In una botticella di ferro

Nel centro storico di Roma girano le cosiddette “botticelle”, delle carrozze trainate da un cavallo, che portano i turisti ad ammirare le bellezze della città eterna.

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I conducenti/proprietari sono stati spesso nell’occhio del ciclone per come “maltrattano” i loro cavalli, e proprio a loro tutela molti anni fa furono costruite nella zona di Villa Borghese delle nuove stalle/ricovero per “risparmiare alle povere bestie il tragitto dal centro città sino ai tradizionali ricoveri di Testaccio.

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Mi sono sempre domandato quale sorta di lobby potente potesse essere quella dei conducenti delle botticelle che, apparentemente senza colpo ferire, otteneva uno spazio e le strutture in una zona straordinaria come Villa Borghese. (link)

A leggere i giornali di oggi la lobby doveva essere davvero forte. Ma non solo quella delle botticelle.

Roma, abusivi i box per le botticelle: sequestro a Villa Borghese  (link)

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Ma non dovevamo vederci più?

Simone Canettieri parla alle buche di Roma… ci scherza su nel pezzo su Il Messaggero… ve lo ricordate l’intervento sperimentale per la ricopertura delle buche nelle strade di Roma? Dai, sono passati solo due giorni… ma sono bastati:

Roma, flop dell’asfalto “magico”: dopo 24 ore è già sbriciolato (link)

 

La lotteria, contro la tolleranza e il consenso

«ma non se n’è fatto niente e credo che la ragione sia semplice: si è creduto che in un Paese di piccole imprese la tolleranza sull’evasione portasse consenso».

Su L’Espresso un articolo di Stefano Vergine racconta come le prospettive della lotta all’evasione fiscale possono cambiare con un minimo sforzo e la “volontà politica”.

Diritti dei consumatori (dura lex, eh…)

Sono appena tornato dal supermercato. La bustina dei pomodori, quella leggerissima, che per l’Europa non dovrebbe essere soggetta al pagamento “esplicito” (link, punto 13), ma che in Italia invece lo è perché ce lo avrebbe chiesto l’Europa… quella bustina si è rotta.

Come ogni prodotto sul mercato italiano dovrebbe essere protetta da una garanzia biennale. Non vedo l’ora di vedere la faccia del responsabile del supermercato quando andrò a far rispettare i miei diritti di consumatore.

mala tempora

Aldo Grasso scriveva l’altro giorno:

Che un giornalista avveduto come Emilio Carelli parli di trasparenza, merito e competenza a proposito di un movimento gestito da un’azienda privata (la Casaleggio Ass. attraverso l’Associazione Rousseau) che impone ai soci multe anticostituzionali in caso di dissenso e bavaglio alle interviste, lascia perplessi.

Anch’io sono perplesso. Molto. E più mi pongo dubbi e domande, e più trovo inquietanti risposte. Come la vicendda che vedrebbe il M5S impegnato a cambiare lo Statuto del Comune di Roma (Roma Capitale… o comecazzosichiama) per annullare gli effetti dei referendum popolari, consentendo all’amministrazione di proporre un “contro-referendum”, che però avrebbe delle particolarità di non poco conto…

“Questa nodifica introduce di fatto un contro-refendum, con il consiglio comunale e la giunta che si mettono in competizione con i cittadini che chiedono di cambiare: nel nostro caso più di 30mila romani. Oltretutto, mentre il quesito proposto dai cittadini deve passare un vaglio di ammissibilità, per quello di giunta e di consiglio nulla si dice. Per cui se dovesse risultare ingannevole, non verrebbe rilevato”.
Esempio. Il referendum radicale chiede se si vuole affidare tramite gara il servizio del trasporto pubblico locale. La giunta Raggi potrebbe domandare: ” Volete che il servizio resti pubblico?”, senza che nessuno possa obiettare. Un trucco per vincere facile. (link)

Ed a proposito del trasporto pubblico e del referendum che chiede di affidare a gara il servizio pubblico (non di privatizzarlo, di farlo eseguire ai privati, secondo quanto deciso dalla P.A.), appare quantomeno discutibile la decisione del Comune di prorogare l’affidamento del servizio alla barcollante ATAC, proprio nei giorni in cui il Comune avrebbe dovuto stabilire la data in cui tenere il referendum, che da tempo ha passato ogni vaglio o controllo. (link)

serio e concreto, certo…

“Useremo ogni minuto per parlare ai cittadini delle nostre proposte. Lo faremo per ridare speranza al Paese con proposte serie e concrete a differenza delle irrealizzabili favole degli altri partiti. Siamo l’unica alternativa credibile”. Lo dice il leader di Liberi e uguali Pietro Grasso.

Fin qui il discorso non fa una grinza; si può concordare o meno… si può considerare credibile… oppure no. Però – si, c’è un però – Grasso si fa prendere la mano e pensa non sia carino lasciare la platea nell’incertezza… almeno una delle cose che vogliono fare la vuole dire. Una sola, dai…

“Aboliamo le tasse universitarie” link

Cosa? Serio e concreto? Bene , bravo, bis!

Money, it’s a gas

Arriva al Senato USA la riforma fiscale di Trump. Qui un riassunto.

La prima cosa sono le nuove aliquote personali…

oggi sono: 10%, 15%, 25%, 28%, 33%, 35% e 39.6% – le nuove saranno:

  • 10% (redditi fino a $9.525 per persona; fino a  $19.050 per le coppie sposate che presentano la dichiarazione congiunta)
  • 12% (da $9.525 a $38.700; da $19.050 a $77.400 per le dichirazioni congiunte)
  • 22% (da $38.700 a $82.500; da $77.400 a $165.000 per le dichirazioni congiunte)
  • 24% (da $82.500 a $157.500; da $165.000 a $315.000 per le dichirazioni congiunte)
  • 32% (da $157.500 a $200.000; da $315.000 a $400.000 per le dichirazioni congiunte)
  • 35% (da $200.000 a $500.000; da $400.000 a $600.000 per le dichirazioni congiunte)
  • 37% (sopra $500.000; sopra $600.000 per le dichirazioni congiunte)

Scaglioni di reddito 2017

  • 23% del reddito fino a 15.000 euro
  • da 15.001 fino a 28.000 euro 27% 3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
  • da 28.001 fino a 55.000 euro 38% 6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
  • da 55.001 fino a 75.000 euro 41% 17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
  • oltre 75.000 euro 43% 25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

ovvero:

  • per un reddito di 25.000 si pagano 3.000 in USA e 6.150 in Italia
  • per un reddito di 50.000 si pagano 11.000 in USA e 15.320 in Italia
  • per un reddito di 100.000 si pagano 24.000 in USA e 36.170 in Italia

A spanne, oltre a considerare una “qualità” dei servizi pubblici migliori per gli USA, va però ricordata l’assistenza sanitaria “universale” in Italia, orgoglio dello stato sociale e pozzo nero delle italiche tasse… (0,844 euro per ogni dollaro)