Uno professionista serio

Diciamolo, uno bravo. La vicenda di Franco Panzironi, ex AD di AMA, dimostra che non si tratta del primo che passa (“ddue de passaggio“, direbbe Mario Brega), ma che ci troviamo difronte ad un serio professionista attento e scrupoloso. Tanto attento da aver stipulato con AdiR (Società assicuratrice di proprietà del Comune di Roma – che Ignazio Marino voleva liquidare) una polizza a copertura di

“responsabilità amministrative e contabili “, adesso secondo Franco Panzironi dovrebbe sollevarlo “da qualsiasi onere e danno di cui dovesse essere eventualmente chiamato a rispondere a titolo personale”. Spese legali comprese.

Fortunatamente…

I legali di AdiR nella loro replica hanno spiegato che, in caso di reato, gli effetti della polizza devono essere considerati nulli.

Vedremo…

Ciak! Se ne vada!

A Cannes è scoppiata la grana Netflix: la rete televisiva a pagamento ha sottoposto i suoi titoli alla selezione ufficiale e due sono stati accolti

Allora, vediamo di capire… Netflix, che trasmette online film, serie TV e stand up comedy, ha capito che è più conveniente, in termini di costi e di appeal per il suo pubblico, produrre in proprio. Quelli di Netflix si sono detti che almeno un paio di questi film da loro prodotti non eano male… anzi. perché non li proponiamo alla selezione del Festival di Cannes? Pare che siano piaciuti e sono entrati a far parte della selezione ufficiale: “Okja” e “The Meyerowitz Stories”. Solo che la decisione ha suscitato…

le rimostranze della stampa transalpina, preoccupata che Netflix non volesse distribuire i suoi prodotti nei cinema ma offrirli solo agli abbonati televisivi. (link)

A parte il fatto che non sono “televisivi” ma “online”… mi sorprende questa distinzione sul “mezzo” con cui il prodotto film (che è quello che partecipa al concorso) deve essere “fruito”. Quando esportano un Brie non mi pare si preoccupino molto se viene mangiato con una baguette o con una ciriola.

Sono stata spiegata? (cit.*)

Contatto l’help Apple perché per tre volte in una settimana è stato bloccato il mio AppleID, con conseguente mancato accesso ad iCloud, iTunes,mail… eccetera.

  • Ah, hai chiesto di cambiare la password?”
  • “No. il mio ID Apple è stato bloccato.”
  • “Ed hai cambiato la password!”
  • “No. L’ho solo sbloccato. E vengo automaticamento loggato out (si dice?) dagli account di iTunes, Mail e iCloud, per cui sono costretto ad inserire di nuovo la password… che non è cambiata.”
  • “È normale quando chiedi il cambio password.”
  • “Non ho chiesto, e non ho fatto, alcun cambio password!”
  • “Vediamo se ho capito bene: hai chiesto un cambio password e non riesci ad accedere?”
  • “No. Non ho chiesto alcun cambio password. Ho avuto il mio Aplle ID bloccato (da Apple) e sono stato costretto alla procedura di sblocco, per tre volte in una settimana.”
  • “È normale dover reinsere la password, quando si accede dopo aver cambiato password..”
  • “No, non ho camb… “
  • “Grazie per aver chiamato, la mia risposta è stata utile?”
  • “No, ma grazie lo stesso. Errore mio.”

*(Cit.: Sono stata spiegata – 2003 – Anna Maria Barbera)

venghino siori, vadino…

Ancora una volta a Roma si dimostra che il confine tra dramma e farsa è sottilissimo:

Roma, Raggi: “Ipotesi per Fontana di Trevi, turisti passino senza fermarsi”

Dopo le polemiche per la folla che assiepa il gioiello barocco, la sindaca lancia l’idea del passaggio no-stop (link)

E se le cose non miglioreranno si pensa ad una benda su un occhio.

ascoltavo radio rock

…in machina, e mi ricordo la notizia di quell’episodio alla Sapienza, dai contorni ancora molto confusi, che avremmo imparato a conoscere come “Il Caso Marta Russo”.

Il Post lo ricorda e lo tratta con toni assai duri nei confronti della magistratura e degli inquirenti, ricordando le tante incongruenze e le forzature che segnarono il percorso delle indagini e del processo. Non ho certo io risposte da dare, e 20 anni dopo riesco solo ad avere una impressione meno “vaga” della devastazione che la morte di Marta Russo deve aver avuto sulla sua famiglia e su chi la conosceva.

…nel paese del melodramma, dove la giustizia si amministra in nome non già del popolo italiano ma delle vittime… (Guido Vitiello – Il Foglio)

Eppure, dopo 20 anni, ancora ricordo l’impressione di sdegno che mi suscitò il video dell’interrogatorio della Signora Alletto, lasciata dal magistrato da sola, con il cognato (ispettore), affinchè la convincesse ad avvalorare la tesi dell’accusa:

Mesi dopo sui giornali finirono alcune registrazioni degli interrogatori ad Alletto, dove si intuì che la procura aveva usato metodi intimidatori e sostanzialmente costretto Alletto a fornire loro qualche informazione per non essere accusata lei stessa dell’omicidio.

Posso solo ricordare: ricordare Marta Russo che è stata uccisa, ricordare un processo che sarebbe più comodo dimenticare.