Nobili, vassalli…

…ed i servi della gleba.

«Una decisione abnorme che riporta l’Italia al Medioevo. A fare le spese di tale decisione saranno gli utenti, le cui possibilità di scelta saranno fortemente limitate, e che senza una reale concorrenza subiranno senza dubbio rincari delle tariffe per il trasporto non di linea».

Premessa: non ce l’ho contro  i taxi. Anche se spesso molti di loro fanno di tutto per farmi cambiare idea… (link). Fino alla “scoperta” dell’acqua calda con il servizio delle Iene.

Il tutto prendendo atto che, per il tribunale di Roma il servizio Uber è concorrenza sleale ai taxi (link). Vero. Adesso non ci vorremo mica mettere a pagare le tasse, eh?

UPDATE: Poi, al solito, ci sono i barbari..

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stringere la cinghia (o toglierla?)

Ma se invece di questo approccio da “Guarda, piccolo pezzente mortale, quanto sono fico con la mia camicia bianca ed il mio giradischi magico…” ci fosse stato un approccio un po’ meno “sostenuto”? No? Una delle pessime erdità di Apple (di Ive, per la precisione).

E poi, ti sei arrotolato le maniche, ti sei sbracato sulla poltrona, sei in un ambiente in cui lo spazio non manca… e ti metti “di fianco” alle casse? Non di fronte?

Bene, e se aspettassimo la laurea?

Il ragazzo (maggiorenne) si fa beccare a scuola con il cellulare, il prof. lo “sequestra”. A fine lezioni non viene restituito. Il ragazzo denuncia la scuola ai Carabinieri.

Basterebbe questo per entrare nel Guinness dei primati (no, non i record, proprio i “Primati“) delle idiozie. Ma siccome al peggio non c’è mai limite segnalo che nell’articolo del Corriere si parla di una circolare del Ministero che prevederebbe…

«adeguate sanzioni, secondo il criterio di proporzionalità, ivi compresa quella del ritiro temporaneo del cellulare durante le ore di lezione»

metodo “brusco”.. ma non sto a fare il “cavilloso”… Solo che poi l’assessore regionale all’istruzione dice:

“È chiaro che poi il bene deve essere restituito, ma potrebbe essere ridato a fine anno.” (link)