Sergio, Maria Teresa ed Alessandro

Ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, ma la condizione di chi soffre, quando per di più si trova in condizioni di disagio (non necessariamente economico) e nell’assoluta inefficienza dei servizi che uno stato civile dovrebbe fornire… è intollerabile.

Credo che una seria riflessione sul come Sergio, Maria Teresa ed Alessandro non abbiano avuto alcuna reale alternativa. sia indifferibile. (link)

Mio padre dormiva

Il Corriere raconta la storia di Giovanni Ederle e di come abbia vissuto per 24 anni e 7 mesi con suo padre Francesco in coma. Una storia che mi riporta il dilemma del confronto con la malattia e, in ultima istanza, con la morte, o la “mancanza di vita”.

Le tante vicende che hanno portato all’attenzione del pubblico le posizioni pro-eutanasia (Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro…) vedono apparentemente respinte dalle belle parole di un uomo di 26 anni che ha visto suo padre dormire per più di 24 anni.

Io, che ringrazio il cielo di non essermi mai trovato a dover neanche essere vicino ad un simile dilemma, tendo ad eesere alquanto libero nel lasciare “libertà di coscienza”, quando ci sia una volontà libermente e chiaramente espressa. Anche le parole di questo figlio, a leggerle bene, mi sembrano rispettosamente pragmatiche:

«E’ stato un momento triste. Ma anche sereno. E di sollievo. Più di qualcuno mi ha chiesto in questi anni come si vive con un papà così. E se ho mai pensato che non sarebbe stato meglio se fosse morto prima. Se quella scelta dovesse riguardare me, saprei cosa fare. Ma quella con lui è stata un’esperienza impagabile. Lui non parlava, dormiva. Eppure se non ci fosse stato non avrei imparato tante cose…». (link)