Estote parati

Manca poco, 18 mesi (più o meno), e poi si andrà a votare per scegliere il prossimo Sindaco di Roma. Di questi tempi il solo pensare di poter essere un buon Sindaco di Roma potrebbe essere scambiato per delirio di onnipotenza o, più semplicemente, demenza.

Eppure, delirante o demente che sia, un Sindaco lo avremo. Forse la lettura di questo lungo pezzo di Davide Maria De Luca su Il Post potrà aiutare ad inquadrare alcune delle questioni che compongono la “questione romana” contemporanea…

foto di  Paolo Costanzi

(non) Volare, oh oh…

Un esempio di come la tutela ambientale ed il progresso non sempre sono compatibili, se non attraverso una pianificazione attenta ed a lungo termine.

Fiumicino, salta il raddoppio dello scalo perché incompatibile con la riserva naturale

L’aeroporto di Fiumicino sconta oggi scelte miopi del passato, a cominciare dal luogo in cui fu costruito. E così oggi il suo ampliamento, necessario per consentire quel “salto di qualità” che solo certi numeri di voli e transiti consentono, viene impedito dalla tutela della riserva naturale statale del litorale romano. Non che io sia contro la tutela ambientale, mi domando solo se tanta attenzione è stata posta quando si edificavano interi quartieri privi di autorizzazioni e titoli, quando si compiva lo scempio del “Porto turistico di Fiumicino”, o di quello di Ostia.

L’articolo di Repubblica si chiude con una dichiarazione del “comitato Fuoripista” che dice…

“Quanto prima ci organizzeremo per festeggiare tutti insieme e ringraziare tutti coloro che hanno percorso insieme a noi un pezzo di strada, rendendo possibile il successo di oggi”

Festeggeranno, ma si muoveranno in macchina.

36 anni.

Ne parlava stamattina Luigi Contu, durante la sua rassegna stampa pro tempore da Radio Radicale, ricordando la sua amicizia con Silvia e Gaia Tortora.

https://pizzeriaitalia.wordpress.com/2018/06/17/35-anni/ (prosegue…)

Ipocrisie indecenti (Ah, tutti contenti)

Che le donne siano sottoposte a trattamenti discriminatori in ambienti lavorativi (e non solo) è cosa assodata e sgradevole, sia dal punto del trattamento economico sia dalle “pressioni” che spesso sono costrette a subire.

La soluzione che si è trovata, ma che a me non piace affatto, è quella delle cosiddette “quote rosa”, un numero minimo di “posti” da assegnare, per legge, a donne. Mi sembra una soluzione ipocrita, che non riconosce il merito femminile, ma impone una presenza meramente numerica, indipendentemente dall’effetivo merito o capacità.

Non ci credete? Date un’occhiata a quello che sta accadendo al Comune di Firenze: il Sindaco Dario Nardella ha ieri presentato la sua nuova giunta

  1. Federico Gianassi
  2. Cosimo Guccione
  3. Sara Funaro
  4. Tommaso Sacchi
  5. Alessandro Martini
  6. Marco Del Panta Ridolfi
  7. Cristina Giachi
  8. Cecilia Del Re
  9. Stefano Giorgetti
  10. Andrea Vannucci 

Notate niente? Si, ci sono 3 donne. Mentre la legge 56 del 2014 (articolo 1, comma 137) (!!) prevede che siano il 40%. Ne manca una. E come si fa?

Semplice: si sfrutta il il nobile gesto di Marco Del Panta Ridolfi che dopo neanche 24 ore rimette il mandato (e le deleghe a relazioni internazionali, politiche europee, cooperazione allo sviluppo e attrazione agli investimenti) nelle mani del sindaco che nomina al suo posto l’ex assessora all’Ambiente Alessia Bettini, che però avrà altri incarichi, mentre quelli di Del Panta Ridolfi andranno a… Del Panta Ridolfi!! Ha infatti accettato la proposta del sindaco di conferirgli, una volta insediato in Consiglio comunale, un incarico speciale nel settore delle relazioni internazionali, politiche europee, attrazione degli investimenti, alta formazione, cooperazione allo sviluppo. (link)

Ed il problema non è tanto Del Panta Ridolfi, quanto la Bettini che ha acconsentito (obtorto collo?) a questa pagliacciata.

Ah, tutti contenti
saremo così.
Questo giorno di tormenti,
di capricci, e di follia,
in contenti e in allegria
solo amor può terminar.
Sposi, amici, al ballo, al gioco,
alle mine date foco!
Ed al suon di lieta marcia
corriam tutti a festeggiar!

(Lorenzo Da Ponte – Don Giovanni, 1787)

Oggi, in Italia

Uno è tutto impegnato (si fa per dire) a cercare di capire se è più fascista l’editore che si proclama fascista, o è più fascista chi, in nome dell’antifascismo, vuole vietare, con modi che assomigliano al fascismo, al fascista di prendere parte al Salone del Libro di Torino… che passano quasi sotto silenzio tre notiziole minime (anche qui si fa per dire) che la stampa riporta:

  • Salerno, poliziotti le fanno rimuovere striscione contro Salvini: ”Dicevano che rischio guai legali”
  • Salerno, finge di fare foto con Salvini: “Non siamo più terroni di merda?”. E le sequestrano il telefono.
  •  Un fan di Salvini ha tentato di aggredire con pugni e poi minacce una ragazza che stava contestando il ministro dell’Interno.

Mala tempora currunt, sed peiora parantur. (link)

ci piace fare finta

Massimo Mantellini parte dal Gattopardo letto da Toni Servillo per fare un lungo giro della vita pubblica del nostro paese. Quella che fingiamo quotidianamente di non conoscere, di non vedere.

Il caso vuole che in questi giorni in auto…