È la posta… (colpa mia)

Ordino un Chromcast Audio da Google. È il 13 dicembre 2015 e la brillante multinzionale mi comunica che il prodotto arriverà non prima del 22 dicembre, 9 giorni. Ma potrebbero diventare 16 giorni, ovvero consegna il 28 dicembre. Tra me e me penso che ptrebbero fare meglio. Ma non pensavo potessero fare peggio…. il pacco non arriva proprio. Mai. Sparito. Almeno sono stato rimborsato, e ho meditato sull’efficenza e sull’attenzione al cliente di Amazon. Od Apple. O…

Di recente ho pensato di consentire a mia madre di poter godere di Netflix e la soluzione più pratica mi era sembrata un Chromcast. Ci ho pensato, ma alla fine mi sono detto che non è che se è andata male una volta debba per forza sempre andare male, no?

No. Oggi, a 18 giorni dall’ordine con Google abbiamo convenuto che non è cosa, colpa delle Poste – dicono loro – e l’ordine è stato annullato. Il cortese ragazzo al telefono, suppongo per regolamento, mi ha pure chiesto se volevo un nuovo invio. Seguendo un certo giro di parole glio ho fatto capire che non era il caso.

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Addenócchiate (inginocchiati)

Donald Trump ce l’ha a morte con gli sportivi americani che, per protesta contro le sue posizioni razziste, si inginocchiano durante l’esecuzione dell’inno nazionale. Sono dei “figli di puttana” e dovrebbero essere “licenziati”.

Dale Hansen, giornalista sportivo di Dallas, TX ne parla:

L’ex quarterback di 49ers Colin Kaepernick si è inginocchiato durante l’inno nazionale a San Francisco l’anno scorso. Ce ne siamo accorti, ma pochi giocatori si sono uniti a lui, non sembravano interessati.

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A cena con Don

Don RIckles, morto novantenne qualche mese fa, è stato un grande comico americano, di quelli della vecchia scuola… (Bob Hope, per intenderci), spesso ospite riverito di David Letterman.

Poco prima di morire ha registrato una serie intitolata “Dinner with Don” in cui chiacchiera amabilmente con alcuni personaggi dello show business. Qui è con Martin Scorsese e Robert De Niro, con cui girò “Casino“.

None (alla romana…)

Gestisco l’abbonamento alla TV satellitare per mia madre, 88 anni. Già non lo usava praticamente mai, in più sta perdendo la vista… ho mandato la disdetta. Mi chiama il servizio clienti:

  • “Buongiorno, perché vuole dare la disdetta?”
  • “Perché non ne fa più uso e sta perdendo la vista…”
  • “Però potremmo offrirle la visione gratuita di un pacchetto a cui non è abbonata…”
  • “Buona idea, la abbomi ai pacchetti in Braille!”
  • “Cosa? Non ho capito?”
  • “Niente, scusi…”

Una strage

Chi viene voi adesso? Viene io!

Ieri, dopo un lunga malattia, sono scomparsi il Prof. Kranz, il Rag. Fantozzi Ugo, il Rag. Fracchia Giandomenico, una lunga serie di personaggi cinemtografici e teatrali, Paolo Villaggio. Ed un ex dipendente dell’Italsider di Genova.

Ciak! Se ne vada!

A Cannes è scoppiata la grana Netflix: la rete televisiva a pagamento ha sottoposto i suoi titoli alla selezione ufficiale e due sono stati accolti

Allora, vediamo di capire… Netflix, che trasmette online film, serie TV e stand up comedy, ha capito che è più conveniente, in termini di costi e di appeal per il suo pubblico, produrre in proprio. Quelli di Netflix si sono detti che almeno un paio di questi film da loro prodotti non eano male… anzi. perché non li proponiamo alla selezione del Festival di Cannes? Pare che siano piaciuti e sono entrati a far parte della selezione ufficiale: “Okja” e “The Meyerowitz Stories”. Solo che la decisione ha suscitato…

le rimostranze della stampa transalpina, preoccupata che Netflix non volesse distribuire i suoi prodotti nei cinema ma offrirli solo agli abbonati televisivi. (link)

A parte il fatto che non sono “televisivi” ma “online”… mi sorprende questa distinzione sul “mezzo” con cui il prodotto film (che è quello che partecipa al concorso) deve essere “fruito”. Quando esportano un Brie non mi pare si preoccupino molto se viene mangiato con una baguette o con una ciriola.