Peggio di così?

“VOLETE VOI CHE, A DECORRERE DAL 3 DICEMBRE 2019, ROMA CAPITALE AFFIDI TUTTI I SERVIZI RELATIVI AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE DI SUPERFICIE E SOTTERRANEO OVVERO SU GOMMA E SU ROTAIA MEDIANTE GARE PUBBLICHE, ANCHE A UNA PLURALITÀ DI GESTORI E GARANTENDO FORME DI CONCORRENZA COMPARATIVA, NEL RISPETTO DELLA DISCIPLINA VIGENTE A TUTELA DELLA SALVAGUARDIA E LA RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI NELLA FASE DI RISTRUTTURAZIONE DEL SERVIZIO?”

mobilitiamoroma.it         www.romafaschifo.com

la fantasia al potere

Non torniamo al ’68, e non saprei neanche dire se sia un bene o meno…

Linda Meleo, assessore alla Mobilità del Comune di Roma, o Roma capitale, o Roma Città metropolitana, o… vabbè, di Roma… dichiara – tra le altre cose –  di voler insistere con le…

“…funivie a partire da Battistini-Casalotti, fino alla realizzazione di altri due progetti: la funivia di Magliana-Piazza Civiltà del Lavoro e quella su rotaie, Jonio-Bufalotta”

La funivia su rotaie? Ed in cosa sarebbe diverso dal tram? A Bufalotta fuori dall’arrivo ci sarà un rifugio che servirà polenta e funghi?

(s)vincolo

La Soprintendenza di Roma pare si sia rassegnata a non far valere il vincolo che esisterebbe sull’ippodromo di Tor di valle. Via lbera al nuovo stadio.

Personalmente, pur convinto della necessità di tutelare il nostro patrimonio storico ed artistico, ho decise perplessità quando si intendono tutelare “beni” o manufatti che, se non abbattuti, sarebbero destinati al prerenne oblio.

Il tempio del trotto a Tor di Valle: “Non demolite il gioiello di architettura anni ’60”

Ma quel “gioiello” è deserto ed abbandonato da anni…

ippodromo-tor-di-valle-23

Diciamo che io quel vincolo non l’avrei prorio messo. Però c’è. Ed appaiono davvero “curiose” le argomentazioni che leggo per spiegare il “dietrofront” rispetto al vincolo:

“nel 2014 la direzione regionale dei Beni culturali del Lazio ha fornito un parere sul progetto dello stadio che esaminava tanti aspetti dell’area, compreso un filare di alberi, ma senza neanche citare l’ippodromo“.

L’ippodromo era come se non esistesse?
“Non era considerato. Ma a questo vanno aggiunte le norme del 2013 che consentono la costruzione degli stadi, norme che di fatto stabiliscono che un parere dato su un progetto preliminare valgono quanto quelle date sul progetto definitivo. Il che vuol dire che quel via libera iniziale pesa tanto e che sulla base di quel via libera il costruttore ha fatto investimenti in questi anni”.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/06/14/news/stadio_tor_di_valle_la_resa_del_soprintendente_via_il_vincolo_sull_ippodromo_-168059533/

12, 6, 6, 3, 260.000, 5

Numeri, non a caso:

  • 12 sono le denunce presentate dalla signora Marianna Manduca contro il marito, per violenze e minacce.
  • 6 sono i mesi in cui la donna ha presentato le denunce.
  • 6 sono le coltellate con cui l’uomo ha ucciso Marianna Manduca.
  • 3 sono i figli che ha lasciato.
  • 260.000 sono gli euro che un tribunale ha sentenziato debbano in qualche modo risarcire i ragazzi, ritenendo provata l’inerzia dei magistrati che avevano “dimenticato” le 12 denunce.
  • 5 sono gli anni che ci sono voluti al fratello della signora per vedere le sue ragioni riconosciute dalla Cassazione, avendo i tribunali ordinari dichiarato inammissibile la richiesta.

Giustizia è fatta? No. Manco per idea. Intanto non sono stati condannati “i” magistrati responsabili (non individuati) ma la Procura di Caltagirone, nella persona dell’allora capo. Che nel frattempo è morto. Dunque pagherà la Presidenza del Consiglio. Cioè tutti noi. (link) Salvo poi rivalersi sul magistrato responsabile…. vedremo…