That makes no difference.
– All men are equal in God’s eyes.
– Are they?
– Offer me your confession. I can offer you God’s forgiveness.
– How well are you trained in music?
– I know a little. I studied it in my youth.
– Where?
– Here in Vienna.
– Then you must know this.
– I can’t say that I do.
– What is it?
– It was a very popular tune in its day. I wrote it. Here, how about this? This one brought down the house when we played it… Well?
– I regret it is not too familiar.
– Can you recall no melody of mine? I was the most famous composer in Europe. I wrote 40 operas alone.Here! What about this one?
– Yes, I know that! That’s charming !
– I’ m sorry, I didn’t know you wrote that.
– I didn’t. That was Mozart. Wolfgang… Amadeus… Mozart.
– The man you accuse yourself of killing .
– You’ve heard that?
– Is it true?
– For God’s sake, my son…if you have something to confess, do it now.
Give yourself some peace.
– He…… was my idol, Mozart.

Questo breve scambio di battute avviene tra un prete e l’anziano Salieri all’interno del manicomio di Vienna. È una delle scene iniziali di “Amadeus” il film di Miloš Forman che nel 1984 mi ha aperto gli occhi (e soprattutto le orecchie) all’opera. Forman è morto ieri.

Ogni Don Giovanni, o Nozze di Figaro a cui assisto penso a lui. Ed a Peter Shaffer.

So rose the dreadful ghost, from his next and blackest opera.
There, on the stage, stood the figure of a dead commander.
And l knew, only l understood… that the horrifying apparition was Leopold, raised from the dead!
Wolfgang had summoned up his own father… to accuse his son before all the world!
lt was… terrifying and wonderful to watch.

And now…the madness began in me. The madness of a man splitting in half.
Through my influence, l saw to it… Don Giovanni was played only five times in Vienna.
But, in secret, l went to every one of those five. Worshipping sound l alone seemed to hear.
As l stood there, understanding how that bitter old man still possessed his poor son, even from beyond the grave… l began to see a way, a terrible way, l could finally triumph over God.