Vade retro

Aldo Cazzullo pubblica sul Corriere messaggi dei suoi lettori contrari all’apertura di Starbucks a Milano.

Che vergogna Starbucks, il mondo ride dell’Italia.
Giulio Di Giacomo

Il discorso è semplice: Starbucks con l’Italia non c’entra nulla.
Carlo Amiconi

Come se c’entrassero qualcosa il sushi od il kebab. Ah, sarà il caso di ricordare, se la questione è “territoriale”, che dovremo rinunciare alla caprese ed alle patate al forno con l’abbacchio. I pomodori e le patate sono state portate in Europa dall’America nel XVI secolo.

Strapparsi i capelli

alberto_asor_rosaIl Prof. Asor Rosa, che qui accanto dimostra di averne ancora…, sarà diventato un novello Yul Brinner durante la sua battaglia (persa) contro l’apertura di un McDonald vicino al Vaticano.

Franco bechis (visto su Dago) nel breve video appresso ripoprta la questione alle dimensioni più consone: il nulla, la fuffa.

Non che io sia un fan di Mc Donald, anzi, lo considero tra i meno appetibili tra i fast food (che tendo a frequentare comunque assai poco), ma lo strapparsi le vesti da parte di chi invocava il “vade retro polpetta” mi era parso decisamente fuori luogo ed eccessivo, considerato il mare di paccottiglia e schifezze che fioriscono intorno alle attrazioni turistiche di Roma.

No pasaran!

Fuori mercanti (‘mericani?) dal tempio. Anzi, dalla strada che porta al tempio.

La notizia che il fastfood con la M gialla vuole aprire un locale a Borgo Pio ha suscitato polemiche e proteste. Legittimo non essere favorevoli, per carità, mi aspetterei però qualcosa di meglio che un…

«Il colpo decisivo a un animale ferito in un contesto già saturo di esercizi commerciali e negozi di souvenir»

con cui Alberto Asor Rosa “pontifica“. Eh, certo, come sarà venuto in mente a quegli stolti commercianti di sceglier la zona che i turisti affollano di più in tutta Roma, per aprire negozi di souvenir. Niente passamanerie, nessun maniscalco… souvenir per turisti, ai turisti… che povertà d’animo. Mi domando cosa sia passato per la testa ai manager della catena americana.. – dico – ma che vi viene in testa? È una zona satura, non lo sapevate? Ma chi ve lo fa fare, solo per fare un dispetto ad Asor Rosa?

A indignarsi, adesso, anche i cardinali residenti nel palazzo: per l’ impatto del fast food a pochi metri da Porta Sant’ Anna e dal Passetto

Eh, come il pessimo impatto che ebbe all’epoca della sua apertura a piazza di Spagna, guardate l’immagine qui sotto e ditemi se non è uno schifo:

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Un paese di merda. Si, il nostro.

Il mio amico Mork è innamorato di Trastevere, ci ha abitato pr anni e, adesso che vive in Umbria, quando viene a Roma ci passa sempre. Tanto che ha deciso di affittare un appartamento. È rimasto d’accordo con il proprietario (che affittava in nero) nel poter affittare a turisti stranieri nei periodi in cui lui non è a Roma.

La cosa è andata avanti nella piena soddisfazione di tutti: il padrone di casa che incassava mensilmente un canone in nero, il mio amico Mork che aveva un appartamento a Trastevere che non solo non pagava, ma addirittura gli dava un guadagno… ed erano contenti i turisti che avevano, ad un prezzo onestissimo, un appartamentino molto carino, in posizione strategica e con un’assistenza di prima qualità. Nessun servizio, solo alloggio.

Ma Mork non era tranquillo, il Comune minacciava una stretta con gli irregolari, rischi di vedersi contestata una forte evasione fiscale, rischi di ordine pubblico nell’ospitare stranieri non denunciati… insomma decide di fare il grande passo: si mette in regola!

Convince il padrone di casa a passare ad un contratto regolare, presenta la domanda al Comune di Roma, fa fare le certificazioni all’appartamento e si mette con l’animo in pace! Cosa mi può capitare, adesso?

Un giorno degli ospiti inglesi lo chiamano: “C’è la Polizia che ti cerca…” ed in effetti la Polizia Municipale di Roma lo convoca. Lui va, con tutta la documentazione e scopre che… gli viene contestato di aver adibito a camera un ambiente con superficie di 8,5 mq… “Bene” – dice lui – “La superficie minima prevista dalla Legge della regione Lazio è di 8 mq, quindi…”

“Guardi che non si trova nella regione Lazio, si trova nel Comune di Roma! E qui il minimo è di 9 mq!” Dimostrano molta comprensione mentre gli elevano una sanzione (il minimo, eh…) di € 3.330,00. Motk ha mandato tutti affanculo ha lasciato la “casetta de Trastevere”, ed è tornato in Umbria.

La storia mi è tornata in mente leggendo dell’albergo abusivo (35 clienti), con annesso ristorante (abusivo) che è stato sanzionato dalla Municipale di Roma , per gli stessi € 3.300,00 (link)

Tutto in una notte

Ecco, ci sono ricascato. Citazioni cinematografiche per parlare della nostra realtà.

Da Il Messaggero di Roma:

La polizia di Roma Capitale è intervenuta in via Veneto per controllare alcune attività di somministrazione… Gli agenti hanno posto sotto sequestro due strutture chiuse (dehors) posizionate lungo il marciapiede, denunciando i titolari all’autorità giudiziaria per violazione delle norme urbanistiche, paesaggistiche e archeologiche e, in uno dei casi, per mancanza di autorizzazioni riguardanti la staticità delle costruzioni.
Posizionate su suolo pubblico e privi di autorizzazioni, ambedue le strutture fabbricate in ferro, vetro e cemento, sono caratterizzate da importanti opere edili di livellamento, pavimentazione in calcestruzzo, installazione di impianti elettrici e televisivi, riscaldamento e climatizzazione. In uno dei due casi la pesante struttura del gazebo grava sul solaio di copertura degli ingressi della metropolitana: ai controlli non risulta la presenza delle necessarie autorizzazioni da parte del genio civile. (link)

Però bravi quei due titolari delle attività: tutto ‘sta roba tirata su in una notte!! Perché non posso credere si tratti di quelle strutture che stanno lì, in bella mostra da anni ed anni…, no?

Viaggiare con la fantasia

“Ma siete impazziti? Ma io consumo e poi pago, come in tutti i bar del mondo!

La frase pronunciata, secondo Repubblica, da Maurizio Lupi alla buvette di Montecitorio dimostra che Lupi non è mai stato “in tutti i bar del mondo”, se non con la sua vivida fantasia. In una nota catena americana (oltre 23.000 bar “nel mondo“) che sta per arrivare in Italia… l’ordinazione si fa solo alla cassa.

“Che follia, ne parlerò con i questori. E quando c’è confusione che facciamo, una fila chilometrica alla cassa?”

Insisterebbe Lupi. Il tutto perché al bar della Camera dei Deputati il gestore del bar invia una lettera ai dipendenti:

“Senza ricevuta non fate consumare nessuno”. E se i camerieri disattendono l’ordine? Sanzioni disciplinari.

Tempo libero (avere) e la Giustizia

Mi domando se esista una correlazione tra i ritardi nell’amministrare giustizia in Italia, e l’uso che della giustizia si fa:

Masterchef, gli animalisti denunciano Cracco: “Ha cucinato un piccione in tv” – “E’ un animale protetto dalla legge, abbiamo presentato denuncia al tribunale di Milano”

Con meno tempo libero, forse, ci si occuperebbe di altro. Una serata da Giovanni, prenoto?

P.S.: scopro che il rapporto tra giustizia e piccioni è un rapporto consolidato: Bressanone, Savona,  La Spezia

Più contanti? Slurp!

Ma non mi dire! Non ci posso credere!

Roma, evasione da 10 milioni per noti ristoranti del centro storico:

La scoperta della Guardia di Finanza: sette locali – tra piazza Navona e Fontana di Trevi – riconducibili a un unico imprenditore tenevano una contabilità parallela in nero

perenzione

La “perenzione” dei procedimenti di revoca delle 16 postazioni di vendita di caldarroste (e poi molto altro) a suo tempo autorizzate per 90 giorni, dal 16 ottobre 1993… ha fatto si che le postazioni, quelle originariamente autorizzate per 3 mesi e tutte le altre abusivamente apparse in strada, operino ancora oggi in regime di sospensiva con decisione del TAR 2660/96, perché…

…dopo la sospensiva non si è più discusso il merito del ricorso: il Comune non si è mai costituito nel procedimento che oggi risulta «perento», prescritto. (link)

Le grandi domande del Corriere

Perché i newyorkesi vanno matti per Chipotle? (link)

E chi lo sa? Io da Chipotle sono andato due volte, e la seconda mi hanno “costretto”. Ma il menù si riduce ad un paio di cose: Tacos o Burrito. Poi puoi spaziare su una discreta varietà di ingredienti e condimenti, ma nulla di più. Sapori omologati e presentazioni scoraggianti.

Piuttosto segnalerei, purtroppo scoperto in aeroporto in attesa di partire, la catena Panda Express: fast food cinese (non la cucina cantonese che si trova in Italia): buono, economico e praticamente cucinato al momento.

Visto che ci siamo vi butto lì anche P.F. Chang’s, catena di ristoranti (non self o fast) di ottima cucina cinese (ed orientale in genere) ottima qualità, piatti curati e ricercati e costi abbordabili.