Pezzenti

L’autorevole Gazzetta dello Sport pubblica una classifica dei 5 calciatori meno pagati della Serie A:

Ultimo in questa particolarissima classifica di guadagni c’è il portiere del Crotone Aniello Viscovo. Appena diciottenne il numero uno calabrese è uno dei profili più interessati del panorama della Primavera. In fondo alla lista degli ingaggi condivide i 30mila euro di ingaggio a stagione con il compagno Giuseppe Cuomo, difensore diciannovenne.

Lo stipendio netto di un professore associato è – più o meno –  uguale.
Dopo quasi 30 anni di cariera.
Con il blocco degli scatti da quasi dieci anni.
Tredicesima compresa.
E non c’è il premio scudetto.

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“Scambiato”?

La vicenda di Stefano Gugliotta, che ricorda per certi versi quella di Stefano Cucchi, è davvero inquietante. Per ora siamo alla requisitoria:

Roma, pestarono giovane scambiato per ultrà, Pg chiede conferma condanne per 9 poliziotti

Quello che mi domando è… e se davvero fosse stato un “ultra”? Il pestaggio sarebbe stato “meno” inaccettabile?



Ah, ecco, bene…

Mia madre risiede nel centro storico., all’interno dalla ZTL. A novembre scade il suo permesso (eh, chi se lo scorda) e mi collego al sito di Roma Mobilità per informarmi sul rinnovo. Accedo all’account di mia madre e scopro che per loro lei non ha il permesso e che, quindi, può richiedere il primo. Ah, ecco, bene…

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Ieri vado a trovarla e trovo una lettera di Roma Mobilità che le ricorda che il suo permesso sta per scadere e che può rinnovarlo sul sito. Ah, ecco, bene…

Oggi mi collego di nuovo al sito ed effettuo il loginScreenshot 2017-10-10 11.19.32.png

ma oggi arrivo sempre qui

Screenshot 2017-10-10 11.20.34.pngMi daranno il permesso per la ZTL di Redmond?

La Grande Illusione

una notizia in cronaca di Roma riporta alla ribalta la sorte delle sale cinematografiche romane: quelle chiuse (da anni), quelle che chiudono e quelle che si rinnovano.

Nelle vetrine su via Bissolati campeggiano i manifesti giganti di film di prossima uscita, Ammore e malavita e Brutti e cattivi, ma le porte del Fiamma sono serrate e la pausa estiva si è trasformata in una chiusura definitiva. Troppo alto il canone d’affitto, non sufficientemente remunerativa la gestione: Circuito Cinema ha deciso di abbandonare.

Una sala cinematografica nel tessuto urbano – in meri termini reddituali – non ha scampo in confronto ad altre attività commerciali o di ristorazione; non sono opinioni, sono numeri. Ed è lotta miope (ed inutile) il disperato tentativo di “salvare” sale chiuse – come dimostra la storia del Metropolitan, che l’intellighenzia non vuole “svenduto” al commercio (anche se nel 1909 era nato come grande magazzino) e che – dunque –  è chiuso dal 2010.

Ottimo l’approccio di Andrea Occhipinti, che nel cinema è imprenditore capace, che coglie uno degli aspetti della crisi delle sale “urbane”:

«Il modo più concreto per combattere la crisi è investire sulle sale, renderle sempre più confortevoli e tecnologicamente avanzate. Il nostro gruppo ha puntato su un preciso modello di esercizio: la sala di città capace di garantire un’ampia varietà di offerta. L’esperimento fatto con il Giulio Cesare, diventato una multisala a 7 schermi dai 4 iniziali, ha fornito buoni risultati: gli spettatori nell’ultimo anno sono raddoppiati. Puntiamo molto sui servizi complementari: dalla ristorazione ai parcheggi che trasformano le sale in centri di incontro e di aggregazione. È significativo che quelle sale che sono riuscite a fare questo, nonostante i numeri complessivi del mercato siano negativi, sono in crescita»

Ciak, azione!

Bocciato il bilancio consolidato

…del Comune di Roma. Seccante, nevvero?

L’organismo di revisione economica e finanziaria ha bocciato il bilancio consolidato della giunta pentastellata. L’Oref non ritiene che “le risultanze esposte nel bilancio rappresentino in modo veritiero e corretto la reale consistenza economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo amministrazione pubblica di Roma Capitale ed esprime parere non favorevole all’approvazione del bilancio consolidato dell’esercizio 2016”. I revisori invitano l’ente ad “adottare i provvedimenti di competenza potenziando le strutture preposte al controllo e alla verifica dei rapporti con le società partecipate”.

Articolata la replica della maggioranza:

“Un parere non richiesto, visto che la normativa prevede che sul consolidato i revisori rilascino solo una relazione. Ancora una volta l’organo di revisione utilizza la valutazione di un documento contabile del Comune per ritagliarsi uno scampolo di protagonismo che esula dal suo ruolo istituzionale. Ma se i revisori vogliono fare politica devono candidarsi e ottenere il consenso dei cittadini. Altrimenti devono attenersi alla loro funzione e lasciare ai portavoce dei romani, legittimamente eletti, il compito di compiere le scelte per il futuro della Capitale”.

Altrettanto interessante questa vioce dell’opposizione:

«L’Oref è un organo indipendente, che noi dovremmo ascoltare molto attentamente quando ogni volta che ci invia relazioni sui bilanci e formula queste eccezioni e riserve che ci dovrebbero indurre a fare qualche passo indietro e a modificare il tiro».

Come? Eh, si, vero… ve ne siete accorti! Sono parole dell’opposizione, ma dell’opposizione a Ignazio Marino, pronunciate da Virginia Raggi il 21 giugno 2015. Entrino i clown! (Marino dimettiti!)

La candida Valeria

“Ho già cercato Philip Laroma Jezzi e la sua scelta di grandissimo esempio etico e civile va premiata. Invito i rettori delle università che hanno all’interno questa parte di malattia di costituirsi parte civile perché anche noi lo faremo. Ne va della reputazione e della serietà dell’università italiana” (link)

Le parole di Valeria Fedeli, ministra dell’Università, sono pienamente condivisibili. Da parte di chi non ha la minima idea di cosa sia – oggi – l’università italiana ed il modo in cui essa funziona da molti anni. Sono, per assurdo, la prova che l’accusa di non essere laureata,  fattale al momento della sua nomina, è vera. L’idea che un rettore (la massima espressione della consorteria accademica, eletto dopo interminabili e complicatissime trattative tra la facoltà ed i dipartimenti) possa (credibilmente) ergersi a cavaliere bianco, senza macchia o paura, che combatte quel sistema che lo ha portato alla carica che occupa… è un’immagine tenera, commovente. Molto distante dalla realtà. Ma credo nei miracoli.