venghino siori, vadino…

Ancora una volta a Roma si dimostra che il confine tra dramma e farsa è sottilissimo:

Roma, Raggi: “Ipotesi per Fontana di Trevi, turisti passino senza fermarsi”

Dopo le polemiche per la folla che assiepa il gioiello barocco, la sindaca lancia l’idea del passaggio no-stop (link)

E se le cose non miglioreranno si pensa ad una benda su un occhio.

Nobili, vassalli…

…ed i servi della gleba.

«Una decisione abnorme che riporta l’Italia al Medioevo. A fare le spese di tale decisione saranno gli utenti, le cui possibilità di scelta saranno fortemente limitate, e che senza una reale concorrenza subiranno senza dubbio rincari delle tariffe per il trasporto non di linea».

Premessa: non ce l’ho contro  i taxi. Anche se spesso molti di loro fanno di tutto per farmi cambiare idea… (link). Fino alla “scoperta” dell’acqua calda con il servizio delle Iene.

Il tutto prendendo atto che, per il tribunale di Roma il servizio Uber è concorrenza sleale ai taxi (link). Vero. Adesso non ci vorremo mica mettere a pagare le tasse, eh?

UPDATE: Poi, al solito, ci sono i barbari..

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Roma, Kaput mundi

Minuzie (non sempre) romane:

La frana che minaccia il quartiere Parioli, che da 10 anni è lì, in attesa di… (link)

I vigili (883) improvvisamente malati a capodanno, che la giustizia “riconosce” (assieme ai medici) come “truffatori”… ma non riesce a punire. (link)

Le farmacie comunali che, dopo anni di disastri (qui, nel 2015), pare adesso vedano un utile operativo ed una diminuzione del debito. E dunque si caccia chi le stava amministrando bene. (link)

Fate entrare i pagliacci

La frase è generalmente attribuita al direttore di circo che si trovi a dover distrarre il pibblico da un incidente durante lo spettacolo, un animale azzoppato, un trapezista caduto (con qualche eccezione). A Napoli sarebbe… facite ammuina.

Aspetto l’ingresso dei pagliacci mentre leggo le vicende di Luca Montuori, neo assessore all’urbanistica del comune di Roma, la cui vicenda viene accostata a quella che, nel municipio XIV, vede l’assessore ai lavori pubblici ed il presidente della commissione lavori pubblici entrambi soci di uno studio di architettura. Ci sarebbe, dicono, un conflitto di interessi. Eh, potrebbe essere. Potrebbero “smettere” di lavorare, di esercitare l’attività professionale, no? Certo, non è una bella prospettiva, ma insomma…

Interviene l’ANAC  che conclude che…

non è sufficiente che l’assessore si astenga dal lavorare le pratiche che finiscono in Municipio per escludere l’incompatibilità: “… la mancata sottoscrizione o partecipazione diretta dell’assessore alla pratica edilizia presentata presso l’ufficio tecnico, poiché curata dagli altri associati allo studio, non solleva il medesimo da quella personale responsabilità politica e deontologica cui deve essere sempre improntato il proprio comportamento“. (link)

Chi si occupa di urbanistica non deve dunque essere un architetto che faccia l’architetto.

Allora, ‘sti pagliacci arrivano o no?