La candida Valeria

“Ho già cercato Philip Laroma Jezzi e la sua scelta di grandissimo esempio etico e civile va premiata. Invito i rettori delle università che hanno all’interno questa parte di malattia di costituirsi parte civile perché anche noi lo faremo. Ne va della reputazione e della serietà dell’università italiana” (link)

Le parole di Valeria Fedeli, ministra dell’Università, sono pienamente condivisibili. Da parte di chi non ha la minima idea di cosa sia – oggi – l’università italiana ed il modo in cui essa funziona da molti anni. Sono, per assurdo, la prova che l’accusa di non essere laureata,  fattale al momento della sua nomina, è vera. L’idea che un rettore (la massima espressione della consorteria accademica, eletto dopo interminabili e complicatissime trattative tra la facoltà ed i dipartimenti) possa (credibilmente) ergersi a cavaliere bianco, senza macchia o paura, che combatte quel sistema che lo ha portato alla carica che occupa… è un’immagine tenera, commovente. Molto distante dalla realtà. Ma credo nei miracoli.

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Chi cazzo vuoi che se ne accorga? Io. (39)

Lo diceva mamma che sarebbe stato meglio studiare… ma la giornalista del GR RAI1 deve aver pensato di no… così, poi, ogggi è riuscita a “francesizzare” il latino “Nantes“,  trasformandolo nella città francese che sorge lungo la Loira…. così l’associazione “Liberi Nantes” diventa… al minuto 17′ 00″ del GR1 delle 13:00 del 4.6.2017

i tempi sono maturi

e dunque, dalla cultura più “antiscientifica” sul pianeta, non si poteva che dare nuovo lustro a Keplero ed al centralità ed immobilità della terra nel cielo.

«La terra? È piatta e il sole le gira attorno». Dopo settimane di polemiche furibonde, il ministero dell’Istruzione tunisino è stato costretto a intervenire sul caso di una tesi di dottorato dell’università di Sfax che pretendeva di smontare le teorie di Copernico e Galileo in nome del Corano. Il lavoro è stato respinto.

www.jeuneafrique.comwww.worldcrunch.comwww.corriere.it

 

La squola.

Due notiziole, minime assai, ma esemplari di “cosa” siamo e “cosa” stiamo diventando.

Il liceale di Moncalieri che organizza un servizio di rivendita di merendine a prezzi inferiori di quelli praticati dal servizio della scuola, e che viene “massacrato”. (link)

Il professore palermitano aggredito e picchiato dai genitori di un ragazzo redarguito. (link)

le amicizie giuste

Francesco Cancellato, il direttore de LInkiesta, ha opinioni alquanto personali sulla vicenda che ha visto contrapposte la ricercatrice Roberta D’Alessandro e la Ministro Giannini:

Peccato che fosse sbagliato sia il bersaglio, sia soprattutto la tempistica di questo sfogo.

Cancellato graziosamente concede che…

un Paese che vince trenta borse di studio, diciassette delle quali vengono spese altrove (senza peraltro che nessun ricercatore faccia il percorso inverso) è un Paese che ha più di qualche problema con la ricerca universitaria.

e addirittura…

è del tutto evidente che siano le baronie, e non il merito, a decidere chi fa carriera negli atenei del Belpaese.

Ecco la ricetta per curare le ricerca scientifica italiana:

Se Roberta D’Alessandro avesse scritto questo post, aggiungendo magari qualche nome e qualche cognome, dopo essere stata vittima di un’ingiustizia, ci saremmo alzati pure noi per una standing ovation…

Ma quante volte si è parlato delle baronie nella ricerca? Di concorsi i cui vincitori sono già noti ancor prima di essere indetti? Il problema non è in chi non ha parlato prima, è in chi non ha mai ascoltato… Non ci sono ingiustizie da “denunciare” (a chi? Alla magistratura?) perché i concorsi sono realizzati come un orologio di precisione: ogni rotella al suo posto per un meccanismo perfetto. Solo che se lo carichi con un’orario sbagliato quello continuerà a segnare l’ora sbagliata, per quanto perfettamente. E quindi un ricercatore beffato, un professore scavalcato… rischia pure la denuncia per diffamazione.

L’ipocrisia di questa posizione è tutta in questa frase:

Allo stesso modo, però, è sbagliato dipingerla come un’eroina. Molto semplicemente, è una giovane italiana di questo inizio del millennio. Una che non aveva le amicizie giuste.