Non stiamo bene

Come media della popolazione, dico…

Chiami il 911 come in un film e ti rispondono i carabinieri (link)

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Industria musicale, prendere nota please

Oggi ho comprato un CD. Anzi un cofanetto con 5 CD. Vado a memoria… ma credo che l’ultimo CD lo avessi acquistato almeno un anno e mezzo fa… segnalo la cosa perché il Ministro Franceschini, la SIAE e tutta l’industria musicale italiana che piange miseria sappiano che, pur senza mai scaricare musica illegalmente, vivo immerso in tanta musica che migliora la mia qualità di vita. Ragion per cui non capisco perché SIAE e industriali debbano beneficiare dal fatto che io acquisti supporti digitali per il computer o per la macchina fotografica.

È la posta… (colpa mia)

Ordino un Chromcast Audio da Google. È il 13 dicembre 2015 e la brillante multinzionale mi comunica che il prodotto arriverà non prima del 22 dicembre, 9 giorni. Ma potrebbero diventare 16 giorni, ovvero consegna il 28 dicembre. Tra me e me penso che ptrebbero fare meglio. Ma non pensavo potessero fare peggio…. il pacco non arriva proprio. Mai. Sparito. Almeno sono stato rimborsato, e ho meditato sull’efficenza e sull’attenzione al cliente di Amazon. Od Apple. O…

Di recente ho pensato di consentire a mia madre di poter godere di Netflix e la soluzione più pratica mi era sembrata un Chromcast. Ci ho pensato, ma alla fine mi sono detto che non è che se è andata male una volta debba per forza sempre andare male, no?

No. Oggi, a 18 giorni dall’ordine con Google abbiamo convenuto che non è cosa, colpa delle Poste – dicono loro – e l’ordine è stato annullato. Il cortese ragazzo al telefono, suppongo per regolamento, mi ha pure chiesto se volevo un nuovo invio. Seguendo un certo giro di parole glio ho fatto capire che non era il caso.

Punk.

1508952336_never-mind-the-bollocks-here-s-the-sex-pistols-sex-pistols-cover-ts1501092532.jpegWired ricorda che il 28 ottobre doi 40 anni fa usciva il primo, ed ultimo, album dei Sex Pistols: “Never Mind the Bollocks”.

Anticipato da 4 singoli, Anarchy In The Uk, God Save The Queen, Pretty Vacant e Holidays In The Sun, e da altri brani usciti in varie compilation, Never Mind The Bollocks è il disco che dà ufficialmente inizio al punk. E cambia il mondo del rock.

Non ho mai amato particolarmente i Sex pistols, ma furono – non soli – il simbolo di un cambiamento, nella musica e nella società, che ha segnato i decenni passsati.

L’unico contatto “avuto” con i Sex Pistols è stato con John Tiberi, il loro road manager degli esordi. Tranquillissima persona, figlio di un italiano, conosciuto per caso quando si dovette occupare di una casa di famiglia, a Roma – accanto via Piave, ereditata dal padre morto da poco. Un gentleman, in jeans, ma gentleman.

Uccidere il padre

L’espressione intende la necesssità, per poter compiutamente realizzare la propria crescita, di “uccidere“, di superare i propri idoli, i propri riferimenti giovanili, spogliandoli di quell’aura “divina” che tutti i miti giovanili hanno.

Ho amato molto i Genesis, con e senza Peter Gabriel. Ed ho amato molto Peter Gabriel. I casi della vita hanno fatto sì che potessi conoscerlo e pranzarci assieme, per poi accompagnarlo in aeroporto. Mi ricambiò la cortesia pochi mesi dopo durante il soundcheck di un concerto quando, dopo avermi riconosciuto tra il pubblico, interruppe il check per venirmi a salutare (creandomi un serio imbarazzo nei confronti delle decine di persone presenti…).

Dopo tanti anni è normale che le persone cambino e che di quelle forti passioni rimangano solo bei ricordi, me ne rendo conto.

Ma questo no, i pupazzetti dell’epoca Genesis…no. È troppo!

boxes

La Grande Illusione

una notizia in cronaca di Roma riporta alla ribalta la sorte delle sale cinematografiche romane: quelle chiuse (da anni), quelle che chiudono e quelle che si rinnovano.

Nelle vetrine su via Bissolati campeggiano i manifesti giganti di film di prossima uscita, Ammore e malavita e Brutti e cattivi, ma le porte del Fiamma sono serrate e la pausa estiva si è trasformata in una chiusura definitiva. Troppo alto il canone d’affitto, non sufficientemente remunerativa la gestione: Circuito Cinema ha deciso di abbandonare.

Una sala cinematografica nel tessuto urbano – in meri termini reddituali – non ha scampo in confronto ad altre attività commerciali o di ristorazione; non sono opinioni, sono numeri. Ed è lotta miope (ed inutile) il disperato tentativo di “salvare” sale chiuse – come dimostra la storia del Metropolitan, che l’intellighenzia non vuole “svenduto” al commercio (anche se nel 1909 era nato come grande magazzino) e che – dunque –  è chiuso dal 2010.

Ottimo l’approccio di Andrea Occhipinti, che nel cinema è imprenditore capace, che coglie uno degli aspetti della crisi delle sale “urbane”:

«Il modo più concreto per combattere la crisi è investire sulle sale, renderle sempre più confortevoli e tecnologicamente avanzate. Il nostro gruppo ha puntato su un preciso modello di esercizio: la sala di città capace di garantire un’ampia varietà di offerta. L’esperimento fatto con il Giulio Cesare, diventato una multisala a 7 schermi dai 4 iniziali, ha fornito buoni risultati: gli spettatori nell’ultimo anno sono raddoppiati. Puntiamo molto sui servizi complementari: dalla ristorazione ai parcheggi che trasformano le sale in centri di incontro e di aggregazione. È significativo che quelle sale che sono riuscite a fare questo, nonostante i numeri complessivi del mercato siano negativi, sono in crescita»

Ciak, azione!

Joseph Heller lavora a SKY

Joespèh Heller, l’immortale autore di “Comma 22”

Se sei pazzo puoi chedere di essere esentato dalle missiomni di guerra. Ma se chiedi di essere esentato dalle missioni di guerra non sei pazzo.

deve essere finito a lavorare a SKY Go, sezione download:

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mannaggia, vabbè… riscarico…

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tenendo presente che il numero complessivo dei download effettuati era di circa 1 (uno), mi domando cosa devo fare. Si, lo so, colpa mia…